It looks like you are using an older version of Internet Explorer which is not supported. We advise that you update your browser to the latest version of Microsoft Edge, or consider using other browsers such as Chrome, Firefox or Safari.

La rinascita dell’Italia deve partire dai sindaci, che sono al centro della stagione di sfide, soprattutto in salute, che attendono il Paese dopo due anni di pandemia. È questo il filo conduttore della 38° Assemblea nazionale dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) che si è tenuta a Parma a metà novembre che ha riunito per tre giorni i sindaci italiani insieme al Capo dello Stato Sergio Mattarella, alla presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, al presidente della Camera Roberto Fico e quello del Consiglio Mario Draghi.

"Oggi si apre una nuova fase per l'Italia e per i suoi quasi 8.000 Comuni. Un'occasione di sviluppo, progettazione, idee, che dobbiamo essere pronti a cogliere per i nostri cittadini e per le generazioni future", ha detto il presidente del Consiglio Draghi elencando le misure della legge di bilancio e ricordando che "Comuni e Città Metropolitane dovranno amministrare quasi 50 miliardi di euro come soggetti attuatori del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Dalla transizione digitale a quella ecologica; dagli investimenti nella cultura all'edilizia pubblica; dagli asili nido al sostegno agli anziani più vulnerabili; il futuro dell'Italia vi vede oggi protagonisti".

Ha accolto la sfida Antonio Decaro, presidente Anci osservando che "non esistono città ingovernabili, così come non esistono Paesi o situazioni ingovernabili” e, riconoscendo lo sforzo che sta facendo il governo e l'attenzione che sta dimostrando nei confronti dei Comuni, ha assicurato che gli enti locali risponderanno “con disponibilità e volontà di collaborazione, offrendo proposte e soluzioni, non lamentele né rivendicazioni".

Ampio spazio è stato dato ai temi della salute, su cui il Pnrr prevede in totale oltre 15 miliardi di euro. Sulla scorta dell’emergenza sanitaria di questi ultimi due anni, è chiaro che in futuro la Salute sarà al centro di tutte le politiche pubbliche, come disegnate dal più grande piano di ricostruzione del Paese dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, il Pnrr. Del resto, lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ribadito che “la stagione dei tagli in sanità si deve chiudere definitivamente e che ogni euro in sanità è un investimento e non una spesa”.

Tra le iniziative presentate, oltre a quelle legate all’educazione alla salute, quella dell’introduzione dell’health city manager che dovrà affiancare l’amministratore locale nella costruzione di politiche per la salute e affrontare le grandi sfide nelle città che vedono crescere la propria popolazione mondiale. A presentare il progetto Andrea Lenzi, presidente Health city Institute, realtà che, insieme ad Anci, ha messo a punto la proposta.
Tra i temi affrontati, la questione chiave della medicina di prossimità https://www.alleatiperlasalute.it e l’impegno dei sindaci a progettare gli spazi urbani tenendo conto delle esigenze legate alla salute e al benessere dei cittadini che è anche nel portare le cure a casa del paziente e non viceversa.

Tre le sfide da affrontare, secondo Pasquale Frega, Country President Novartis Italia e Ad Novartis Farma. “La prima – ha spiegato - iniziare a ragionare sul dopo-Covid. I dati ci dicono che il killer numero uno oggi e per il futuro è rappresentato dalle malattie cardiovascolari. L’aumento rischia di essere esponenziale, soprattutto a causa delle mancate diagnosi e di una ridotta attenzione alla prevenzione. Mettendo questo problema nella prospettiva di un grande trend, quello delle disuguaglianze in salute (health inequalities) “il discorso diventa tutto Politico – ha aggiunto Frega -. Ci avviamo verso uno scenario in cui le grandi periferie delle città potrebbero avere stili di vita malsani, una minore attenzione all’alimentazione, una scarsa propensione all’attività fisica. E centri urbani di segno opposto. Questo rischia di creare il più grande disastro sanitario e sociale della storia”.

La seconda sfida è la partnership. “Istituzioni e aziende di settori diverse possono e devono lavorare assieme per affrontare sfide comuni – ha detto Frega-. L’inquinamento dell’aria che respiriamo nelle città e gli impatti devastanti in termini di patologie respiratorie e cardiovascolari è uno di questi”. Terzo e ultimo pilastro: i cittadini. “Dobbiamo recuperare quel patto di fiducia tra cittadini, Istituzioni e scienza. Le nuove generazioni in particolare dovranno riconoscere nel metodo scientifico un valore assoluto. Noi - ha concluso - ci stiamo impegnando in questa enorme opera civile e democratica”.

16/11/2021

Curated Tags