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La radioterapia è un trattamento che utilizza le radiazioni per distruggere le cellule tumorali, sopratutto quelle localizzate. Le sedute di radioterapia sono pianificate in modo da provocare il massimo danno alle neoplasie e, al tempo stesso, limitare i danni ai tessuti e gli organi sani circostanti.

Per valutare la risposta alla terapia bisogna attendere 6-8 settimane dal termine dei trattamenti. Durante il trattamento non vi è una controindicazione a continuare a svolgere il proprio lavoro, purché non si tratti di un'attività faticosa dal punto di vista fisico.

Tale terapia può provocare alcuni effetti collaterali, tra i quali:

  • affaticamento;
  • bruciore durante la minzione;
  • caduta di peli e capelli;
  • diarrea;
  • ematomi;
  • epatite;
  • nausea;
  • problemi cutanei (arrossamento, desquamazione);
  • polmonite;
  • perdita di appetito;
  • rischio di contrarre infezioni;
  • sanguinamento;
  • vomito.

In cosa consiste la terapia?

La radioterapia è una tecnica non invasiva e indolore, può provocare effetti secondari e si effettua in regime ambulatoriale. Si effettua con varie modalità: associata alla chirurgia (ad esempio, per i tumori della laringe o dell’utero) o eseguita insieme alla chemioterapia e alla chirurgia (sarcomi, tumori della mammella, cancro del colon-retto o del polmone). Questo trattamento può essere somministrato prima dell'intervento chirurgico o della chemioterapia (terapia neoadiuvante) o dopo un’operazione e la chemioterapia (terapia adiuvante).

La radioterapia può essere somministrata in due modi. C’è la radioterapia esterna o a fasci esterni: la fonte dei raggi è posizionata all'esterno del corpo. C’è poi la radioterapia interna: le sorgenti di radiazioni vengono posizionate all'interno del corpo in vicinanza o nella massa tumorale (brachiterapia). Le sorgenti in radioterapia sono sempre sigillate, non possono entrare nel circolo sanguigno e non vengono metabolizzate.

Chi può sottoporsi a questa terapia?

Per i pazienti oncologici, la radioterapia può essere utilizzata in vari momenti del percorso di cura e, insieme alla chemioterapia è considerata una delle terapie più efficaci. La radioterapia si può effettuare: a scopo curativo, per distruggere cellule tumorali; a scopo precauzionale, per evitare il rischio che il tumore si ripresenti (recidiva); per ridurre le dimensioni del tumore, e facilitare l'intervento chirurgico; a scopo palliativo, per dare sollievo al paziente nel caso in cui non sia possibile alcuna altra terapia.

Al momento delle dimissioni il personale ospedaliero fornisce al paziente informazioni specifiche sulle precauzioni da adottare per proteggere le persone vicine.

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