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Dall’esposizione al sole alla diagnosi precoce e oltre: domande e risposte per conoscere, prevenire e affrontare il melanoma

Come posso prevenire i danni provocati dal sole?

L’applicazione della crema solare è il primo rimedio per evitare i danni provocati dal sole (prevenzione primaria). È consigliabile, inoltre, passare più tempo possibile sotto l’ombrellone. Le persone con la pelle molto chiara, quindi facilmente ustionabile, devono utilizzare anche una protezione fisica (come una maglietta) ed evitare di esporsi al sole nelle ore più calde, ovvero dalle 11 alle 16.

Se assumo betacarotene prima di espormi al sole, posso evitare di mettere la protezione solare?

Assolutamente no. L’assunzione di betacarotene è una protezione ai raggi solari di tipo interno, un modo per aiutare la pelle a reagire all’esposizione solare, ma non è mai sostituibile alla protezione dei filtri solari.

Quale fattore di protezione devo scegliere?

Qualunque sia il fototipo della propria pelle, è consigliabile utilizzare quello massimo, il fattore 50. Questo perché utilizzare un filtro solare non significa avere una protezione completa dai raggi ultravioletti. Si tratta, appunto, di un filtro, uno schermo che allunga il tempo necessario per scottarsi ma non lo impedisce del tutto.

Se ho la carnagione molto scura e non mi scotto mai al sole, devo mettere comunque la protezione?

Chi ha una carnagione scura (solitamente è un fototipo 4) stando al sole si scurisce, senza passare attraverso la fase del rossore della scottatura. Ciò vale però se restiamo nella zona del Mediterraneo; ad altre latitudini anche il fototipo 4 potrebbe scottarsi senza protezione. Per questo è importante applicare sempre la protezione solare, qualunque sia il proprio fototipo.

In che cosa consiste l’esame clinico dei nei?

L’esame clinico (o mappatura) dei nei viene eseguito dal dermatologo e consiste in un controllo (prevenzione secondaria) suddiviso in due fasi: la fase dell’osservazione a occhio nudo della pelle e l’esame dermoscopico, che viene eseguito tramite una lente di ingrandimento dotata di una luce polarizzata che consente di ingrandire la lesione e guardare all’interno. Per i pazienti che hanno molti nei irregolari, è possibile fare delle foto di una lesione per poi rivederla dopo tre o sei mesi; in questo modo, lo specialista può fare una comparazione per capire se nel tempo il cambiamento di aspetto del neo richiede ulteriori approfondimenti da parte dello specialista.

Ci sono dei Centri specializzati a cui rivolgersi per il controllo dei nei?

Sì, ci sono dei centri specializzati che hanno al loro interno dei reparti di dermatologia e, in alcuni casi, sono provvisti di una vera e propria Melanoma Unit, con un team multidisciplinare che può seguire il paziente durante tutto il percorso di cura.

Come faccio a prenotare una visita?

Per prenotare la prima visita si può far riferimento al sistema sanitario nazionale, attraverso il medico di base, oppure privatamente dal dermatologo di fiducia.

Posso utilizzare delle app per capire se un neo è a rischio? Sono affidabili?

Una app è utile solo se rappresenta uno stimolo a recarsi presso un centro specializzato per farsi visitare da uno specialista. I pazienti devono rivolgersi ai dermatologi, ai dermochirurghi, agli oncologi, che, in quanto specialisti, possono rilevare correttamente le modificazioni e la complessità dei nei.

Quali sono gli strumenti che dovrebbero essere utilizzati durante uno screening dei nei?

I dermatoscopi, che possono essere elettronici o a epiluminescenza. Si tratta di strumenti che, collegati a un computer, permettono di visualizzare immagini ad alta definizione dei nei, ingrandendole come se fosse un microscopio.

Ho prenotato una visita di controllo prima delle vacanze. Cosa posso chiedere allo specialista per prepararmi alla stagione estiva?

È importante innanzitutto conoscere il proprio fototipo. In base a quello, il dermatologo saprà dare tutti i consigli e gli accorgimenti utili per prendere il sole in maniera ponderata e senza andare incontro a scottature.

Se durante le vacanze si nota un nevo (neo) sospetto, che cosa è più indicato fare?

Prima di partire per le vacanze, è consigliabile controllare la propria pelle e sottoporsi a una visita dermatologica per godersi le vacanze estive in tranquillità. Se ci si accorge che c’è qualcosa di sospetto, si può evitare di esporlo al sole e aspettare il rientro per fissare subito una visita dal proprio dermatologo di fiducia.

Ogni anno, quando torno dalle vacanze, scopro sempre qualche nuovo neo. Sono nei a rischio?

Il sole può stimolare la formazione di nei, cosiddetti “acquisiti”. Tuttavia, il numero dei nei di una persona è determinato non soltanto dall’esposizione solare ma anche dalla propria predisposizione genetica. In ogni caso, i nuovi nei non sono necessariamente a rischio; tuttavia, è consigliabile farli subito controllare.

Ho un piccolo nevo blu dalla nascita sulla spalla, controllato quattro anni fa. Devo rifare una visita?

I controlli, le mappature, la ricerca dei nei, devono essere effettuati con controlli regolari stabiliti dal dermatologo (ogni sei mesi, una volta l’anno) a seconda delle lesioni dubbie o sospette che il paziente presenta sulla pelle. Anche nel caso di un nevo blu.

Dopo aver ricevuto una diagnosi di melanoma maligno e aver fatto la radicalizzazione, può bastare fare controlli ogni sei mesi o è necessario fare qualcos’altro?

Il tempo di controllo successivo all’intervento viene concordato con l’oncologo. Esistono poi delle linee guida nazionali ed internazionali standardizzate adatte a ogni paziente. Per esempio, alcuni pazienti rientrano in casistiche che prevedono controlli sia clinici che strumentali (TAC, ecografie) inizialmente ogni tre mesi, poi ogni sei mesi, poi una volta l’anno.

Ho un melanoma e a breve dovrei fare una visita di controllo. È opportuno prenotarla in questo periodo di emergenza o è meglio aspettare?

Nonostante il momento di emergenza sanitaria, è assolutamente opportuno prenotare una visita e continuare il percorso di cura, sempre in sicurezza.

Mi è stato di recente diagnosticato un melanoma; avrei bisogno di parlarne con qualcuno. Posso rivolgermi a una associazione pazienti?

Assolutamente sì. Le Associazioni Pazienti sono a disposizione di tutti coloro che hanno necessità di parlare, confrontarsi o anche di essere supportati nel loro percorso di cura. Il primo consiglio è quello di informarsi se nel centro dove si è in cura ci sia un’associazione, oppure se ce ne sia una nel posto in cui si vive. Di seguito le Associazioni che supportano la campagna Oltre la Pelle: Associazione Italiana Malati di Melanoma (A.i.Ma.Me.), Melanoma Italia Onlus (M.i.O), Associazione Pazienti Italia Melanoma (APaIM), Emme Rouge Onlus e MelanomaDay.

Ho nei e macchie sulla pelle di ogni tipo e forma ed eseguo periodicamente il controllo dei nei in ospedale. Devo fare altri esami?

Non esistono esami specifici oltre la visita dermatologica per il controllo dei nei. Quello che si può fare, raccomandato anche nelle principali linee guida, è il così detto autoesame della cute. Consiste nel controllarsi da soli davanti ad uno specchio e controllare tutto il corpo per identificare nuove formazioni cutanee o modifiche in termini di colore, forma, dimensione di nei già esistenti, oppure la presenza di piccole lesioni che tardano a guarire. In questi casi occorre anticipare la visita dermatologica, ma anche in caso di dubbio è bene rivolgersi al proprio dermatologo di fiducia.

Quali sono le metodiche oggi disponibili per il controllo dei nevi?

Oggi abbiamo a disposizione diverse metodiche per la prevenzione secondaria del melanoma. Per la maggior parte dei pazienti è sufficiente la visita dermatologica con il dermatoscopio, la cosiddetta epiluminescenza. Esistono però anche altre metodiche, decise dal dermatologo durante la visita in caso di fattori di rischio. La videodermatoscopia consiste nel fotografare i nei e confrontarli con fotografie fatte successivamente nel tempo. La total body skin photography è l’acquisizione fotografica di tutto il corpo che viene analizzata da un algoritmo in grado di scovare nuovi nei o le modifiche di nei preesistenti. Una metodica ancora più approfondita è poi la microscopia confocale: si usa soprattutto per i nei del volto rispetto ai quali si vuole evitare di procedere con esportazioni chirurgiche non necessarie.

Esiste una procedura particolare di preparazione alla mappatura dei nei?

In generale è bene evitare di presentarsi ad una visita di controllo dei nei con la cute abbronzata e, per coloro che hanno una peluria molto folta in certe zone, è consigliata la depilazione per permettere una corretta ispezione della cute. La metodica che sarà applicata, verrà scelta dal dermatologo al momento della visita dermatologica.

È rischioso fare la mappatura dei nei in gravidanza?

Non vi sono controindicazioni: in gravidanza si possono eseguire visite di controllo dei nei, qualsiasi sia la metodica adottata. Anche l’eventuale biopsia chirurgica che potrebbe rendersi necessaria non ha controindicazioni.

Sono al sesto mese di gravidanza e mi sono comparsi di recente diversi nei che in precedenza non avevo. Avevo già fatto il controllo dei nei meno di un anno fa. È consigliabile intensificare i controlli dei nei in questo periodo?

L’aumento di dimensioni di alcuni di nei e la comparsa di nei in gravidanza è un evento normalissimo, non dev’essere vissuto con ansia. È però utile sottolineare che, anche se gli studi non sono conclusivi, è stato dimostrato che c’è un’associazione tra gravidanza e diagnosi di melanoma. È bene quindi intensificare i controlli dermatologici durante e post gravidanza in modo da intercettare nella maniera più tempestiva possibili lesioni da asportare.

Ogni quanto va effettuato il controllo dei nei? Ogni quanti anni?

La frequenza dei controlli dermatologici non è uguale per tutti poiché dipende dai fattori di rischio di ognuno. Colore della pelle, numero dei nei, diagnosi precedente di tumore cutaneo non solo nel soggetto ma anche in familiari stretti sono elementi che il dermatologo prende in considerazione per stabilire la frequenza dei controlli.

Vorrei potermi confrontare con altri pazienti sul melanoma, come posso fare?

In tutta Italia le associazioni dei pazienti organizzano eventi di divulgazione e di sostegno: occasioni in cui si può interagire e confrontarsi fra pazienti o con specialisti. Consultando i siti internet delle associazioni pazienti è possibile trovare quella più vicina. Di seguito le Associazioni che supportano la campagna Oltre la Pelle: Associazione Italiana Malati di Melanoma (A.i.Ma.Me.), Melanoma Italia Onlus (M.i.O), Associazione Pazienti Italia Melanoma (APaIM), Emme Rouge Onlus e MelanomaDay.

Ho un neo che è diventato più grande e dunque più pericoloso. È importante che venga controllato?

Sì, è molto importante che venga controllato. I nei possono nascondere delle neoplasie insidiose ma più riusciamo a individuare queste neoplasie tempestivamente, nella loro fase precoce, più è probabile avere ottime possibilità di controllo della malattia o anche di guarigione.

Nella mia famiglia abbiamo familiarità con il melanoma e ho dei nei all’occhio. A chi posso rivolgermi?

L’occhio è una delle sedi dove è possibile che si sviluppi un melanoma. In particolare, dall’uvea e dalla congiuntiva. In caso di nuove insorgenze a livello oculare, occorre rivolgersi a un centro di oncologia oculare in cui ci siano oculisti specializzati in questo specifico ambito, così da ottenere una diagnosi specifica ed essere indirizzati al percorso più adeguato.

Ho tolto 10 anni fa un melanoma e ho un nipote di 4 anni con dei nei. Anche i bambini possono fare controlli di prevenzione?

La prevenzione è fondamentale a tutte le età. È fondamentale che anche i bambini e i giovani siano educati alla prevenzione del melanoma, imparando a usare i filtri solari quando ci si espone ai raggi ultravioletti. In caso di formazioni sospette, anche in età pediatrica, è sempre consigliato recarsi dal dermatologo che potrà fornire tutti i suggerimenti più utili, sia di rassicurazione sia per intraprendere i provvedimenti necessari.

Perché è importante la presenza di un team multidisciplinare nella gestione del melanoma?

I progressi della medicina hanno permesso di conoscere meglio il melanoma e di sviluppare terapie molto efficaci. Questi progressi sono frutto di diverse discipline scientifiche – biologia molecolare, genetica, anatomia patologica, radioterapia, oncologia, solo per citarne alcune – le cui competenze sono fondamentali per la corretta gestione del paziente. Ecco perché è fondamentale che il paziente sia visitato dal dermatologo, che può diagnosticare il melanoma, ma poi deve essere affiancato da altri specialisti quali l’oncologo, il radioterapista, il biologo molecolare, il genetista ma anche lo psicologo o il nutrizionista, ciascuno dei quali gioca un ruolo importante nella cura del melanoma.

I melanomi sono tutti uguali?

No, possono avere caratteristiche diverse anche solo in relazione alla sede in cui si sviluppano: possono nascere dalla pelle ma anche a livello oculare o a partire dalle mucose. Nel caso del melanoma della pelle, una delle differenze principali da indagare è quella legata alla mutazione di B-RAF. In presenza di questa mutazione è possibile, infatti, usare delle terapie specifiche.

A una mia amica è stato appena diagnosticato un melanoma. È molto preoccupata, come posso aiutarla?

Prima di tutto cercando di farle capire che avere paura è normale e che è importante farsi aiutare. Sempre di più negli ospedali sono presenti team multidisciplinari in cui è presente lo psicologo: è bene approfittare di questa opportunità per parlare con un professionista. Ci si può rivolgere poi alle associazioni pazienti: i pazienti infatti sono in grado di spiegare la malattia e rispondere a domande che per paura o confusione spesso non vengono poste al medico.

Se nel referto istologico si parla di “invasione linfovascolare”, cosa significa?

Il melanoma è un tumore dei melanociti, che sono delle cellule che si trovano prevalentemente a livello dell’epidermide. Nel momento in cui viene asportato un melanoma, una delle informazioni importanti che si ricavano dell’esame istologico è il grado di infiltrazione a livello dell’epidermide. La dicitura “invasione linfovascolare” indica che il melanoma ha infiltrato i vasi linfatici ed ematici. Questa informazione è estremamente importante perché l’invasione linfovascolare è un fattore prognostico, identifica cioè quei pazienti che possono avere una prognosi peggiore. Indica quindi, l’andamento della malattia.

Mio padre ha avuto un melanoma, sono a rischio maggiore? Il melanoma è ereditario?

Per melanoma familiare si intendono due condizioni, ovvero quando un soggetto ha più di un melanoma, oppure quando un soggetto abbia un parente di primo, secondo o terzo grado affetto da melanoma. Se il soggetto rientra in una di queste due condizioni, è necessario effettuare un consulto genetico. Il genetista poi valuterà la possibilità di fare un semplice prelievo di sangue per andare a identificare quei geni che potrebbero essere responsabili del melanoma. Se il test genetico è positivo allora parliamo di melanoma ereditario.

Come si fa a capire se il melanoma è stato completamente rimosso?

Una volta fatta la biopsia escissionale, quindi asportato totalmente il melanoma, è necessario fare un secondo intervento chirurgico, definito “di allargamento”. A seconda delle caratteristiche del melanoma si andrà a rimuovere più o meno tessuto per assicurarsi di asportare tutte le cellule malate. Contestualmente, viene fatta anche la biopsia del linfonodo sentinella che fornisce notizie sullo stato di avanzamento della malattia.

In caso di melanoma, ci sono alternative all’intervento chirurgico?

L’intervento chirurgico è un’opzione terapeutica fondamentale quando il melanoma si trova in uno stadio localizzato; se il melanoma ha sviluppato già metastasi a distanza, quindi in organi quali polmoni, fegato, milza, cervello, l’intervento chirurgico non è più fondamentale. È necessario quindi ricorrere a terapie sistemiche; effettuare un’analisi genetica del tumore e vedere se è presente l’alterazione del gene B-RAF che influisce sulla crescita del melanoma. Se presente, è possibile effettuare un trattamento specifico, ovvero una terapia target.

Esistono dei test per capire a che stadio è il mio melanoma?

Sì, la stadiazione è definita a livello anatomopatologico, a livello clinico e a livello strumentale. La prima viene definita quando asportiamo la lesione cutanea; la seconda, quella clinica è definita dal medico che valuta la presenza di metastasi sulla cute e la presenza di linfonodi ingrossati; quella strumentale si avvale di tecnologie di imaging (ecografie e TAC total body) con cui è possibile vedere se il melanoma ha invaso altri organi. Il medico deciderà in base al grado di infiltrazione del melanoma qual è la migliore tecnologia per ottenere la stadiazione strumentale per il paziente.

Devo incontrare per la prima volta l’oncologo. Cosa devo fare per prepararmi al meglio? Cosa devo chiedergli?

È importante portare con sé tutta la documentazione pregressa, informare il medico se sono stati assunti o si stanno assumendo dei farmaci e preparare una lista di domande che si vogliono porre. Nessuna domanda è inutile o inopportuna.

Mio marito ha appena ricevuto la diagnosi di melanoma ed è piuttosto giù di morale. A chi mi posso rivolgere?

Alle associazioni pazienti, come Associazione Italiana Malati di Melanoma (A.i.Ma.Me.), Melanoma Italia Onlus (M.i.O), Associazione Pazienti Italia Melanoma (APaIM), Emme Rouge Onlus e MelanomaDay. È importante confrontarsi con persone che stanno vivendo la stessa situazione sia se si è paziente sia se si è caregiver.

Esiste un supporto psicologico per i pazienti di melanoma?

Lo psico-oncologo è una figura fondamentale, non solo per chi viene colpito da melanoma ma anche per i caregiver. È importante poter parlare dell’imprevisto che subentra nella vita in seguito a una diagnosi di tumore. Molte strutture si stanno organizzando per avere lo psico-oncologo fra i professionisti a disposizione dei pazienti.

Le risposte alle domande sono state formulate a partire dalle risposte delle videopillole nella sezione “Rimani in contatto”

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