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Che cos’è la spondilite anchilosante?

La spondilite anchilosante è una malattia infiammatoria cronica che colpisce le articolazioni della colonna vertebrale, rendendola meno flessibile, e che può degenerare progressivamente in rigidità irreversibile (anchilosi). Essa può interessare anche le articolazioni di anche, spalle, ginocchia, caviglie, mani e piedi, impedendo i più normali movimenti, e apparati come occhi e intestino.

Può avere due forme: primaria (idiopatica) o secondaria. La prima è quella che insorge indipendentemente da altre condizioni, mentre la seconda può essere associata a psoriasi, artrite reattiva o malattie infiammatorie dell’intestino.

Epidemiologia

La spondilite anchilosante ha una prevalenza stimata attorno all’1% della popolazione caucasica, con picchi del 2% nei paesi del Nord Europa, Stati Uniti e Canada. Colpisce più gli uomini delle donne con un rapporto di 3 a 1. La malattia tende ad avere una base ereditaria e si manifesta più comunemente tra i 20 e i 40 anni, e solo nel 5% dei casi in età superiore.

Quali sono i sintomi più comuni della spondilite anchilosante?

In tre casi su quattro, il primo sintomo della malattia è la lombalgia di tipo infiammatorio, ossia un dolore alla schiena a livello lombo-sacrale che può estendersi anche a dorso e cervicale; esso si manifesta soprattutto la mattina al risveglio e diminuisce con il movimento. La lombalgia infiammatoria si differenzia dal normale mal di schiena da sforzo proprio perché con il riposo non migliora, anzi. Il dolore può estendersi anche ai glutei, alternativamente, e irradiarsi verso la parte posteriore della coscia

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spondilite anchilosante

Quali sono le cause della spondilite anchilosante?

Le cause della patologia non sono certe, ma da alcuni studi risulta avere un ruolo importante il fattore genetico. In particolare, un gene (HLA-B27) è indicato nel 90-95% dei casi come responsabile di una risposta immunitaria anomala a carico delle articolazioni, quindi dell’innesco dell’infiammazione all’origine della malattia.

Altri fattori di rischio sono la presenza di psoriasi o casi di psoriasi in famiglia, e di malattie croniche intestinali (morbo di Crohn, colite ulcerosa); il rischio aumenta nei soggetti di sesso maschile e in età giovane.

Diagnosi

La diagnosi precoce è di fondamentale importanza. Essa è possibile tramite la risonanza magnetica, che è in grado di individuare i primi segnali di infiammazione. La radiografia identifica le anomalie della colonna vertebrale solo quando sono già in stato avanzato.

 

Fase avanzata

Se non viene trattata, l’intera colonna si irrigidisce in modo irreversibile e il paziente assume la tipica posizione curva. In una fase più avanzata, la colonna si flette in modo tale che il paziente non riesce più ad alzare il capo per guardare in alto.

Complicanze

Nei casi più gravi, la spondilite anchilosante può provocare difficoltà respiratorie, se coinvolge le ossa del torace; infiammazione dell’occhio (uveite), con conseguente dolore e disturbi della vista; infiammazione dell’aorta.