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Chiusure limitate alle classi: per un caso di positività a Covid a scuola, non si torna alla Didattica a distanza (Dad) per interi istituti, ha dichiarato il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi. "Ci possono essere problemi" sui contagi a scuola, ha detto il ministro ai microfoni di RaiNews24, "ma già nel decreto del 6 agosto abbiamo detto che se c'è un focolaio va isolato, ma non succederà più che se c'è una scuola" con alcuni casi "tutta la regione andrà in quarantena".

Sulle vaccinazioni, ha proseguito, "la scuola ha risposto in maniera splendida all'invito di tutti: il 93% ha risposto all'appello del presidente della Repubblica, anche i ragazzi stanno rispondendo con grande entusiasmo e la situazione è totalmente diversa rispetto all'anno scorso. Siamo in una fase indubbiamente complessa, però con una partecipazione e un'adesione da parte di tutti".

Quanto all'ipotesi di togliere la mascherina in classe se tutti sono vaccinati, il ministro ha ribadito che "il Governo ha già espresso la sua posizione che questa è la linea verso cui ci muoviamo. Ci muoviamo nel senso di andare verso una nuova normalità e il segno sarà che quando saremo tutti vaccinati torneremo a sorriderci".

Condivide la linea del ministero anche Paolo Rossi, immunologo e infettivologo pediatra dell'ospedale Bambino Gesù di Roma. "In caso di contagio" Covid, ribadisce Rossi all'Adnkronos Salute, "mi sembra giusto mettere in isolamento solo la classe interessata e non tutto l'istituto, altrimenti ripiombiamo nella situazione drammatica che abbiamo vissuto l'anno scorso".

"Non possiamo mettere 300 persone in Dad perché uno è positivo - afferma l'esperto - Giusto invece metterci quelli che più frequentemente sono stati a contatto con la persona contagiata, e cioè la classe". Questo sia che si tratti di studenti vaccinati sia di non vaccinati. "Fare distinzioni sarebbe discriminatorio - precisa l'esperto - e non importa che si tratti di bambini delle elementari o di ragazzi delle superiori: bisogna far applicare lo stesso principio per non creare grandissime variabili. Fare una policy è molto difficile e non vorrei essere nei panni del legislatore che ha tutta la mia solidarietà umana - osserva il medico - anche perché la scuola non è una monade isolata: c'è il problema dei trasporti, il problema del doposcuola, tutto si inserisce in un contesto generale. Ma il ministro Bianchi non può fare diversamente per cercare di normalizzare un po' la situazione".

"L'unica soluzione che abbiamo - conclude Rossi - è cercare in questo periodo di aumentare il più possibile le vaccinazioni nei ragazzi tra i 12 e i 18 anni che si sono mostrati estremamente disponibili ed estremamente consapevoli. Dobbiamo essere orgogliosi dei nostri giovani".

13/09/2021

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