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L’acido folico, o vitamina B9, appartiene al gruppo delle vitamine idrosolubili, ovvero le vitamine che non si immagazzinano nell’organismo e che perciò vanno assunte ogni giorno tramite l’alimentazione. Essa è molto importante per la salute delle cellule del sangue e della pelle, per il metabolismo degli aminoacidi e dei nucleotidi (le unità che compongono le molecole del DNA), e ha un ruolo essenziale in gravidanza, durante la formazione dell’embrione e dei suoi primi organi.

La carenza di questa vitamina può sviluppare alcune forme di anemia e compromettere la regolare crescita del feto, provocando gravi malformazioni come la spina bifida. Per questo, il medico raccomanda alle donne incinte di assumerne quotidianamente una dose di 0,4 mg, che equivale al doppio del fabbisogno giornaliero normale (0,2 mg), preferibilmente un mese prima del concepimento e nei primi tre mesi di gestazione.

In cosa consiste l’esame?

Il test dell’acido folico viene effettuato tramite un normale prelievo di sangue venoso dal braccio. L’esame non è doloroso; il paziente avvertirà solo un leggero fastidio all’ingresso dell’ago nel braccio. L’esame viene solitamente svolto al mattino.

Quando è richiesto?

Il test viene prescritto al paziente che mostra sintomi di anemia (pallore, debolezza, affaticamento) o di neuropatia (confusione, perdita di memoria, spasmi oculari, prurito, formicolio), per valutare lo stato nutrizionale di una persona e per tenere sotto controllo i valori di acido folico in gravidanza o in generale durante una terapia con integratori a base di vitamina B12.

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