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Gonfiore intestinale, dolori e crampi addominali, dissenteria che persiste per più di 4 settimane, febbre che insorge alla sera, nausea, vomito e perdita di peso. Sono alcuni dei sintomi più comuni del Morbo di Crohn, patologia dell’apparato digerente, il cui tratto distintivo sono le ulcere intestinali.

L’andamento di questa malattia è cronico e recidivante, caratterizzato dall’alternarsi di episodi acuti seguiti da periodi di remissione clinica.

In Italia, secondo l’Associazione nazionale per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino (AMICI Onlus), ci sono almeno 150mila persone affette da malattie infiammatorie intestinali di cui il 30-40% colpite dal Morbo di Crohn. Tale malattia si presenta prevalentemente in età giovanile (20 - 30 anni), più raramente negli over65, ma non sono rari casi anche nei bambini e negli adolescenti.

Dunque una patologia molto diffusa e altrettanto fastidiosa. Tuttavia, un’alimentazione adeguata può aiutare a prevenire le recidive e a dare sollievo quando i sintomi si fanno acuti. Non esiste una terapia definitiva, per questo chi ne soffre deve fare molta attenzione al regime alimentare.

Cibi da limitare o evitare

Modifiche della dieta e dello stile di vita possono aiutare a controllare i sintomi e allungare il tempo tra le riacutizzazioni. Alcuni cibi e bevande, infatti, possono aggravare i segni ed i sintomi, soprattutto durante riacutizzazione della malattia.

Tenere un diario alimentare per annotare tutto quello che si sta mangiando, e come ci si sente, è un primo passo. Se si scopre che alcuni alimenti stanno causando sintomi particolari, si può provare a eliminarli. Ecco alcuni suggerimenti che possono aiutare:

  • Limitare i prodotti lattiero-caseari. Molte persone con malattia infiammatoria intestinale notano che problemi come la diarrea, il dolore addominale e il gonfiore migliorano limitando o eliminando i latticini, tra cui latte e yogurt con pezzi di frutta.
     
  • Consumare cibi a basso contenuto di grassi: in presenza di Morbo di Crohn del piccolo intestino, si potrebbe non essere in grado di digerire o assorbire normalmente i grassi, che quindi passano attraverso l'intestino, facendo peggiorare la diarrea.
     
  • Evitare il burro, la margarina, le crema e i cibi fritti.
     
  • Limitare cibi ricchi di fibre, come frutta e verdura fresca e cereali integrali che possono peggiorare i sintomi. Se frutta e verdura cruda provocano fastidio, provare la cottura a vapore.
     
  • Attenzione anche ai contorni. Meglio evitare cavolo, broccoli, cavolfiori e barbabietole. Meglio non assumere anche noci, semi, mais, cibi piccanti, alcol e caffeina.

Alcuni alimenti ricchi di proteine, inoltre, possono creare problemi di irritazione dell’intestino e favorire la produzione di gas. Per cui, nelle diete indicate ai pazienti con malattia di Crohn sono altamente sconsigliati cibi come legumi, uova e carni fritte, salumi, burro di noci, carni rosse (maiale, manzo, agnello), carni grasse e affumicate, salumi, cibo da fast food, cibi elaborati, conservati, piccanti e  speziati.

La necessità di non eccedere con le fibre va tenuta a mente anche quando si arriva al dessert: niente dolci industriali, né muffin, perché contengono solitamente crusca, niente noci di cocco, biscotti di farina integrale, marmellate, frutta secca e l’uva passa.

Se guardiamo alle bevande sono sconsigliate quelle alcoliche, con caffeina e altamente zuccherate (succhi) perché potrebbero peggiorare uno dei sintomi classici della patologia in riacutizzazione, la diarrea, mentre le bevande gassate producono spesso gas.

Gli alimenti giusti

Durante le fasi di remissione, la giusta dieta per questa patologia prevedrebbe il consumo di:

  • pesce
  • pollame
  • carote
  • pera
  • mela
  • patate
  • patata dolce
  • olio d’oliva

Se tollerati, si possono assumere in moderate quantità anche cereali integrali e riso integrale.

Cosa fare per stare meglio

L’Associazione nazionale per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino (AMICI Onlus) ha stilato un piccolo vademecum per chi è affetto da MC:

  • fare piccoli pasti. I pazienti riferiscono di trovarsi meglio nel fare cinque o sei piccoli pasti al giorno invece di due o tre più abbondanti;
  • bere molta acqua durante il giorno;
  • utilizzare  multivitaminici e minerali, dietro consiglio del medico. Le malattie infiammatorie intestinali infatti possono interferire con la capacità di assorbire alcune sostanze nutrienti a causa di una dieta limitata;
  • rivolgersi a un nutrizionista: se si inizia a perdere peso o la dieta è diventata molto limitata, in accordo con il gastroenterologo è opportuno consultare un esperto in nutrizione. 

 

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