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Impatto negativo dell’emergenza Covid sulla prevenzione del melanoma

Una delle tante problematiche innescate dall’emergenza Covid-19 riguarda il pesante impatto che ha determinato sulla prevenzione del melanoma. Il melanoma è un tumore che deriva dalla trasformazione dei melanociti, alcune delle cellule che formano la pelle, e può avere esiti letali se non trattato in tempo.
Abbiamo parlato di prevenzione e degli effetti della pandemia con Monica Forchetta, presidente di APAIM Associazione pazienti Italia melanoma.

Cosa vuol dire fare comunicazione sul melanoma

Per prima cosa, consideriamo l’importanza di una comunicazione efficace in ottica di prevenzione del melanoma, uno degli obiettivi principali di APAIM, vista anche la tendenza, fino a poco tempo fa, a sottovalutare diffusione e gravità di questa malattia. Ultimamente, “l'incidenza è notevolmente aumentata, afferma Monica Forchetta, soprattutto nei giovani. Sono stati stimati 14.900 nuovi casi nel 2020 solo in Italia, numero che sembra aumentare di anno in anno. Attraverso la corretta comunicazione, possiamo fare in modo di prevenire questa malattia: in molti casi è sufficiente effettuare una semplice visita dermatologica” (dati AIRTUM). La possibilità quindi di evitare le conseguenze peggiori è raggiungibile grazie a controlli specialistici, in particolar modo nei soggetti più giovani, e a una maggiore consapevolezza su rischi e segnali da monitorare. L’evoluzione dei trattamenti ha infatti aumentato il tasso di sopravvivenza, ma cruciale restano le tempistiche di intervento. 

Attenzione ai sintomi e diagnosi precoce

Un aspetto fondamentale della prevenzione riguarda l’identificazione dei sintomi caratteristici del melanoma: la presenza di uno o più di essi deve mettere in allarme e indurre a sottoporsi rapidamente ad una visita presso un medico dermatologo. Come ci spiega Monica Forchetta i segnali tipici riguardano “cambiamenti di una o più lesioni presenti sulla cute, riassunte nella regola dell'ABCDE: A per asimmetria, B per bordi irregolari, C per colore, D per dimensione E per evoluzione”. La rapidità di diagnosi è essenziale perché un trattamento tempestivo può evitare la diffusione della malattia verso linfonodi e altri organi.
In generale, la prevenzione va portata avanti anche in assenza di sintomi, effettuando un controllo dei nevi almeno una volta all’anno, “sarà poi lo specialista, specifica Monica Forchetta, dopo un'accurata visita e colloquio con il paziente a decidere la frequenza dei controlli, in base al tipo di fototipo, numero di lesioni sul corpo e familiarità con tumori cutanei”. Questi risultano infatti essere importanti fattori di rischio per il melanoma, insieme a comportamenti scorretti come eccessiva esposizione al sole senza adeguata protezione e uso di lampade e lettini abbronzanti

Pandemia e diminuzione dei controlli

L’emergenza sanitaria dell’ultimo anno ha avuto effetti negativi proprio sulla fondamentale prassi della prevenzione attraverso controlli regolari, che devono essere più frequenti per soggetti a rischio. I risultati dell’indagine realizzata da Imi, Intergruppo Melanoma Italiano, sono chiari, come riporta Monica Forchetta: “si calcola che 1 persona su 5 per via della pandemia da Covid-19 non ha effettuato il controllo dermatologico. Si parla di circa 1/3 delle visite dermatologiche annullate; questa indagine suggerisce che in Italia non sono stati diagnosticati oltre 2500 melanomi. Devo dire che oltre ad essere stati annullati da parte delle strutture, anche una gran fetta di pazienti non si è presentato ai controlli, per paura di essere contagiato all'interno delle strutture sanitarie”. I problemi hanno riguardato quindi diversi ambiti, sia quello dell’annullamento delle visite a causa del sovraccarico nelle strutture sanitarie, impegnate a gestire i pazienti covid, che quello delle rinunce effettuate direttamente dai pazienti, per il timore del contagio. Gli effetti di questi processi si sono andati a sommare amplificando ritardi e mancate diagnosi. La conseguenza probabile è, nei prossimi mesi, “un aumento di melanomi in stadio più avanzato, con una prognosi più severa”, afferma Monica Forchetta.

Come portare avanti la prevenzione nonostante la pandemia

Oltre a considerare questi aspetti negativi, abbiamo cercato di capire come possono fare le persone a riprendere la via della prevenzione, evitando di sprecare altro tempo prezioso e, nello stesso tempo, avendo la garanzia di corrette misure di protezione dal virus di Covid-19. Da questo punto di vista, Monica Forchetta ci rassicura, sostenendo che “in questi mesi le strutture sanitarie hanno creato dei percorsi sicuri per garantire il proseguimento del percorso del paziente, dunque se si ha necessità di effettuare una visita dermatologia basta avere l'impegnativa del medico curante e prendere appuntamento tramite CUP regionale”. Inoltre, per ogni difficoltà, può essere contattato il sito di APAIM, che offre supporto concreto nel trovare centri adeguati sul territorio.