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L’epatite A è una malattia infettiva acuta del fegato causata dal virus HAV, che si trasmette tramite acqua o cibi contaminati, o entrando in contatto con soggetti infetti. Spesso la malattia è asintomatica, soprattutto nei più giovani, e il periodo di incubazione varia da due a sei settimane, per poi manifestarsi con sintomi come vomito, diarrea, ittero, febbre, affaticamento, dolori addominali, urine scure.

La malattia è più comune nelle aree del mondo con scarse norme igieniche e con fonti d’acqua non pulita; nei paesi in via di sviluppo si calcola che il 90% dei bambini si infetti prima dei dieci anni. Una volta guarito, il paziente è immune dal virus per tutta la vita. Per prevenire l’infezione, esiste l’apposito vaccino.

Quali sono le cause?

Il virus dell’epatite A si diffonde per via oro-fecale, colpisce il fegato e si trasmette alle feci del soggetto contagiato.

Si può trasmettere tramite:

- cibi manipolati da persone infette;
- acqua contaminata dal virus;
- molluschi non cotti abbastanza, in particolare le cozze;
- rapporti sessuali oro-anali;
- condivisione dello stesso bagno con un persona contagiosa.

L’epatite A è facilmente individuabile tramite esami del sangue e delle feci.

Come si cura?

Di solito l’epatite A passa da sola nell’arco di due mesi e non lascia danni al fegato. In rari casi, nei soggetti più anziani, può portare a un’insufficienza epatica.

Nella fase sintomatica, si consiglia di evitare attività fisiche troppo faticose, mangiare poco e spesso, bere molta acqua, limitare l’assunzione di alcool, cibi grassi e farmaci per non sovraccaricare il fegato.

Misure di prevenzione

Per prevenire l’infezione è fondamentale lavarsi bene le mani prima e dopo essere andati in bagno, e prima e dopo aver toccato cibi e bevande. L’acqua contaminata può essere depurata con il cloro o con bollitura sopra i 60 gradi. Se si progetta un viaggio in paesi a rischio, è opportuno fare il vaccino dell’epatite A, che viene somministrato in due dosi, a distanza di sei mesi l’una dall’altra.

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