It looks like you are using an older version of Internet Explorer which is not supported. We advise that you update your browser to the latest version of Microsoft Edge, or consider using other browsers such as Chrome, Firefox or Safari.

"L'aria fredda non fa ammalare, l'aria riciclata sì. Magari si tenessero le finestre aperte" nelle scuole italiane, ma non sempre lo si fa, evidenzia il pediatra Italo Farnetani facendo chiarezza su dilemma: aule calde e accoglienti per gli alunni o gelide ma ventilate nel rispetto delle norme Covid? È il dilemma che affrontano insegnanti e personale delle scuole in questi giorni in cui il l’inverno si fa sentire. Di fronte a studenti incappucciati e avvolti in cappotti imbottiti, il timore è che, per proteggerli dal virus, li si esponga al rischio di imbattersi in altri malanni invernali.

"L'indicazione, che arriva da un'inchiesta condotta prima della pandemia tra i pediatri, è che viene consigliato anche nei periodi più freddi di tenere le finestre aperte per 45 minuti al giorno. Questa abitudine – aggiunge il pediatra - la replicherei anche al mattino a scuola. Le finestre aperte non sono utili solo in chiave anti Sars-CoV-2, rimuovere l'aria 'riciclata' dalle aule ha un impatto per tutti gli agenti infettivi. È un primo modo per allontanarli. Inoltre si umidifica l'ambiente, facendo in modo che le particelle volatili ricche di agenti infettanti, che con l'aria secca stanno in aria, si appesantiscano e si abbattano al suolo".

Un altro punto che aumenta la lista dei buoni motivi per non criminalizzare gli spifferi in classe è che "l'aria esterna che umidifica l'ambiente offre anche un comfort maggiore per l'apparato respiratorio, che è ricoperto di uno strato umido. Se questo strato si essicca, - ricorda Farnetani -facilita la comparsa della tosse, e diventa meno efficace nei processi difensivi. Insomma, tenere le finestre aperte è un ottimo mezzo di prevenzione delle malattie".

L’aria fresca non favorisce, anzi riduce il rischio di malattie infettive anche secondo Pier Luigi Lopalco, epidemiologo ed ex assessore alla Sanità della Puglia. "Le finestre aperte – dice - sono protettive contro tutti i virus. L’aria fresca non ha mai causato malattie infettive. È un mito tutto italiano che dobbiamo sfatare".

02/12/2021

Curated Tags