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Che cos’è la broncopneumopatia cronica ostruttiva?

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia dell’apparato respiratorio che colpisce bronchi e polmoni e che provoca difficoltà di respirazione. È irreversibile e tende a peggiorare nel tempo. La causa principale di questa patologia, che colpisce quasi tre milioni di italiani, è il fumo.

Normalmente l’aria carica di ossigeno entra attraverso l’albero bronchiale, raggiunge gli alveoli polmonari ed esce rapidamente eliminando l’anidride carbonica. In presenza di BPCO l’aria ha difficoltà ad uscire a causa delle vie aeree ostruite da edemi, pareti ispessite o accumulo di catarro. La condizione tipica della BPCO è la bronchite cronica, data dall’infiammazione della mucosa bronchiale che non consente il normale flusso di aria durante la respirazione. Con il tempo, l’infiammazione può causare l’enfisema, ossia danneggiare gli alveoli polmonari.

Epidemiologia

La BPCO è al sesto posto tra le malattie croniche in tutta Europa; in Italia è al quarto posto fra le cause di morte (5,5 decessi all’anno ogni 10.000 abitanti). Si stima che ne siano affetti 2,6 milioni di italiani. La malattia colpisce tra l’8 e il 12% degli adulti, e nel 20-40% dei casi si tratta di fumatori. Ha una maggiore prevalenza tra gli uomini rispetto alle donne. 

Quali sono i sintomi più comuni della BPCO?

La malattia si manifesta con i seguenti sintomi: tosse persistente, soprattutto al mattino, e catarro; affanno (dispnea) e difficoltà respiratoria progressiva; respiro sibilante e sensazione di costrizione toracica a seguito di uno sforzo; facilità a contrarre infezioni delle vie aeree, sia virali che batteriche. A lungo andare, la BPCO provoca spossatezza, dimagrimento, disturbi del sonno.

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bpco

Quali sono le cause della BPCO?

La causa principale della broncopneumopatia cronica ostruttiva è il fumo da tabacco (sigaretta, pipa, sigaro) che passando attraverso i bronchi li irrita costantemente; anche il fumo passivo è dannoso. Altre cause sono l’inquinamento, sia degli ambienti interni (da combustibili utilizzati in cucina o per il riscaldamento) che esterni (smog, polveri sottili, gas di scarico), l’esposizione a sostanze tossiche di origine industriale, il deficit genetico della proteina che protegge i polmoni (alfa-1 antitripsina).

Fattori di rischio

Il rischio di contrarre la BPCO aumenta in caso di asma bronchiale, predisposizione a infezioni delle vie aeree, malnutrizione. È inoltre bene ricordare che in gravidanza il feto è esposto al fumo materno.

 

Diagnosi

Il test principale per diagnosticare la BPCO è la spirometria: si soffia in un tubo collegato a uno spirometro e si misura la quantità di aria che si immette nei polmoni. Altri esami da eseguire sono l’emogasanalisi, che misura ossigeno e anidride carbonica nel sangue, test di provocazione bronchiale, radiografia del torace.

Prevenzione

La prima regola di prevenzione è smettere di fumare. È inoltre raccomandato l’utilizzo di mascherine protettive in caso di esposizione a gas o polveri inquinanti, e tenere gli ambienti domestici e lavorativi ben arieggiati e umidificati.