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Occhio al videoterminale!

La salute degli occhi va tutelata anche mentre si lavora, soprattutto se si passa tanto tempo davanti a uno schermo. Trascorrere giornate intere fissando pc, tablet o smartphone può infatti causare problematiche visive, a maggior ragione in un periodo in cui prevale lo smartworking, caratterizzato spesso da ritmi ancora più serrati e da postazioni improvvisate, poco rispettose di standard di comfort e sicurezza. Sottoporre gli occhi a un carico eccessivo di lavoro può determinare la comparsa di affaticamento visivo da videoterminale, presente soprattutto in soggetti affetti da miopia o che utilizzano lenti a contatto e che comporta una visione offuscata o anche sdoppiata, secchezza oculare e bruciore, accompagnati spesso da mal di testa.

Abbiamo parlato dell’argomento con Paolo Nucci, Professore Ordinario di Malattie dell'Apparato Visivo presso l’Università degli Studi di Milano, che ci ha illustrato i principali rischi che derivano dal lavorare in maniera continuativa davanti a uno schermo.

Lavoro al videoterminale: rarità dell’ammiccamento e accomodazione

La prima possibile conseguenza del lavoro al videoterminale prende il nome di rarità dell’ammiccamento, quindi della chiusura e riapertura rapida e involontaria delle palpebre. Fissando infatti un punto vicino per molto tempo, l’attenzione tende a focalizzarsi tanto da generare una notevole riduzione della frequenza dell'ammiccamento. Ma perché l’ammiccamento è così importante? Come spiega Nucci, questo processo determina “il ricambio del film lacrimale, fondamentale per il nutrimento della cornea”. La cornea, infatti, si nutre proprio attraverso le lacrime e che “ammiccare poco comporta un film lacrimale di cattiva qualità e quindi una serie di problemi che obiettivamente rendono molto più faticoso il lavoro dei nostri occhi” precisa Nucci.

L’altra conseguenza negativa del lavoro al videoterminale è relativa alla vicinanza dell’oggetto che si continua a guardare. Fissando in maniera prolungata uno schermo collocato a poca distanza “dimentichiamo di detendere, di rilassare questo fenomeno della messa a fuoco”, fa notare Nucci. Entra quindi in funzione l’accomodamento, che consiste nella capacità del cristallino di modificare il potere refrattivo a seconda della distanza dell’oggetto che si osserva e permette quindi la messa a fuoco. “Questo fenomeno accomodativo - prosegue Nucci - nei soggetti giovani è l’anticamera della miopizzazione”. A lungo andare infatti “per un adolescente che lavora molto al computer oppure al tablet quello che succede è che mette il proprio occhio sotto sforzo perché in continua fase di accomodazione.” Questo sforzo prolungato può incentivare la comparsa di miopia, che è determinata da un difetto di rifrazione per cui l'immagine di oggetti lontani si forma nell'occhio davanti della retina, invece che su di essa, rendendo la loro visione sfocata. Nell’adulto invece lo sforzo prolungato determina astenopia, ovvero l’incapacità di sostenere una costante concentrazione ed efficienza visiva.

Come limitare i rischi: dalle pause alla postazione di lavoro

Per preservare la salute degli occhi, le persone che lavorano abitualmente davanti a uno schermo dovrebbero seguire alcuni semplici ma efficaci accorgimenti. Per prima cosa, come consiglia Nucci, è necessario “avere delle pause: quindi ogni ora, magari, passare qualche minuto alla finestra oppure uscire sul balcone e guardare in lontananza. Questo è già estremamente salutare”.

Va inoltre organizzata la postazione lavorativa in maniera attenta: anche se ci si trova a casa è infatti importante rispettare alcune indicazioni di base. Un elemento essenziale riguarda per esempio la posizione dello schermo, che dovrebbe essere collocato in parallelo alla finestra in modo da evitare fastidiosi riflessi sulla superficie e a una distanza minima di 30-40 cm dagli occhi. Anche l'illuminazione artificiale va gestita accuratamente, posizionando la fonte luminosa a 90° rispetto allo schermo e facendo in modo di adeguarne l'intensità lungo tutto il corso della giornata. Se si utilizza un computer portatile per molte ore, è il caso di prevedere l'utilizzo di uno schermo esterno di dimensioni maggiori, sistemandolo in modo da garantire a corpo e testa una postura corretta, che aiuta a limitare l’affaticamento della vista. In alcuni casi, per alleviare il fastidio del prolungato lavoro da videoterminalista e non incorrere in eccessiva secchezza oculare, è possibile utilizzare le lacrime artificiali. Comunque, per offrire un po’ di riposo agli occhi il rimedio migliore resta quello di concedersi un po’ di tempo all’aria aperta, lontani da ogni tipo di schermo.