It looks like you are using an older version of Internet Explorer which is not supported. We advise that you update your browser to the latest version of Microsoft Edge, or consider using other browsers such as Chrome, Firefox or Safari.

“Non si muore di solo Covid, occorre rilanciare l’ospedale come centro di cura”. È l’appello di medici e chirurghi italiani rivolto al premier Draghi. Diego Foschi, presidente del Collegio italiano dei chirurghi (Cic), e i colleghi del direttivo Cic in una lettera aperta rivolta al presidente del Consiglio non usano mezzi termini e avvertono: “Non solo il territorio, ma anche il sistema ospedaliero, e in particolare la chirurgia, è bisognoso di attenzione e cure".

Gli esperti esprimono "grande sconcerto e preoccupazione" per "le disposizioni emesse o in corso di imminente emissione in merito alla riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale, prescindendo da quelle indirizzate a contrastare l'attuale pandemia di Covid-19". Se è vero che "le misure adottate e quelle progettate sono focalizzate a potenziare la medicina sul territorio, troppo a lungo trascurata", e "appaiono perciò benemerite nel dare cura alle persone cronicamente malate ai loro domicili o in prossimità", secondo il Cic "le stesse rischiano di essere inadeguate ove si voglia considerare che il sistema delle cure ospedaliere, già gravemente provato, è andato in crisi e oggi non riusciamo a dare una risposta valida a chi si rivolge a noi per una malattia in fase acuta".

"Nei prossimi anni, al netto degli investimenti del Pnrr", il Piano nazionale di ripresa e resilienza, "sulla cronicità e dei consistenti impegni di spesa per la prevenzione e la terapia della patologia Covid-19 - osserva il Collegio dei chirurghi - lo stanziamento del Fondo sanitario nazionale rispetto al Pil 2019 andrà addirittura a diminuire, creando i presupposti per un ulteriore aggravamento della situazione. Già ora le divisioni chirurgiche italiane non sono in grado di svolgere la normale routine, oncologica e non. Le procedure chirurgiche inevase sono numerosissime e pensiamo - avvertono gli specialisti - che con le nuove direttive i tempi d'attesa aumenteranno e creeranno ulteriori disservizi alla popolazione".

15/12/2021

Curated Tags