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Covid: studio, permeabilità intestino possibile causa forme gravi nei bimbi

La permeabilità intestinale è una possibile causa della sindrome infiammatoria multisistemica (MisC) che, anche se in maniera poco frequente, può interessare i bambini infettati dal coronavirus Sars-CoV-2. È la conclusione di uno studio americano pubblicato sul 'The Journal of Clinical Investigation', analizzato e commentato su Facebook dall'immunologa dell'università di Padova Antonella Viola. I ricercatori hanno anche tentato di utilizzare un farmaco con effetti positivi, ma secondo l'esperta è troppo presto per parlare di una terapia per questa sindrome nota anche come 'Simil-​Kawasaki'.

"La barriera intestinale ha molte funzioni importanti: oltre a regolare l'assorbimento delle sostanze nutritive e l'interazione con il nostro microbiota intestinale - ricorda Viola - ha il compito di tenere fuori dal nostro corpo molecole non desiderate. Se questa funzione di barriera viene persa o ridotta, a causa di una dieta sbagliata o di forme di disbiosi (alterazioni della comunità microbica), ecco che le molecole che transitano nell'intestino possono passare in circolo, arrivare al fegato e causare infiammazione. Questo è quanto accade nella sindrome da intestino permeabile (Leaky gut, in inglese), che da diversi anni è chiamata in causa nella patogenesi di diverse malattie (con prove più o meno solide a seconda della malattia)".

"Nello studio recente - riferisce l'immunologa - i ricercatori associano la Mis-C che si verifica nei bambini a seguito di Covid-19 con il passaggio di particelle virali nel sangue dei piccoli pazienti attraverso l'intestino. Lo studio trova nei bambini Rna virale nelle feci (e questo lo sapevamo da circa un anno), ma anche antigeni virali nel sangue e segni di alterazione della permeabilità intestinale (la proteina zonulina). L'ipotesi è che la presenza del Sars-CoV-2 nell'intestino causi infiammazione e alterazione del microbiota intestinale, con danno alla barriera e aumento della permeabilità. La perdita dell'effetto barriera consentirebbe alle molecole presenti nell'intestino di entrare in circolo e causare la Mis-C, o esserne una concausa".

"Sulla base di questi dati - riporta ancora Viola - i ricercatori si sono spinti fino a bloccare la zonulina con un farmaco in un bambino di 17 mesi affetto da Covid-19 e resistente ai trattamenti classici. Il trattamento ha avuto effetti positivi".

Secondo la scienziata, "lo studio è interessante perché analizza gli effetti dell'infezione gastrointestinale da Sars-CoV-2, molto frequente nei bambini, e perché offre un possibile modello patogenetico della Mis-C. Se il trattamento con il farmaco che blocca la zonulina sia una strada per curare i pazienti affetti da Mis-C", tuttavia, "è decisamente presto per dirlo".

"Al momento - raccomanda Viola - il modo migliore per proteggere i nostri bambini è vaccinarli. Per adesso per i più piccoli non c'è questa possibilità, ma intanto che la ricerca va avanti, proteggiamo almeno i ragazzi, dai 12 anni in su".

08/06/2021

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