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La lotta alla pandemia del Covid-19 ha lasciato indietro la cura di altre patologie con effetti devastanti per la salute globale, secondo l'ultimo Rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. La “pandemia silente” dovuta alla mancata diagnosi e presa incarico di patologie cardiologiche, metaboliche e oncologiche - con circa il 30-40% delle visite rinviate nel 2020 - rischia di far esplodere nuove gravi crisi sanitarie ed economiche. Solo l’impatto delle malattie cardiovascolari, che con 17,9 milioni morti nel 2015 rappresentano un terzo di tutti i decessi a livello globale, secondo l’Oms potrebbe causare un aumento a 24 milioni di morti entro il 2030. Anche in Italia dove, in linea con questi dati, il 34,8% del totale dei decessi è dovuto a problemi cardiovascolari (dati 2017), ci potrebbe essere un aumento considerevole delle morti nei prossimi 5 anni.

Al tema di come far fonte a questa emergenza per la salute globale è stato dedicato il secondo Dialogo B20-G20 sulla Salute e le Scienze della vita. Il G20 è un forum dei leader, dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali dei paesi industrializzati che è stato creato nel 1999, dopo una successione di crisi finanziarie per favorire l'internazionalità economica e la concertazione tenendo conto delle nuove economie in sviluppo. Il B20 è uno dei più autorevoli “Engagement Groups”, espressione del settore privato e delle confederazioni industriali dei paesi G20. Lo scopo del B20 è supportare il G20 con linee di indirizzo strategico sui settori chiave per l’economia globale, promuovendo il dialogo fra settore pubblico e privato e con le organizzazioni e istituzioni internazionali per indicare percorsi concreti e permettere ai governi di rispondere alle principali sfide globali. I dialoghi B20-G20 sono una piattaforma di confronto tra la business community internazionale e la presidenza del G20, per condividere priorità e obiettivi con lo scopo comune di definire azioni e modalità per affrontare le sfide future.

Puntare su partnership pubblico-privato

“Come è emerso anche dal Global Health Summit di Roma - ha dichiarato Emma Marcegaglia, Chair B20 - nel ripensare la salute globale per prevenire future crisi sanitarie è fondamentale promuovere una costante interazione tra il settore pubblico e privato e con le organizzazioni e le istituzioni internazionali, alimentando la cooperazione multilaterale. Le alleanze globali – ha sottolineato Marcegaglia - si sono dimostrate un potente strumento di risposta alla pandemia e saranno fondamentali per una ripresa sostenibile”. Un ruolo sempre più importante deve essere riservato, secondo la Chair di B20, “all’innovazione, alla condivisione dei dati e all'uso delle tecnologie digitali per accelerare la prevenzione e la diagnosi.”

Una piattaforma internazionale come per i vaccini anti-Covid19

Ripensare al sistema della salute come un ecosistema interconnesso, efficiente e cooperativo: è questo l’invito fatto da Sergio Dompé, Chair della Task Force Health & Life Sciences del B20. “La lezione più importante del Covid è che altri grandi killer potrebbero essere curati molto più efficacemente se applicassimo subito lo stesso approccio utilizzato per sviluppare rapidamente i vaccini – ha spiegato Dompé -. La straordinaria collaborazione tra mondo scientifico, industriale e istituzionale che ci ha permesso di raggiungere questi risultati deve diventare un modus operandi permanente”. Di fronte al rischio per l’esplosione di altre crisi sanitarie, secondo Dompé è necessario “rendere permanente l’accelerazione nello sviluppo di nuove soluzioni e incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo, soprattutto quelli dedicati alle tecnologie più innovative, come l'mRNA. La pandemia ha reso evidente a tutti che gli investimenti in salute sono investimenti sul benessere economico e sociale e sulla crescita globale. Investire in salute – ha ricordato - vuol dire generare opportunità di crescita, occupazione, sviluppo sostenibile ed equità”.

Le nuove tecnologie contro la sindemia

Durante la tavola rotonda si è discusso anche di come promuovere modelli di partnership e intraprendere azioni concrete per raggiungere l’SDG 3 (Sustainable Development Goal), cioè il terzo obiettivo di sviluppo sostenibile previsto dalle Nazioni Unite che intende “assicurare una vita sana e promuovere il benessere per tutti a tutte le età”, concentrandosi sul miglioramento dell'assistenza sanitaria attraverso maggiori meccanismi di prevenzione, screening precoce e diagnosi tempestiva, facilitati dall'uso strategico delle nuove tecnologie.

"In questo momento noi stiamo affrontando una ‘sindemia’, cioè una confluenza di più epidemie, poiché il COVID-19 oltre a devastare il mondo ha interrotto drasticamente le cure ambulatoriali e i percorsi diagnostico-terapeutici di molte altre patologie, come quelle cardiovascolari - ha detto Vas Narasimhan, CEO of Novartis. Le conseguenze a lungo termine diventeranno più chiare con il passare del tempo ma ora, instaurando collaborazioni tra i diversi settori, abbiamo l'opportunità di far arrivare più rapidamente ai pazienti che ne hanno bisogno le ultime innovazioni biotecnologiche e, per quanto riguarda le malattie cardiovascolari, di affrontare insieme la causa principale di mortalità nel mondo. Tali approcci – ha precisato Narasimhan - potrebbero non solo contribuire ad arginare la marea sindemica che la società sta affrontando in questo momento, ma anche rafforzare i sistemi sanitari per le sfide impreviste che si proporranno nel futuro".