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17_PED_Aterosclerosi-fattori-di-rischio-e-prevenzione

È noto a tutti: le malattie cardiovascolari a oggi rappresentano ancora la principale causa di morte in Italia: secondo vari studi nel loro complesso sono responsabili di una percentuale di decessi che può superare il 40 per cento. Insieme ai tumori, infatti, cardiopatie, ictus, ischemie o altre gravi condizioni rappresentano i principali "big killer" delle società occidentali.

Le malattie connesse all'aterosclerosi

Alla base di molti di questi di decessi da patologie cardiovascolari casi c'è una condizione non sempre ben compresa dal pubblico: l'aterosclerosi. Malattia vascolare cronica e progressiva, questa si manifesta con l'indurimento e la perdita di elasticità delle pareti delle arterie. Ciò è dovuto alla formazione di placche costituite dai grassi presenti nel sangue, in particolare il colesterolo. Con il tempo queste diventano sempre più grandi fino a subire un processo di calcificazione.

Inizialmente l'aterosclerosi può non dare sintomi, ma con il tempo può dar luogo a molte patologie cardiovascolari. Tra queste ci sono…

- coronaropatie;
- infarto;
- aneurismi;
- ischemie;
- disturbi vascolari periferici.

I fattori di rischio controllabili

I fattori di rischio dell'aterosclerosi sono principalmente legati agli stili di vita e, come ben noto, a livelli fuori controllo di colesterolo nel sangue. La dislipidemia, cioè un'eccessiva concentrazione di grassi nel sangue, resta il fattore decisivo in questa malattia specie quando accompagnata da uno stile di vita, oltre che alimentare, scorretto e improntato sulla scarsa attività fisica. Questi fattori di rischio sono detti modificabili, in quanto dipendono dai comportamenti dei pazienti. I principali sono:

- Colesterolo fuori controllo: alta concentrazione di Ldl (colesterolo "cattivo") e bassa di Hdl (colesterolo "buono");
- Fumo;
- Ipertensione, che aumenta il rischio del 60 per cento;
- Elevata concentrazione di proteina C reattiva, il marker dell'infiammazione;
- Carenza di vitamina B6;
- Carenza di iodio e ipotiroidismo;
- Diabete, collegato a diversi dei fattori citati e alla sindrome metabolica.

Non è quindi un caso che in Europa e nei Paesi sviluppati, dove sedentarietà e alimentazione eccessiva rappresentano un'emergenza sociale, l'aterosclerosi sia una condizione così diffusa.

Occhio ai sintomi ma soprattutto alla prevenzione

Accanto però ai fattori di rischio modificabili ne esistono anche di non modificabili:          
- Età avanzata;
- Sesso maschile;
- Storia familiare di aterosclerosi o patologie cardiovascolari.

Ciò implica che gli uomini over 65 e chi ha familiarità debbano prestare ancora maggior attenzione. La sintomatologia ha un suo peso, ma non basta a far scattare il campanello d'allarme: generalmente infatti l’aterosclerosi non mostra segni di sé fino a quando un’arteria non è così ostruita così da causare dolore al torace oppure, qualora il danno riguardi le arterie cerebrali, intorpidimento, debolezza improvvisa agli arti o difficoltà di parola. È dunque fondamentale la prevenzione, sin da giovani, basata su un'alimentazione corretta con una riduzione dei grassi, sull'astensione dal fumo e su un'attività fisica adeguata: è già dai quarant'anni, se non prima, che si pongono le basi per una buona salute delle arterie.

Fattori di rischio e pratiche di prevenzione per l'aterosclerosi

Cos'è l'aterosclerosi e quali sono i fattori di rischio modificabili e non che predispongono a questa pericolosa condizione, che è alla base di numerose patologie cardiovascolari.