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“Le mascherine vanno portate a scuola, al banco e fuori, perché la variante Delta si diffonde con grande efficienza. Sta mostrando una maggiore contagiosità nei bambini rispetto alle varianti precedenti”. Lo afferma a Repubblica Stefania Salmaso, epidemiologa dell’Associazione italiana di epidemiologia ed ex direttrice del Centro nazionale di sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, secondo cui, per quanto riguarda la quarantena, “sono previsti 7 giorni per i vaccinati e 10 per i non vaccinati a partire dall’ultima esposizione, con tampone al termine del periodo di isolamento. Se invece il tampone fosse previsto prima, si potrebbero evitare parecchi giorni di didattica a distanza. I Centers for Disease Control americani, i Cdc, propongono un tampone 3-4 giorni dopo l’esposizione per verificare se il contagio si è compiuto”.

Anche l’interpretazione di “contatto stretto”, sottolinea la Salmaso, non è univoca: “Si parla di distanza inferiore ai due metri in ambiente chiuso, anche per meno di 15 minuti. Con la Delta le regole sono state rese più stringenti. È difficile capire chi è un contatto stretto se siamo all’interno di un’aula. Abbiamo imparato che il virus si diffonde attraverso aerosol più di quanto immaginassimo, e l’aerosol si muove in modo imprevedibile al chiuso. Quando si parla di ‘bolle’, in genere ci si riferisce alle classi. Gli alunni al loro interno stanno insieme, ma senza entrare in contatto con classi diverse. Penso poi che sarebbe importante affiancare le misure di distanziamento a una maggiore informazione per i ragazzi, che qualcuno spiegasse ai giovani come avviene il contagio, quali sono le situazioni in cui si rischia e come agiscono i vaccini, non solo per il coronavirus. Lo abbiamo fatto ai tempi dell’Aids. Oggi potremmo ripeterlo, con l’aiuto di video e di grafiche molto più efficaci rispetto ad allora”.

A proposito dei test salivari in alcune scuole sentinella l’epidemiologa chiarisce che “il prelievo deve seguire regole precise. Ad esempio, occorre digiunare per un’ora prima del tampone, altrimenti al posto del virus si trova la colazione”. Riguardo ai tamponi a scuola per dare il Green Pass anche ai non vaccinati, “se fatti bene potrebbero aiutare molto. Andrebbero però eseguiti periodicamente, non una tantum. Si possono fare tamponi a scacchiera, testando ogni volta una frazione dei ragazzi della classe e analizzando più campioni insieme per semplificare la procedura. Le soluzioni tecniche non mancano”.

24/09/2021

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