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L'ipertrofia prostatica benigna (IPB) è una condizione legata all'avanzare dell'età ed è una delle patologie più diffuse fra la popolazione maschile.

L’ingrossamento della prostata – secondo la Società italiana di urologia - è la malattia urologica più frequentemente diagnosticata negli ultimi 50 anni e nei prossimi 10 aumenterà di circa il 55%. Su 25 milioni di uomini, stima la Siu, il 20-30% (circa 6 milioni) soffre di ipertrofia prostatica.

La prevenzione è fondamentale ma, secondo gli urologi, la cura dell'ipertrofia prostatica passa anche, e soprattutto, dal controllo dell'infiammazione, al fine di migliorare la qualità di vita del paziente.

Considerata dalla Società Italiana di Urologia fino a ieri il “killer silenzioso” alla base di molte patologie, come le malattie cardiovascolari, i tumori, il diabete, l’obesità, le malattie reumatologiche, l’infiammazione da oggi diventa un punto cruciale anche nell’Ipertrofia prostatica benigna.

La malattia scaturisce, infatti, dalla persistenza di uno stato di allerta cronico dell'organismo, alla cui origine possono contribuire diversi fattori: un'infezione batterica o virale, alterazioni ormonali o di origine autoimmune, la sindrome metabolica o il fisiologico processo di invecchiamento. Un legame dimostrato anche da uno studio pubblicato sulla rivista European Urology che qualche anno fa evidenziò l'associazione tra disturbi urinari, ipertrofia prostatica e infiammazione cronica.

Un segno obiettivo dell’infiammazione prostatica cronica è anche la presenza di calcificazioni a livello prostatico, riscontrabili attraverso un’ecografia.

Sintomi

Quelli che di solito vengono chiamati “disturbi della prostata” sono, in termini medici, i Luts, ovvero Lower Urinary Tract Symptoms, cioè sintomi delle basse vie urinarie.

I LUTS sono legati all’aumento del volume prostatico e si dividono in:

  • Disturbi della fase di riempimento della vescica
  • Disturbi della fase di svuotamento della vescica
  • Disturbi post minzionali

I sintomi della fase di riempimento vescicale includono:

  • Il bisogno di urinare più spesso del solito
  • Il bisogno di svegliarsi di notte per urinare
  • Il bisogno improvviso di urinare e la difficoltà nel trattenere le urine
  • Perdita involontaria di urina (incontinenza)

I sintomi della fase di svuotamento vescicale includono:

  • Flusso ipovalido
  • Flusso urinario a spruzzo o bifide (due getti paralleli)
  • Flusso urinario intermittente
  • Necessità di sforzarsi per iniziare la minzione
  • Flusso urinario inizialmente non immediato (esitazione minzionale)
  • Prolungato tempo di svuotamento vescicale
  • Ritenzione di urine acuta o cronica

I sintomi post minzionali includono:

  • La sensazione che la vescica non sia totalmente vuota (svuotamento incompleto)
  • Perdita involontaria o gocciolamento urinario post terminale nella biancheria intima poco dopo aver lasciato la toilette

Nonostante l’impatto oggettivo di questi sintomi, sulla qualità della vita, la maggior parte degli uomini richiede un consulto medico solo dopo molto tempo dall’insorgenza del disturbo.

Diagnosi

Il medico durante la visita, oltre a valutare se sono presenti familiarità per malattie prostatiche o fattori di rischio per altre patologie, esegue l’esplorazione rettale. Quindi prescrive esami di primo livello: ecografia (dove è possibile stimare le dimensioni della prostata ed evidenziare l’eventuale presenza di calcificazioni), analisi del sangue e delle urine (per verificare segni di infezione o sangue microscopico nelle urine), uroflussometria (procedura semplice e non invasiva che misura l’andamento del flusso di urina durante la minzione, dando informazioni sull’eventuale presenza e gravità dell’ostruzione determinata dalla prostata sull’uretra). Solo se necessario, si ricorre ad altri approfondimenti: esame urodinamico, uretrocistografia, uretroscopia.

Terapie

I farmaci per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna appartengono a diverse categorie:

  • Beta-3 agonisti
  • Alpha-bloccanti
  • Inibitori della 5-Alpha reduttasi (5ARIs)
  • Antagonisti dei recettori Muscarinici (MRAs)
  • Inibitori della 5-fosfodiesterasi (PDE5Is)
  • Combinazione di farmaci

Nessuno di questi farmaci ha una azione antinfiammatoria. Secondo gli esperti, però, agire sull’infiammazione è importantissimo: questa condizione, infatti, compare molto prima rispetto alla malattia, di conseguenza intervenire sull'infiammazione permette di avere un approccio precoce all'ipertrofia prostatica benigna.

Trattamenti

Grazie alle diverse terapie farmacologiche si fa meno ricorso alla chirurgia, destinata ormai soltanto ai casi più gravi: ovvero per quei pazienti che mostrano un getto urinario quasi bloccato e un grosso rischio di ritenzione urinaria.

Le principali opzioni sono:

  • Resezione transuretrale della prostata (TURP)
  • Incisione transuretrale della prostata (TUIP)
  • Prostatectomia a cielo aperto
  • Trattamento laser
  • Posizionamento di stent prostatico
  • Ablazione transuretrale con ago (TUNA)
  • Terapia transuretrale con microonde (TUMT)

Secondo le linee guida europee la TURP è considerata un trattamento di elezione andando a ridurre il sanguinamento, la frequenza delle recidive e i tempi per la rimozione del catetere.