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La campagna di vaccinazione contro Covid-19 in Italia procede spedita, ma ancora restano fasce di popolazione che esitano ad aderire, spesso perché spaventate da eventuali effetti collaterali, soprattutto se si trovano in condizioni fisiche particolari. Un esempio è rappresentato dalle donne incinte, che temono di frequente che la vaccinazione possa interferire con il naturale corso della gravidanza e arrecare danni al nascituro. La situazione, in realtà, è molto diversa, come testimonia l’appello condiviso da ginecologi, neonatologi e pediatri a vaccinarsi e le attuali raccomandazioni internazionali e nazionali.

Rischi del Covid-19 per donne in gravidanza

L’appello rivolto alle donne incinte si allaccia alle linee guida del Ministero della Sanità, secondo le quali gravidanza e allattamento non sono controindicazioni per la vaccinazione. Inoltre, anche le evidenze scientifiche raccolte dall’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) inducono ad agire in questa direzione, dopo avere riscontrato gravi possibili rischi per donne in gravidanza non vaccinate.

Il Covid-19 rappresenta, infatti, una minaccia non solo per pazienti anziani e può avere serie conseguenze anche in pazienti giovani, elemento che nella percezione comune viene spesso trascurato. Durante la prima ondata pandemica del 2020, è stata, infatti, riscontrata una incidenza maggiore dell’infezione da SARS-CoV-2 in donne in gravidanza nella fascia di età 15-49, rispetto a donne di pari età non in stato interessante; per queste pazienti, inoltre, si è reso più frequente il ricorso a supporto ventilatorio invasivo.

La circolazione delle varianti Alfa e Delta nelle successive ondate pandemiche ha determinato esiti peggiori sia per le madri che per i neonati, con aumento di rischio di polmonite da Covid-19 e di ricovero in terapia intensiva e/o di necessità di supporto ventilatorio invasivo.

I presidenti di diverse società scientifiche italiane hanno, quindi, sottoscritto l’appello, evidenziando alcuni punti importanti:

  • il Covid-19 può causare effetti più gravi nelle donne sia in gravidanza che al di fuori della gravidanza;
  • donne in gravidanza che contraggono il Covid-19 aumentano il rischio di parto prematuro, con conseguenze anche molto serie di complicanze e anche di sopravvivenza per il neonato;
  • il virus SARS-CoV-2 può trasmettersi, anche se raramente, direttamente dalla madre al feto e causare casi di Covid-19 neonatale, a volte gravi.

Profilo di sicurezza della vaccinazione in gravidanza

Il rapporto rischi/benefici, dopo la valutazione di questi aspetti, propende nettamente a favore della vaccinazione. Per le donne in gravidanza, l’utilizzo dei vaccini a mRNA è sicuro e in molti paesi al mondo, come Israele, Belgio, Irlanda e USA, vengono ormai somministrati in maniera routinaria. Anche in fase di allattamento non sono emerse criticità nei confronti della vaccinazione, che non interferisce nemmeno con la fertilità.

Gli obiettivi principali della vaccinazione in gravidanza considerano in generale le donne in età fertile e sono stati definiti in:

  • donne a maggior rischio di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2, come professioniste sanitarie e caregiver;
  • donne portate a sviluppare una versione grave della malattia, per età maggiore di 30 anni o presenza di sovrappeso o comorbidità.

Protezione di neonati e lattanti

Un ulteriore vantaggio della vaccinazione in gravidanza è il passaggio degli anticorpi prodotti attraverso la placenta nel sangue fetale e, dopo la nascita, direttamente nel latte materno, determinando una protezione per neonati e lattanti.

Alla luce di tutte queste evidenze, risulta chiaro che la vaccinazione-anti Covid in gravidanza sia estremamente raccomandata, e che il vero rischio sia, per madre e nascituro, contrarre questa pericolosa malattia.