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Lo Streptococco B è un comune batterio che si trasmette in utero, durante il parto o nelle prime settimane di vita che porta alla morte 150mila bambini ogni anno e causa oltre mezzo milione di nascite premature e a lungo termine gravi disabilità. A lanciare l’allarme sull'impatto, a livello globale, dello streptococco B (Group B streptococcus - Gbs) è un nuovo rapporto dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) e della London School of Hygiene & Tropical Medicine (Lshtm). Alla luce dei dati, il report invoca urgentemente lo sviluppo di vaccini per le madri, sottolineando che avrebbero un altissimo costo-beneficio, in termini di salute in tutte le aree del mondo.

Il rapporto è stato lanciato in occasione della Conferenza internazionale sul Gbs, organizzata da Oms e Lshtm dal 3 al 5 novembre, che chiama a raccolta gli scienziati con l'obiettivo di accelerare la ricerca per ridurre l'impatto, a livello globale, di questo batterio potenzialmente letale. "Questa nuova ricerca mostra come lo streptococco di gruppo B è una minaccia grave e sottovalutata alla vita e al benessere dei neonati, con un impatto devastante sulle famiglie. L'Oms si unisce dunque alla richiesta urgente di sviluppare un vaccino materno dal quale potranno trarre grandi benefici tutti i Paesi del mondo", commenta Philipp Lambach del Dipartimento Immunizzazione e vaccini dell'Oms. Al momento ci sono diversi candidati vaccini contro anti-Gbs, ma nessuno ancora disponibile, nonostante siano 'in cantiere' da decine di anni.

"L'infezione da streptococco di gruppo B rappresenta una seria sfida per ogni famiglia colpita e in ogni Paese. La vaccinazione materna potrebbe salvare la vita di centinaia di migliaia di bambini negli anni a venire, ma 30 anni dopo che è stata proposta per la prima volta, il mondo non ha ancora un vaccino. Ora è il momento di agire", ha aggiunto Joy Lawn, direttore del Maternal adolescent reproductive & Child health (March) Centre presso la London school of Hygiene & Tropical medicine, tra gli autori del report.

Nel mondo circa il 15% di tutte le donne in gravidanza - quasi 20 milioni all'anno - hanno il batterio in vagina, spesso senza sintomi. Batterio che possono quindi trasmettere al loro bambino in utero o durante il travaglio. Attualmente la profilassi antibiotica somministrata a una donna durante il travaglio è il mezzo principale per prevenire la malattia da Gbs nei neonati, qualora il batterio venga rilevato durante la gravidanza. Tuttavia, anche nelle regioni con elevata copertura profilattica rimangono rischi significativi per la salute, poiché è improbabile che questo intervento prevenga la maggior parte dei nati morti, delle nascite pretermine o della malattia che si verifica più tardi dopo la nascita.

Le stime suggeriscono che con una vaccinazione a oltre il 70% delle donne in gravidanza si potrebbero evitare ogni anno più di 50mila morti legate al Gbs, e oltre 170mila nascite pretermine. E ancora: secondo il rapporto, i benefici monetari netti di un anno di vaccinazione materna potrebbero raggiungere i 17 miliardi di dollari - maturati in diversi anni - con vaccini a prezzo calmierato. Da qui l'appello ad accelerare lo sviluppo di un vaccino ad hoc.

03/11/2021

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