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L’esame delle feci, detta anche coprocoltura, è un’analisi che si effettua su un campione di feci opportunamente raccolte per rilevare l’eventuale presenza di batteri responsabili di infezioni gastrointestinali che possono manifestarsi con diarrea, vomito, febbre, mal di pancia.

Il campione fecale viene sottoposto a uno screening microbiologico e se ne esamina il colore, l’odore e la consistenza; tramite antibiogramma, si può inoltre valutare la sensibilità dei batteri contenuti nelle feci agli antibiotici e determinare di conseguenza la terapia più adatta al caso.

Come si raccoglie il campione di feci?

Per effettuare un esame delle feci, occorre che il paziente si munisca di un recipiente pulito per la defecazione e di un apposito contenitore sterile, reperibile in farmacia, in cui depositerà il campione di feci raccolto con una spatola. Durante l’operazione è opportuno indossare dei guanti in lattice.

È importante che l’evacuazione avvenga in maniera spontanea, quindi non favorita dall’uso di lassativi, ed evitare che il campione fecale sia contaminato con le urine, la carta igienica o detergenti.

Nei casi in cui sia difficile raccogliere il campione fecale in modo corretto, ad esempio nei bambini piccoli, si può procedere con un tampone rettale.  

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