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In Italia, stima l’Istituto superiore di sanità, sono 11,6 milioni i fumatori, di questi circa 900mila sono utilizzatori abituali e occasionali di e-cig. Ma le sigarette elettroniche – a cui molti fanno ricorso per cercare di smettere con il fumo tradizionale - non sono innocue. Anzi, potrebbero causare danni anche alle ossa. È quanto rivela uno studio, pubblicato sull'American Journal of Medicine Open, che ha indagato proprio gli effetti delle e-cig sull'apparato muscolo-scheletrico.

Secondo Fadoi, Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti, pur essendo il fumo in Italia “responsabile di 65mila morti l’anno per le più disparate patologie”, solo il 10% riesce a smettere di fumare. Da qui, la scelta per alcuni di percorrere una strada alternativa per tentare di ridurre i danni del tabagismo.

Nello specifico, dall'analisi è emerso che l'uso delle sigarette elettroniche può indebolire la struttura ossea e aumentare il rischio di fratture da fragilità, anche tra le persone giovani. Un legame già noto per il fumo di sigaretta "tradizionale", che è tra le cause di 25 diverse patologie, tra cui tumori e malattie cardiovascolari e respiratorie.

Lo studio

I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 5.500 adulti: 4.519 non avevano mai usato sigarette elettroniche e 1.050 erano consumatori abituali. In tutto 444 persone hanno avuto fratture e fragilità, che sono risultate più frequenti in chi usa le e-cig e ancor di più negli utilizzatori di sigarette sia elettroniche che tradizionali. Le aree più frequentemente interessate sonocolonna vertebrale, anche o polsi.

"Questo studio conferma che le sigarette elettroniche non sono del tutto innocue", ha commentato Roberto Boffi, responsabile dell'Unità di Pneumologia e del Centro Antifumo all'Istituto Nazionale Tumori di Milano. "Se pensiamo che la percentuale di utilizzatori di questi dispositivi tra i giovani sta progressivamente aumentando, così come già accaduto da tempo in Usa e ora anche in Italia, e che l’età media di iniziazione all’uso sta sempre più scendendo, non possiamo certo sottovalutare il pericolo. Specie con la diffusione in commercio delle nuove sigarette elettroniche ai sali di nicotina, capaci di dare addirittura quattro volte più dipendenza delle sigarette tradizionali". "È vero che la sigaretta elettronica è certamente meno dannosa del tabacco tradizionale, ma non si può affermare che sia innocua a causa delle presenza di alcune sostanze pericolose, come metalli pesanti e aldeidi nell’aerosol", ha aggiunto Boffi, per poi sottolineare che “diversi studi hanno rilevato un aumento di disturbi respiratori negli adolescenti e nei ragazzi che svapano, quali bronchiti, asma, affanno, infiammazioni. E poi sono tanti gli indizi raccolti in merito ai danni sui polmoni di giovani e adulti, compresa una certa casistica di polmonite lipoidea, che si può verificare per l’inalazione di sostanze oleose”.

I giovani preferiscono le  e-cig

Si inizia a fumare prima e spesso lo si fa con la sigaretta elettronica, sempre più popolare tra i giovanissimi, che sembrano preferirla al tabacco tradizionale, sebbene non sia priva di rischi per la salute, ancora in parte non conosciuti, e rappresenti spesso la ‘porta di ingresso’ verso il fumo tradizionale. L’allarme arriva dalla Società Italiana di Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI).

Secondo un sondaggio dell’Istituto superiore di sanità (pubblicato nel maggio 2021) ben il 37.5% degli studenti tra 14 e 17 anni ha già avuto un contatto con il fumo da tabacco, il 41,5% con la sigaretta elettronica e di questi ben il 20,1% ha cominciato proprio con le e-cig e il 2,3% con i dispositivi a tabacco riscaldato. Ma a che età si inizia esattamente? Il 43,4% dei ragazzi ha provato le sigarette elettroniche già alle scuole medie ma c’è un 4,1% che lo ha fatto già alle elementari. Prima si inizia più è difficile smettere, spiegano gli esperti della Società italiana di Pediatria, perché il cervello degli adolescenti è più sensibile alle proprietà farmacologiche della nicotina, pertanto i ragazzi sviluppano più facilmente dipendenza rispetto agli adulti. Non a caso, quanto più precoce è il consumo di tabacco, tanto più bassi sono i tassi di successo nello smettere di fumare.

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