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L’Italia tocca il record assoluto di denatalità e un numero di morti al livello di una Terza Guerra mondiale; rimane, comunque, molta consapevolezza, speranza e fiducia nella rinascita. Questo è il quadro post pandemia delineato da Gian Carlo Blangiardo, presidente dell'Istat, intervistato da 'La Repubblica'. La visione dell'Italia fuori dall'emergenza mostra "un Paese che si muove in due direzioni: cerca di rialzarsi dalla crisi economica e fa i conti con un colpo demografico non indifferente in una situazione già fragile".

"Decisamente - chiarisce - un Paese segnato da una drammatica esperienza che ha avuto lo stesso impatto, in termini di perdita di vite umane, di una Terza Guerra mondiale. Più di 130.000 vittime, certamente per la maggior parte nella popolazione più anziana, e che però non hanno rallentato l'inesorabile processo di invecchiamento", dichiara.

Anche perché di bambini se ne sono fatti ancora di meno durante la pandemia. "Se le previsioni saranno confermate - sottolinea - chiuderemo nel 2021 per la prima volta sotto quota 400 mila nuovi nati, probabilmente intorno ai 390 mila. Per dare un elemento di confronto, nel 1964 avevamo oltre 1 milione di nascite".

01/10/2021

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