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In periodo di emergenza sanitaria, dovuta alla diffusione del Covid 19 in tutto il mondo, non bisogna tralasciare il ruolo di altre gravi malattie come la malaria, che colpisce soprattutto i paesi in via di sviluppo. Come procede la lotta a questa patologia?

Cos’è la malaria

La malaria è una malattia infettiva causata da 5 diverse tipologie di Plasmodium, un microrganismo parassita che viene trasmesso all’uomo dalla puntura di un tipo specifico di zanzara, quella del genere Anopheles.

I sintomi della malaria sono molto variabili e poco specifici e comprendono:

  • febbre;
  • brividi;
  • mal di testa;
  • mal di schiena;
  • elevata sudorazione;
  • dolori muscolari;
  • nausea, vomito e diarrea;
  • tosse.

In fase iniziale, i sintomi sono spesso lievi, elemento che rende più complicata la diagnosi e più pericolosa l’evoluzione. Se non viene trattata in maniera rapida, la malaria può infatti aggravarsi con esiti anche letali, soprattutto per quanto riguarda i bambini di età inferiore ai 5 anni.

In età infantile questa malattia può comportare anemia grave, sofferenza respiratoria in relazione ad acidosi metabolica e malaria cerebrale. Anche negli adulti sono comunque possibili gravi conseguenze, con il coinvolgimento di diversi organi. Le infezioni possono, inoltre, causare recidive a distanza di settimane o anche di mesi.

Diffusione della malaria

La malaria è malattia endemica in diverse zone del mondo, principalmente nelle aree tropicali e subtropicali. In questi Paesi rappresenta la malattia trasmessa da vettore più diffusa, mentre nel resto del mondo è la malattia d’importazione più importante, trasmessa soprattutto a causa di viaggi e flussi migratori.

Per dare un’idea del fenomeno, nel 2019 si sono registrati 229 milioni di casi e 409 mila morti, concentrati soprattutto nelle zone subsahariane dell’Africa (dati World Health Organization. World Malaria Report 2020).

Farmaci antimalarici: successi e resistenza

Nel corso del periodo 2000-2015, la cosiddetta terapia combinata ACT ha dimostrato la sua efficacia determinando una significativa riduzione a livello internazionale dei numeri di incidenza e di mortalità. Si è infatti assistito a un notevole decremento dei numeri, passando da 262 milioni di casi a 212 milioni, e di decessi, scendendo dagli 839 mila del 2000 ai 429 mila del 2015 (Dati World Health Organization. World Malaria Report 2015).

Gli ACT rappresentano attualmente lo standard di cura per la malaria da Plasmodium falciparum, uno dei diversi tipi di microorganismi vettori dell’infezione, responsabile della forma più grave della malattia.

Insieme a questi successi, però, ha cominciato a svilupparsi una crescente resistenza ai farmaci, fenomeno che se non verrà arginato rapidamente porterà conseguenze molto serie in termini di aumento di casi, morti e costi sociali.

Obiettivi futuri per liberare il mondo dalla malaria

L’obiettivo cruciale di liberare il mondo dalla malaria è oggi perseguito attraverso diverse azioni, tutte essenziali per ottenere questo importante e complesso risultato:

  • superare la resistenza al trattamento, sviluppando nuove tipologie di cure;
  • ottimizzare le cure già esistenti;
  • bloccare la trasmissione della malattia;
  • migliorare i processi di prevenzione e profilassi.

In questa prospettiva, sono state elaborate nuove formulazioni per trattare in maniera specifica neonati e bambini. La ricerca sta inoltre lavorando anche su farmaci di nuova generazione, in grado di combattere la resistenza alla terapia ACT, un fondamentale passo in avanti nella direzione di un mondo senza malaria