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"Il legame tra leucemia acuta e ambiente è un tema molto discusso. Sono stati identificati nel corso del tempo diversi fattori ed elementi ambientali che sono stati messi in relazione allo sviluppo di queste malattie del sangue. La lista dei fattori chimici che possono essere posti alla genesi di queste malattie è destinata ad aumentare". Così si è espresso Adriano Venditti, direttore dell’Uoc di Ematologia Fondazione Policlinico Tor Vergata, in occasione del terzo convegno nazionale ‘Curare è prendersi cura’ organizzato dall’Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma) dal titolo ‘Impatto ambientale e rischio sanitario’.

"Il convegno nazionale di Ail - evidenzia Venditti - è una di quelle iniziative di un certo spessore dal punto di vista educativo e informativo, soprattutto laddove hanno come audience attiva il paziente che potrà condividere il percorso con i medici".

L’evento - chiarisce in una nota l’associazione - vuole contribuire alla promozione della conoscenza scientifica sul rapporto tra salute e ambiente, e in particolare fare luce sui fattori ambientali e sociali, economici e industriali, che incidono sull’insorgenza di malattie come i tumori del sangue, incoraggiando strategie di tutela dello stato di salute.

Un aspetto importante, in questo contesto, rappresenta il "prendersi cura dell’ambiente per contrastare le sostanze che possono scatenare patologie, tra cui il tumore. Adottare un sano stile di vita e la cura dell’ambiente migliorano la nostra salute e aiutano a prevenire le principali malattie del nostro tempo. Bisogna considerare l’organismo nella sua interezza con lo scopo di favorire l’equilibrio interiore. È indispensabile agire su diversi piani per mantenere l’equilibrio tra individuo e ambiente in modo da realizzare un’efficace strategia di prevenzione e benessere". Queste le parole di Aurelio Angelini, professore ordinario di Sociologia dell’Ambiente e del Territorio dell’Università di Enna Kore, nell’introdurre la sessione dedicata al benessere e alla qualità della vita.

"La malattia - prosegue Angelini - è uno squilibrio tra fattori sociali, personali ed economici, e cause biologiche. Fra i fattori che provocano la malattia vi sono la paura, le tensioni emotive, gli agenti tossici presenti nell’aria, nel cibo e nell’acqua, l’eccesso di alcolici e di grassi alimentari, la carenza di esercizio fisico e di sufficienti periodi di riposo".

L’esperto evidenzia la necessità di definire "politiche ambientali serie" che portino "alla riduzione di tutte quelle componenti che si depositano nell’ambiente e che respiriamo" per "ridurre gli elementi scatenanti" delle patologie ma, "allo stesso tempo - ricorda - c’è la necessità di improntare nuovi stili di vita più adeguati, attraverso attività fisica, alimentare ed educativa, così da poter dare un contributo alle politiche preventive e ambientali".

05/05/2023

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