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"Purtroppo, l'oculistica è considerata una specialità di tipo elettivo, così l'assistenza medica scientifica viene messa all'ultimo posto. Il Covid? Per noi è stato devastante. Gli ospedali non hanno più dato assistenza e i medici all'esterno del sistema sanitario hanno dovuto da soli far fronte alle emergenze. Abbiamo liste d'attesa incredibili, con 400mila cataratte non eseguite nel 2020. Liste d'attesa che arrivano a 3 anni". Ancora: "Il 90% delle persone affetto da maculopatia, per una serie di ragioni che consideriamo burocratiche, quindi risolvibili a nostro avviso, non ha accesso alle migliori cure. Per noi è un cruccio incredibile e una responsabilità di cui dobbiamo rendere conto davanti a tutti i pazienti". È l'allarme lanciato da Matteo Piovella, presidente Società oftalmologica italiana che apre a Roma il 18esimo Congresso internazionale Soi.

"Siamo in presenza e allo stesso tempo adotteremo innovative piattaforme digitali, eliminando le penalizzazioni di sistema verificatesi nel 2020 - sottolinea Piovella parlando del Congresso - Tutto questo per coinvolgere nell'avanzamento clinico-scientifico i migliori esperti a livello globale dando la possibilità al maggior numero di persone di partecipare. Quindi avremo 2.500 persone in presenza e il vantaggio di essere poi collegati con altre migliaia di medici oculisti. Siamo una specialità in continua evoluzione, che ha difficoltà a trasferire nella pratica clinica queste cure innovative che salvano la vista ai pazienti. Ricordando che nei prossimi 10 anni, nonostante tutti i nostri sforzi, il numero delle persone cieche tenderà a raddoppiare, dobbiamo coinvolgere la politica ed essere megafono di informazioni giuste, reali, utili, pratiche affinché i pazienti possano usufruirne".

Che proposte e quali innovazioni tecnologiche arriveranno dal meeting Soi? "Nel congresso ci impegniamo su alcuni temi, ad esempio la diffusione nel mondo della miopia: tra i ragazzi dagli 8 ai 13 anni nei Paesi asiatici è arrivata al 100% - evidenzia Piovella - La preoccupazione è quella di evitare che la miopia elevata faccia perdere la vista a 50-60 anni. Abbiamo quindi messo a punto linee guida per tutelare questi bambini".

"Inoltre abbiamo una tecnologia, come quella della chirurgia della cataratta, fiore all'occhiello e biglietto da visita del Servizio sanitario nazionale, che per problemi economici e organizzativi si è fermata agli anni 2000, a 20 anni fa - denuncia ancora il presidente Soi - E purtroppo il bene della vista è sì importante, ma ce ne rendiamo conto solo quando ci sfugge di mano".

07/07/2021

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