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Proteggere i pazienti fragili e oncologici nella pandemia da Covid. Il progetto Cometa

L’impatto dell’epidemia da coronavirus sui pazienti fragili sta crescendo a ritmi sostenuti. E nella malattia da Covid-19 la risposta immunitaria del paziente è la causa principale della severità della infezione. "In questa situazione critica – spiega Gennaro Ciliberto, biologo molecolare responsabile del progetto di ricerca Cometa e direttore scientifico Ire - occorre fornire guide pratiche per la cura dei malati oncologici o immunodepressi. È necessario dunque un passo in avanti ulteriore, indirizzando bisogni e domande specifiche dei pazienti fragili nell’era della pandemia. Ed è proprio questo lo scopo a cui punta il progetto Cometa di cui il Regina Elena è capofila".

Prevista istituzione di una banca biologica Covid-19

La nascita all’Ifo Regina Elena di una banca biologica Covid-19, grazie al progetto scientifico Cometa, rappresenta una risorsa preziosissima: "La nostra esperienza di Biobanche - illustra Ciliberto - è il modello di raccolta, preparazione, conservazione dei campioni e dei dati relativi al Sars-CoV-2, per il tracciamento delle varianti e per l’individuazione di alterazioni della risposta immunitaria dei pazienti infetti, con o senza co-morbilità".

"I nostri Istituti - afferma Francesco Ripa di Meana, direttore generale Ifo (Ire-Isg) - per la loro peculiarità sono dall’inizio dell’emergenza ospedale No Covid. Tale ruolo ha seguito un obiettivo preciso: rimanere ancorati alla propria missione di fornire cure specialistiche ai pazienti oncologici, dermatologici e con malattie rare e dare supporto alle altre strutture in affanno. Il progetto Cometa, come nella mission degli Ircss, ci dà la possibilità di migliorare e standardizzare la sfida organizzativa nata in un contesto di emergenza del tutto nuovo, in cui è stato necessario attuare cambiamenti e aggiustamenti continui, e di continuare a mettere al servizio del paese le nostre competenze scientifiche sul tema Covid".

L’impatto diretto sui pazienti, ma anche indiretto della pandemia dovuto per esempio al rinvio delle visite sanitarie di routine e all’invito a evitare controlli medici se non strettamente necessari, possono condurre le persone all’interruzione delle cure di una malattia. Come conseguenza, la salute dei pazienti è a rischio di peggioramento. Per questa ragione, come sottolinea Aldo Morrone, direttore scientifico dell’Irccs San Gallicano, "la seconda importante finalità del progetto Cometa riguarda l’aspetto della riorganizzazione dei servizi ospedalieri e dei percorsi clinico-assistenziali, sulla base di dati scientifici, per affrontare le emergenze in modo strutturato e organico e non lasciare più indietro i pazienti fragili e cronici. Terzo obiettivo è l’implementazione a lungo termine di sistemi digitali per l’assistenza e per la rapida comunicazione tra specialisti e medici del territorio, attraverso supporti multimediali e utilizzo di telemedicina".

Il progetto di ricerca ‘Cometa - Sviluppo di approcci e metriche per misurare l’impatto e migliorare gli esiti clinici dei pazienti con fragilità nell’era del Covid-19', attivato all’Irccs Istituto tumori Regina Elena (Ire), in collaborazione con l’Irccs San Gallicano (Isg) ed altre 4 realtà sanitarie nazionali dura un anno ed è finanziato dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, che ha destinato l’intera somma dell’8x1000 ricevuta nel 2020 a progetti volti a fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

09/04/2021

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