It looks like you are using an older version of Internet Explorer which is not supported. We advise that you update your browser to the latest version of Microsoft Edge, or consider using other browsers such as Chrome, Firefox or Safari.

Trapianto di fegato, la vita dopo l’intervento.

La buona notizia è che in Italia i trapiantati d’organo sono sempre di più ed i pazienti trapiantati e hanno una vita sempre più lunga. Tra questi i 20 mila trapiantati di fegato (tanti dal 1992 al 2018, secondo il Centro Nazionale Trapianti), a cinque anni sfiorano l’85 per cento, con pazienti che sopravvivono anche 20 anni dopo il trapianto. L’85,5% dei pazienti riprende un’attività lavorativa dopo 3-6 mesi dal trapianto. Seppur in buona salute, si tratta pur sempre di persone più fragili; anche se le terapie innovative sono efficaci e meglio tollerate rispetto al passato, in alcuni pazienti è possibile che si verifichino nel tempo complicanze renali, diabete, aumento di peso, ipertensione arteriosa ed un maggior rischio di infezioni, come conseguenza della diminuzione delle difese immunitarie. 

Per questi motivi, è bene adottare uno stile di vita corretto. Mangiare sano, riprendere con gradualità l'attività fisica e mantenerla quotidianamente, bandire alcol, fumo e droghe.

La vita del trapiantato, però, è fatta anche di viaggi purché adotti le dovute precauzioni.

Le persone trapiantate possono riprendere a viaggiare 6-12 mesi dopo l’intervento ed essendo particolarmente sensibili alle infezioni, devono adottare le giuste precauzioni:

  •  in valigia sempre i farmaci antirigetto da utilizzare ogni giorno per l’intero periodo del viaggio ed  antibiotici o antivirali, da utilizzare se necessario su consiglio medico
  • con sé portare sempre documentazione sull’ intervento fatto e la lista dei farmaci da assumere con i dosaggi.
  •  Valutare attentamente il tipo di viaggio da fare ed esempio, evitare i Paesi con ambienti insalubri e non sicuri.
  • evitare cibi mal conservati o di dubbia provenienza
  •  bere solo acqua della bottiglia
  • rivolgersi a un medico in caso di febbre, vomito, dolori addominali, diarrea e sangue nelle feci
  • effettuare per tempo la vaccinazione pneumococcica e quelle richieste, chiedendo informazione al medico curante o al centro trapianti
  • evitare un'esposizione eccessiva al sole nelle ore centrali della giornata se si assumono farmaci.

Altre informazioni utili:

Una corretta alimentazione

Nei primi tre mesi è opportuno assumere una dieta indicata dal centro trapianti, tutti gli alimenti devono essere lavati e cucinati prima del consumo, evitando quelli che potrebbero contenere microbi quali carne, uova, pesce crudo e il latte non pastorizzato. Con il tempo, le funzioni del fegato si normalizzano,  quindi seguire una dieta varia e bilanciata consentirà un migliore recupero.  Per tale motivo, a tavola è bene preferire:

  • pane e pasta integrali
  • cereali a colazione
  • limitare il consumo di carni rosse
  •  frutta fresca (da lavare scrupolosamente)
  •  verdure (meglio se bollite)
  •  Legumi
  • Limitare il consumo di sale
  • no alcolici
  • no dolci

Inoltre, si consiglia di ridurre il consumo di zuccheri, bere almeno due litri di acqua al giorno, evitare cibi crudi.

Lo sport come un farmaco

Lo sport può essere come un farmaco per contrastare l’insorgere di molte patologie o contribuire alla loro cura. Studi scientifici dimostrano che l’esercizio fisico nei pazienti trapiantati migliora la qualità della vita e la sopravvivenza dell’organo. Non solo, il trapiantato che pratica un’attività sportiva ottiene una forte autostima, e può migliorare alcuni parametri quali l’assetto lipidico e cardiometabolico.