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La Regione Marche ha un nuovo Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) per la gestione del paziente adulto con Scompenso Cardiaco sul territorio marchigiano: un PDTA - adottato con delibera di Giunta n° 1.121 del 20 settembre 2021 - innovativo perché definito, per la prima volta, con il contributo diretto di tutte le figure professionali coinvolte nella gestione di questi pazienti.

Lo scompenso è una patologia di assoluto rilievo, vista l’incidenza e la complessità di assistere i malati nei diversi setting: dalla gestione delle fasi più acute in ospedale a quella della cronicità con le strutture territoriali. La patologia, infatti, è molto diffusa (1-2% della popolazione generale, con incidenza in aumento in età avanzata) e la sua diagnosi e cura assorbono risorse importanti dei Sistemi Sanitari (attorno al 2,5% della spesa sanitaria nei sistemi sanitari europei). Di qui la necessità di adottare un modello organizzativo assistenziale adeguato ed evoluto, ovvero il nuovo PDTA regionale. Tale esigenza si è ulteriormente rafforzata negli ultimi due anni, poiché le problematiche assistenziali si sono aggravate a causa dello scoppio della pandemia di Covid-19.

L’aspetto fortemente innovativo è stato la modalità attraverso cui si è riusciti a predisporre il PDTA, coinvolgendo attivamente molti dei principali operatori del Sistema Sanitario Regionale.

La delibera infatti è stata preceduta da un lavoro realizzato nell’ambito della Scuola di Health Technology Assessment Operativo. Questa scuola nasce nel 2013, da un’idea del suo responsabile scientifico (ing. Giancarlo Conti), come iniziativa di formazione scientifica “sul campo” che mira a colmare una lacuna culturale ancora evidente nelle istituzioni sanitarie pubbliche, fornendo agli operatori un quadro complessivo del processo di HTA (Health Technology Assessment – valutazione delle tecnologie sanitarie) e gli strumenti di base per adottare operativamente, nelle rispettive organizzazioni, tale approccio.

A partire dal 2016 il corso si è rinnovato, prendendo il nuovo titolo “Dalla teoria alla pratica: l’officina della appropriatezza”. Accanto alle motivazioni più strettamente formative si affianca infatti l’ambizioso obiettivo di realizzare, nell’ambito degli incontri previsti nel programma e sotto la guida di un tutor qualificato (Dott. Marco Oradei), un report di HTA fortemente contestualizzato all’ambito regionale e in grado di fornire una analisi reale della tecnologia oggetto di studio, insieme a indicazioni pratiche immediatamente fruibili dai decisori. Il progetto assume pertanto un forte carattere innovativo e, grazie all’immediato gradimento riscosso da parte degli organi istituzionali e delle aziende sanitarie regionali, viene avviato coinvolgendo in ogni edizione circa 40/50 operatori del mondo sanitario di diversa professionalità, oltre ad alcune associazioni di cittadini. Da notare che questi operatori sono stati invitati al corso direttamente dagli Enti di appartenenza nell’ambito del proprio orario di lavoro.

Per ogni edizione viene scelta una patologia di particolare rilievo per il SSR, per l’incidenza, per l’impegno economico necessario per l’assistenza, per l’opportunità di rinnovare alcuni aspetti organizzativi adeguandoli ai tempi e alle nuove possibilità assistenziali (conoscenze scientifiche, terapie innovative…). I report pubblicati, tutti disponibili sul sito di ARS Marche, hanno riguardato: nel 2016/17 la fibrillazione atriale, nel 2018/19 le maculopatie ed infine nel 2020/21 lo scompenso cardiaco.

La Scuola di HTA Operativo costituisce una esperienza fortemente innovativa nel panorama italiano, probabilmente unica nel suo genere. Questo è stato particolarmente vero nell’ultima edizione, perché grazie alla Scuola è stato possibile riunire le figure di riferimento del percorso assistenziale dello scompenso: non solo i medici (rappresentati in tutte le specializzazioni coinvolte, cardiologi, MMG, palliativisti), ma anche tutti gli attori coinvolti nei vari aspetti dell’organizzazione e dell’erogazione della assistenza: infermieri, farmacisti, ingegneri economisti...

I partecipanti hanno condiviso in aula le informazioni e le proposte migliorative, discutendole a fondo in una consensus conference tra esperti di settore, e hanno quindi potuto elaborare proposte unitarie ed esaustive. Questo patrimonio informativo è stato quindi messo a disposizione del gruppo di lavoro incaricato di predisporre il PDTA (coordinato per la Regione dal dott. Claudio Martini), di fatto costituito dalle stesse persone già coinvolte dalla Scuola dell’HTA, che ha quindi potuto rapidamente portare a termine l’incarico di produrre il nuovo PDTA, uscito appunto a settembre 2021 quasi in contemporanea con la pubblicazione del report. In pratica il PDTA è basato su un approccio “bottom up”, cioè elaborato partendo dalle esperienze dei professionisti coinvolti direttamente nella gestione del paziente, modalità che rende realistico e realizzabile quanto in esso contenuto contrariamente a molte iniziative “top down” che, basandosi su definizioni in astratto dei processi che non partono dai dettagli, incontrano sovente resistenze da parte degli operatori incaricati di realizzarle.

Complessivamente il corso si è articolato su 7 incontri di 4 ore ognuno, in un periodo di 5 mesi. I partecipanti, circa 50 in questa edizione, nel periodo tra gli incontri erano chiamati a raccogliere i dati necessari al proprio lavoro, potendo eventualmente condividere in anticipo con il tutor il materiale per meglio organizzare la propria presentazione. Ogni partecipante, da solo o in gruppo, ha effettuato una presentazione sui temi di sua pertinenza, secondo uno schema predisposto dalla direzione scientifica del corso, presentando i dati reali delle strutture di appartenenza e dei processi in cui è coinvolto. I contenuti sono stati discussi e condivisi con gli altri partecipanti. Tutti i contenuti provengono da fonti validate della Regione Marche, rappresentando quindi in maniera adeguata lo stato dell’arte di quanto accade nel territorio regionale.

I lavori sono proseguiti, con l’impegno costante di tutti gli operatori coinvolti, anche durante le fasi più acute dell’epidemia di Covid-19, ricorrendo solo quando necessario a sessioni online, ma mantenendo sempre viva l’interazione tra tutti i partecipanti.

Un ultimo elemento da sottolineare è la ricaduta che questi percorsi possono avere sui malati e su tutti i cittadini. Intanto nell’ambito della Scuola vengono invitati a fornire il loro contributo anche rappresentanti del mondo civile, quest’anno rappresentati dalla Segretaria Regionale Regione Marche di Cittadinanzattiva, e delle associazioni di malati. Inoltre, il PDTA adottato è fortemente basato sulle analisi effettuate sulla situazione reale della Regione e sulle potenzialità realisticamente realizzabili, proprio in ragione della metodologia utilizzata nella sua predisposizione.

✒️ Giancarlo Conti, Marco Oradei, Claudio Martini

07/04/2022

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