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Cosa sono e per cosa vengono i calcoli renali

La calcolosi (o calcoli renali) è una delle più comuni malattie delle vie urinarie caratterizzata dalla presenza di piccoli sassolini, calcoli appunto, lungo il decorso delle vie urinarie.

I calcoli si formano all’interno dei reni quando le sostanze normalmente presenti nelle urine diventano troppo concentrate e si accumulano sotto forma di materiale solido. Possono rimanere nel rene oppure spostarsi lungo gli ureteri, fino a raggiungere la vescica ed essere così eliminati dal corpo con le urine.

La formazione di calcoli renali non avviene in soggetti sani, perché nelle urine ci sono delle sostanze che contrastano in maniera efficace la cristallizzazione, ovvero i citrati.

Incidenza della malattia

La calcolosi renale è una patologia molto diffusa nel mondo occidentale: circa tre uomini e due donne su venti, ne soffrono in diverse fasi della loro vita. I calcoli renali sono molto più frequenti negli individui con età compresa tra i 30 ed i 60 anni e compaiono raramente prima dei 20 anni di età (dati Istituto Superiore Sanità).

L’incidenza stimata in Italia è di circa 100.000 nuovi casi all’anno.

Dimensioni e tipi di calcoli renali

Si differenziano in base alle dimensioni, alla composizione, alla forma, al colore. Alcuni, sono piccoli come granelli di sabbia (la cosiddetta “renella”) altri, invece, possono crescere di volume fino a raggiungere le dimensioni di una palla da golf.

Nel 70-80% dei casi, i calcoli sono costituiti da calcio (ossalato di calcio, fosfato di calcio).

Nel 15% dei casi, invece, i calcoli sono costituiti da acido urico. Questi ultimi sono radiotrasparenti, cioè invisibili nelle radiografie standard ma non alla ecografia.

Ci sono poi i calcoli costituiti da cistina, molto rari: si manifestano fin dall’infanzia in pazienti portatori di una condizione patologica ereditaria definita cistinuria.

Infine, ci sono i calcoli generati dalle infezioni delle vie urinarie (fosfati tripli o struvite), provocati da batteri che producono una matrice proteica che facilita la precipitazione dei sali disciolti nelle urine.

Nell’80% dei casi, i calcoli vengono espulsi naturalmente o con l’aiuto di farmaci.

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Calcoli renali

Cause

I calcoli si formano perché le urine diventano eccessivamente sature di sali che di conseguenza formano calcoli urinari.

Tra i fattori di rischio, viene data molta importanza alla familiarità, a una dieta non equilibrata e alla scarsa assunzione di liquidi. Inoltre, favoriscono la formazione di calcoli: l’obesità, le malattie infiammatorie dell’intestino e le malattie renali, responsabili di un accumulo di acidi nel sangue (acidosi renale tubulare).

In base al tipo di calcolo renale è possibile individuare la causa che lo ha determinato.

Per esempio, i calcoli di calcio, che si formano per l’alta concentrazione di calcio nelle urine, possono essere causati da: aumentato assorbimento intestinale di calcio, iperparatiroidismo, malattia infiammatoria cronica intestinale, sarcoidosi, deficit del rene a riassorbire il calcio filtrato.

I calcoli di acido urico, che si formano per l'alta concentrazione di acido urico nelle urine, sono causati da una dieta ricca di proteine e possono formarsi in corso di chemioterapia e nei pazienti obesi

I calcoli di cistina, invece, sono causati da una condizione ereditaria chiamata cistinuria, che determina mancato riassorbimento della cistina, un aminoacido, ovvero un “mattoncino” che serve per la costruzione delle proteine.

Sintomi: come capire se si hanno i calcoli renali

I calcoli di piccole dimensioni possono essere asintomatici. Tuttavia, la calcolosi renale può causare la comparsa di un dolore acuto e improvviso che si estende nella regione addominale e lombare, noto come colica renale.

Quando il calcolo non riesce a passare con facilità attraverso le vie urinarie si possono manifestare vari disturbi, che includono:

  • dolore persistente e violento nella parte bassa della schiena e dell'addome, descritto come una “coltellata al fianco”;
  • nausea e vomito
  • sudorazione
  • febbre alta
  • brividi
  • stanchezza e debolezza
  • necessità di urinare spesso
  • dolore mentre si urina
  • sangue nelle urine (ematuria)
  • urine torbide e maleodoranti
  • gonfiore addominale

I calcoli che ostruiscono gli ureteri o la pelvi renale causano lombalgia o colica renale. La colica renale è caratterizzata da dolore trafittivo e intermittente, tra le costole e l’anca, che può irradiare fino all’addome per scendere all’inguine o ai testicoli o alla vulva.

La febbre compare di solito nel caso in cui sia presente una sovrainfezione batterica. Se il calcolo ostruisce completamente l'uretere determinerà un ristagno di urine con dilatazione e sofferenza del rene (idronefrosi).

Diagnosi

Nel sospetto di calcolosi renale vengono solitamente prescritti esami del sangue e delle urine per valutare la funzione del rene e la concentrazione dei principali ioni o sali. I calcoli possono essere identificati all’RX, alla TC addome o all’ecografia. Quando il calcolo viene espulso, infine, viene analizzato per valutarne la composizione e quindi impostare la terapia più adatta.

Terapia: cosa fare per eliminare ed espellere i calcoli renali

Se di piccole dimensioni e asintomatici, ovvero che non provocano ostruzione delle vie urinarie o un’infezione, i calcoli non devono essere trattati e si risolvono da soli. Alcuni farmaci (ad esempio i bloccanti dei canali del calcio) possono facilitarne l’espulsione spontanea.

Per contribuire alla scomparsa dei calcoli si raccomanda di consumare abbondanti liquidi o di assumerli per via endovenosa. I bloccanti alfa-adrenergici possono essere d’aiuto. Una volta che il calcolo è stato espulso, non è necessario intervenire in altro modo.

Se i calcoli sono troppo grandi per poter essere espulsi naturalmente (6-7 mm di diametro), si può intervenire con diverse tecniche come: uretroscopia (in anestesia generale il chirurgo rimuove il calcolo con pinze o tramite laser), nefrolitotomia percutanea (in anestesia generale il chirurgo pratica una piccola incisione sulla schiena attraverso cui introduce il nefroscopio, strumento che gli consente di raggiungere il rene: il calcolo viene frantumato con il laser) e chirurgia aperta (con un taglio praticato sulla schiena il calcolo viene rimosso direttamente).

Inoltre, per il trattamento della calcolosi urinaria si fa ricorso anche alla litotrissia extracorporea ad onde d’urto che utilizza onde sonore ad alta frequenza, gli ultrasuoni, che colpiscono il calcolo fino a romperlo. Si tratta di una tecnica non invasiva per il paziente (questa terapia non comporta anestesia), il quale viene fatto sdraiare sulla macchina appoggiando il fianco su un cuscino pieno d’acqua. Le onde d’urto generate dal litotritore frantumano il calcolo. La durata del trattamento non va oltre i 60 minuti. In caso di successo del trattamento, i frammenti saranno eliminati con le urine nei giorni successivi, talvolta con coliche.

Anche se eliminati, i calcoli renali possono riformarsi. Per questo motivo, è bene seguire una alimentazione adeguata. Il medico, oltre la terapia farmacologica può consigliare l’utilizzo di sostanze che rendono alcaline o acide le urine, a seconda del tipo di calcolo.

Per limitarne la ricomparsa è buona norma bere molta acqua al giorno (circa due litri) per mantenere una espulsione di urina (diuresi) di 1500-2000 cc, e, soprattutto, per evitare che l'urina sia troppo concentrata.

Prevenzione e alimentazione

La prevenzione della calcolosi renale si basa su delle semplici norme dietetiche

In particolare si consiglia di limitare il sale e le proteine nella dieta, di bere 2-3 litri di acqua al giorno e in alcuni casi ridurre l’introito di alcuni alimenti; se si tratta di calcoli di ossalato di calcio sono da evitare cioccolato, frutta secca, barbabietole, asparagi, frutti di bosco, prodotti a base di soia, cereali, farina di grano integrale. In alcuni casi può essere indicata la prescrizione di sostanze che rendono alcaline o acide le urine, a seconda del tipo di calcolo. Nel caso dei calcoli di urato si consiglia di limitare la carne rossa, selvaggina e il pesce.

La colica renale: sintomi, diagnosi, durata e terapie

La colica renale è un disturbo provocato dall'ostruzione della via urinaria e si manifesta con un dolore intenso nella zona lombare: una fitta che viene spesso descritta come una coltellata. Il dolore può essere preceduto da vari sintomi, che talvolta possono durare anche ore: nausea, vomito, pallore, sudore, febbre e una sensazione di malessere generale.

La colica che si presenta la prima volta senza febbre o ematuria (sanguinamento dalle vie urinarie) non porta grandi rischi se ben trattata. Se, invece, la colica si presenta con la febbre, allora è richiesta una osservazione più attenta con ricovero in ospedale.

Negli uomini il dolore può anche irradiarsi fino al testicolo e nella donna fino alla regione vaginale.

Per comprendere la causa di una colica l'esame di primo livello è l'ecografia renale che permette di valutare l'eventuale presenza di dilatazione e calcoli ma anche di altre alterazioni renali e vescicali.

Non sempre l'ecografia è d'aiuto, a volte per l'anatomia del paziente o la scarsa preparazione dell'addome e allora si rende necessaria una TC (Tomografia Computerizzata) con o senza contrasto, a seconda del caso, che permette di valutare la causa dell'ostruzione.

Per una diagnosi sicura è opportuno recarsi in pronto soccorso o consultare il proprio medico di fiducia, in particolar modo se è la prima volta che questo tipo di dolore si verifica.

La colica renale può essere trattata con farmaci antidolorifici per il dolore intenso (Fans – antinfiammatori non steroidei) e antispastici per alleviare i sintomi. Se compaiono nausea e vomito, è possibile assumere antiemetici. Gli antibiotici sono prescritti solo in caso di infezione delle vie urinarie.

Il ricovero in ospedale è richiesto solo nei seguenti casi: preesistente malattia renale, nel paziente monorene, dolore che non migliora dopo un'ora dall'impiego di farmaci antidolorifici e antiemetici, disidratazione e vomito, gravidanza o nel caso di infezione.

Dopo una colica è importante seguire un'alimentazione leggera, povera di grassi, fibre, di alimenti solidi di difficile digestione.

Colica renale e gravidanza

Se la colica renale fa la sua comparsa durante una gravidanza, per prima cosa si corregge lo stile di vita della paziente e si rimanda il trattamento dopo il parto.

In alcuni casi, però, a fronte del rischio di una ostruzione delle vie urinarie, si esegue una procedura che consiste nell’inserire uno stent tra il rene e la vescica.