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Alzarsi la mattina con un dolore sordo, intenso, a livello lombare. Capita a molti, e spesso lascia stupiti: in molti casi infatti alla base di questa sintomatologia non sembrano esserci eventi che possano averla prodotta, come sforzi eccessivi, traumi o altro. Inoltre questo dolore è accompagnato da rigidità: alzarsi da sdraiati, sedersi e rimettersi in piedi può a volte essere molto difficile, quasi come se la schiena fosse bloccata.

Cos'è il mal di schiena infiammatorio

Questo tipo di mal di schiena tende a presentarsi soprattutto nella seconda metà della notte e al risveglio con un dolore che migliora con il movimento e rigidità che dura almeno trenta minuti. Tale sintomatologia, troppo spesso sottovalutata o non riconosciuta adeguatamente, è frequentemente indicativa di una malattia infiammatoria a carico dello scheletro.

Una quota di pazienti con mal di schiena infiammatorio potrebbe soffrire di spondiloartrite assiale, che colpisce la parte lombare della colonna vertebrale e le articolazioni sacroiliache. Alla base c'è un fenomeno autoinfiammatorio di origine autoimmune: per ragioni ancora non note, il sistema immunitario di chi è affetto attacca questa parte del sistema scheletrico causando uno stato infiammatorio che, se non trattato per tempo, può evolvere con limitazione della mobilità e ripercussioni sulla qualità di vita privata e professionale. Del resto dati presentati lo scorso anno nel corso dell’Annual European Congress of Rheumatology di Madrid rivelano che il 74 per cento delle persone che soffrono di spondiloartrite assiale segnala difficoltà nel trovare un lavoro a causa della malattia.

Che differenza tra spondiloartrite assiale non radiografica e spondilite anchilosante

Esistono due forme di spondiloartrite assiale: la spondiloartrite assiale non radiografica e la spondilite anchilosante, nota anche come morbo di Bechterew. Nel primo caso l'infiammazione non è rilevabile con la radiografia ma potrebbe essere rilevabile con risonanza magnetica.

Nella spondilite anchilosante, invece, l'infiammazione porta a un danno alla colonna causa di rigidità (il termine "anchilosante" identifica proprio questo aspetto). Qui la patologia è chiaramente diagnosticabile anche su base radiografica a causa di deformazioni dei tessuti cartilaginei e ossei che, se non prevenute e trattate adeguatamente, danno luogo ad alterazioni del movimento e a difficoltà nel flettere la schiena. In entrambi i casi possono essere condotti anche alcuni esami del sangue utili ad avere ulteriore conferma della patologia.

Diagnosi e terapie mirate

Una diagnosi precoce è quindi fondamentale per poter intervenire con terapie mirate che, fortunatamente, oggi consentono ai pazienti una qualità di vita più che buona. Ricordiamo infatti che si tratta di una patologia che colpisce spesso persone giovani: in Italia sono circa 40mila i pazienti affetti dalla sola spondilite anchilosante, spesso di sesso maschile, con un esordio in molti casi tra i 20 e i 30 anni. È fondamentale, anche per prevenire l'impatto psicologico della malattia, che di fronte a un mal di schiena notturno che dura da tempo ci si sottoponga, su indicazione del medico di medicina generale, a una visita dal reumatologo, cioè lo specialista di riferimento per le spondiloartriti assiali.

Soffri di mal di schiena notturno? Qui si parla di cause e possibili rimedi

Di fronte a frequente mal di schiena notturno è fondamentale una diagnosi precoce per poter intervenire con terapie mirate ed evitare un impatto negativo sulla qualità della vita.