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C’è davvero una relazione tra alimentazione e capacità sessuali maschili? Per la scienza ufficiale il cibo con effetti afrodisiaci non esiste. Come non esistono alimenti singoli che possano aumentare il desiderio, facilitare l'orgasmo o l'erezione migliorando le performance erotiche.

Tuttavia, è stato dimostrato scientificamente che il regime alimentare può influenzare le prestazioni sessuali dell’uomo. Secondo uno studio americano, pubblicato su Jama Network Open (Association of Diet With Erectile Dysfunction Among Men in the Health Professionals Follow-up Study), sussiste infatti una forte correlazione tra alimentazione e disfunzione erettile, una problematica che in Italia - stima la SIAMS Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità - interessa circa 3 milioni di uomini.

Se seguire un regime alimentare sbilanciato porta diversi svantaggi al nostro stato di salute, al contrario la dieta mediterranea – emerge dall’indagine - protegge da numerosi disturbi: calo del testosterone (che favorisce il deposito di grasso a livello dell’addome mentre il girovita non dovrebbe mai superare i 94 centimetri), sovrappeso, diabete, patologie cardiovascolari, ipertensione, iperlipidemia, obesità, sindrome metabolica. Tutti fattori che causano difficoltà erettili, in particolare negli over50.

Lo studio

Lo studio prospettico ha indagato i comportamenti alimentari di oltre 21mila operatori sanitari americani: medici, infermieri, fisioterapisti, dentisti (età 62 anni) che regolarmente, a partire dal lontano 1986, hanno riferito le loro abitudini alimentari (in termini di qualità e quantità del cibo assunto) ogni quattro anni, e dato conto delle loro abitudini di vita, dei medicinali assunti e dello stato di salute, ogni due anni.

Scopo dello studio americano: verificare se l’aderenza a una dieta salutare diminuisse le difficoltà di erezione, specie tra gli uomini meno anziani.

La dieta di tipo mediterraneo – secondo la ricerca - ha una potente azione antinfiammatoria, riduce il rischio di obesità, di diabete 2 e, in generale, di sindrome metabolica e anche di patologie cardiache tenendo sotto controllo il peso e favorendo l’elasticità dei vasi sanguigni.

I cibi da privilegiare

Il modello alimentare mediterraneo è caratterizzato da un elevato consumo di verdura, frutta fresca, legumi, pesce e altre fonti di grassi Omega 3, come noci, semi di lino e olio extravergine di oliva. Limitati, invece, il consumo di zuccheri semplici, formaggi grassi, latte intero, carne, uova, prodotti industriali che contengono grassi saturi, salumi e l’eccesso di sale. Come raccomanda l'Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni giorno bisognerebbe consumare meno di 5 grammi di sale da cucina, tra quello già presente negli alimenti e quello aggiunto, che corrispondono a circa 2 grammi di sodio.

Al contrario, diete ricche in zuccheri semplici e povere in fibre, frutta e verdura – avverte la SIAMS – associate a una riduzione dell'attività fisica, a ipertensione e a colesterolo, “sono condizioni presenti nella popolazione maschile molto giovane. E le malattie metaboliche sono anche responsabili di importanti alterazioni ormonali, del liquido seminale o infiammatorie a livello dei genitali, di conseguenza riducono il potenziale di fertilità (il 15-20% degli italiani non riesce ad avere figli)”. Fortunatamente queste patologie sono reversibili e curabili, quindi intervenire in maniera precoce è assolutamente importante.

I cibi afrodisiaci per la scienza non esistono

I cibi con effetti afrodisiaci per la scienza non esistono. Cioccolato, peperoncino, pepe e in generale le spezie possono favorire una vasodilatazione in grado di aumentare anche l’afflusso di sangue agli organi genitali; ma si tratta di supposizioni da prendere con molta cautela. Probabile, invece, un effetto psicologico più che biologico

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