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Agendo su alcuni fattori di rischio modificabili, è possibile prevenire eventi cardiovascolari come ictus e infarto. Con uno stile di vita adeguato e seguendo il trattamento prescritto dal medico, è possibile ottenere un contenimento del colesterolo LDL, i cui livelli elevati sono un fattore di rischio. Il colesterolo è, di fatto, il fattore di rischio più facilmente modificabile e il raggiungimento di valori target per classe di rischio si associa sempre alla riduzione del rischio di eventi.

Non a caso, nel corso degli anni, le Società scientifiche europee di cardiologia e aterosclerosi (European Society of Cardiology ed European Society of Atherosclerosis, ESC/EAS) hanno modificato le linee guida per la gestione delle dislipidemie, abbassando progressivamente i valori ottimali di colesterolo-LDL nel sangue.

Più della metà della popolazione europea ha però livelli di colesterolo troppo alti (condizione nota come dislipidemia), così le malattie cardiovascolari provocano il decesso, ogni anno, di 4 milioni di persone e costano 111 miliardi euro in assistenza sanitaria.

In Italia circa 5,5 milioni di persone soffrono di patologie cardiovascolari, che sono la prima causa di ricovero e la principale causa di morte: il 36% su tutti i decessi. La percentuale potrebbe ridursi in modo significativo mantenendo uno stile di vita sano e controllando periodicamente i valori di colesterolo LDL.

All’origine di queste patologie, infatti, c’è l’occlusione delle arterie che irrorano il cuore (infarto) o il cervello (ictus), a causa di un’ostruzione dovuta all’accumulo di colesterolo LDL nelle pareti dei vasi sanguigni.

In Italia, da un’analisi dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare (OEC)/Health Examination Survey (HES) sulla popolazione di età compresa fra 35 e 74 anni tra il 1998 e il 2012, è emerso che il valore medio del colesterolo totale è aumentato significativamente sia negli uomini sia nelle donne. E anche la prevalenza di ipercolesterolemia è aumentata nei due generi, passando dal 20,8% al 34,3% negli uomini e dal 24,6% al 36,6% nelle donne.

I livelli di colesterolo raccomandati dalle linee guida sulle dislipidemie della Società Europea di Cardiologia (ESC) e della Società Europea dell'Aterosclerosi (EAS) sono:

  • pazienti ad alto rischio: riduzione di almeno il 50% rispetto al valore basale e un target di LDL < 70 mg/dL;
     
  • soggetti a rischio moderato - ad esempio una persona affetta da diabete mellito senza complicanze - viene suggerito un target di LDL < 100 mg/dl;
     
  • soggetti a basso rischio è suggerito un target di LDL < 115 mg/dl.


Altri valori e fattori di rischio da monitorare:

  • trigliceridi inferiore ai 150 mg/dL;
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  • pressione arteriosa 85/135 mmHg da misurare preferibilmente al mattino e in condizioni di riposo;
     
  • peso e l'obesità, fattori di rischio anche per l'ipertensione, diabete mellito, dislipidemia (sindrome cardiometabolica).
     

Le principali buone abitudini da favorire per salvare cuore e cervello sono:

  • evitare di fumare e il fumo passivo: il fumo agisce sulla coagulazione del sangue e sui processi infiammatori;
     
  • tenere sotto controllo i livelli di colesterolo nel sangue;
     
  • seguire fedelmente la terapia prescritta dal medico (di solito i farmaci prescritti sono della famiglia delle statine); non interrompere mai la terapia di propria iniziativa;
     
  • ridurre il consumo di alcol; seguire una dieta variata, ricca di verdura, preferire i grassi vegetali (olio di oliva) a quelli animali (burro), ridurre l’apporto di sale e zuccheri semplice (dolci);
     
  • svolgere con costanza attività fisica moderata (es. almeno 150 minuti di camminata a settimana) mantenere il peso forma; tenere sotto controllo lo stress; dormire almeno 6-8 ore a notte. 

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