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Terapie chemio-free e mirate la rivoluzione dei tumori del sangue: si guarisce al 60-70%

"Le possibilità di sopravvivere e guarire con una leucemia acuta promielocitica, nota come 'leucemia fulminante', erano inferiori al 20%: oggi sfiorano il 95% grazie a una terapia mirata, non chemioterapica, a base di triossido di arsenico combinato all'acido all-trans-retinoico, un derivato della vitamina A". Questa la dichiarazione di Sergio Amadori, presidente nazionale Ail (Associazione italiana contro le leucemie - linfomi e mieloma), in occasione del convegno scientifico 'La sfida ai tumori complessi del sangue: dalle terapie senza chemio fino all'immunoterapia con Car-T. Gli studi del presente e le speranze del futuro.

"Fino a 20-25 anni fa il tasso di guarigione per i pazienti onco-ematologici era inchiodato intorno al 15-20%, oggi possiamo dire con grande soddisfazione che, grazie alla ricerca scientifica, siamo in grado di guarire il 60-70% di tutti i tumori del sangue - continua nel suo intervento Amadori -. In alcune forme tumorali il tasso di guarigione è superiore al 95%. Questi dati parlano chiaro: quella tra assistenza e ricerca è una alleanza virtuosa, ma senza il sostegno dell’industria farmaceutica tali traguardi sarebbero stati impensabili".

"Ail, oltre a occuparsi da 50 anni di assistenza e servizi per i pazienti affetti da tumori del sangue - ricorda Amadori - sostiene da sempre la ricerca scientifica grazie alla quale negli ultimi decenni abbiamo assistito a uno straordinario avanzamento nella cura di tutte le malattie ematologiche. In particolare, la nostra associazione supporta il Gruppo Gimema, in prima linea da anni nella produzione di studi clinici, molti dei quali hanno rappresentato un punto di svolta nella cura di alcune forme di tumori del sangue. Un grande successo, tra i tanti di cui si parlerà a Leukemia, riguarda una particolare forma di Leucemia mieloide acuta (Lma) chiamata Leucemia acuta promielocitica (Lap), una leucemia fulminante fino ad alcuni anni fa e per la quale dopo l’identificazione dell’anomalia molecolare, il Gimema ha contribuito allo sviluppo di una terapia specifica utilizzata in prima linea e oggi goal standard internazionale per questa malattia".

Anche la collaborazione tra Ail e Leukemia va avanti da tempo. Un sodalizio nato da un’idea dello stesso Amadori che, insieme al professor Angelo Michele Carella, coordinatore del meeting e già direttore Ematologia e trapianti di midollo dell’ospedale policlinico San Martino di Genova, ha dato il via a una simbiosi tra ricercatori, ematologi e volontari che sta dando i suoi frutti e si rinnova con il convegno 'Leukemia 2021', patrocinato da Sie – Società italiana di ematologia, Gitmo - Gruppo italiano per il trapianto di midollo osseo, cellule staminali emopoietiche e terapia cellulare, e Fondazione Gimema – Gruppo italiano malattie ematologiche dell’Adulto.

“Oggi i pazienti affetti da leucemie, linfomi e mieloma – afferma il presidente di Ail - possono contare sempre più spesso su un domani libero dalla malattia e sanno di poter tornare a una vita il più possibile normale. Tutto questo grazie al sostegno di Ail e agli importanti progressi della ricerca scientifica di cui si parlerà durante i lavori del convegno".

23/04/2021

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