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Vivere il Natale con più serenità, grazie alle vaccinazioni anti-Covid, è l’invito di gran parte degli esperti per quest’anno. "Dobbiamo spingere sulle terze dosi ai nonni e recuperare con le prime dose, ma il Natale deve essere quello che conosciamo da sempre, con gli abbracci e passandolo con le persone care. Magari evitiamo cene con decine e decine di persone, ma i nostri nonni hanno sofferto troppo". Così all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, primario del reparto di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. Per lo shopping natalizio, Bassetti è contrario all'obbligo delle mascherine all'aperto, un provvedimento invece che stanno adottando molte città. "Se vogliamo rendere sicuri i centri delle città non torniamo indietro con l'obbligo della mascherina all'esterno, ma si decida - suggerisce - per lo shopping solo con il Green pass".

"Credo che un abbraccio mancato a un nonno, a un parente, sotto Natale sia molto molto grave dal punto di vista sociale e psicologico". La pensa così Maria Rita Gismondo, direttore del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, commentando all'Adnkronos Salute le parole dell'immunologo Sergio Abrignani, componente del Comitato tecnico scientifico per l'emergenza Covid: "Ai miei nipotini - ha detto l'esperto in vista delle festività di fine anno - consiglio di non abbracciare i nonni, poi dipende dalla sensibilità di ciascuno di noi". E "se io faccio pranzi o cene natalizie con parenti anziani - ha aggiunto - preferisco che non ci siano non vaccinati".

"Io ritengo che ci siamo vaccinati per conquistare un po' di serenità - osserva Gismondo - Se è vero che ci possiamo infettare" benché immunizzati contro Sars-CoV-2, "è anche vero che questo vaccino ci ha promesso di salvarci dalla morte e dalla forma severa" di malattia, "come sta facendo abbastanza bene". Quindi "sì la mascherina - raccomanda - sì il distanziamento, però non esageriamo. Non dividiamo ciò che la società nei secoli ha costruito".

Sulle prossime feste di Natale "non dobbiamo essere pessimisti, si potranno anche passare con i propri cari, ma rispettando alcune regole che poi sono quelle che conosciamo. Il fatto di riunirsi tra persone vaccinate riduce il rischio di infezione anche se non lo esclude. Il primo consiglio che posso dare è di creare un 'cordone' di sicurezza per gli anziani e i fragili, ad esempio per i pranzi e le cene pensare a tavoli separati tra nipoti e nonni". Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit).

"Meglio poi indossare la mascherina e, quando possibile, mantenere sempre un certo distanziamento, soprattutto nei momenti di massimo festeggiamento. Se siamo cauti e accorti questo Natale riusciremo a festeggiarlo in famiglia", conclude Andreoni.

Anche secondo Pier Luigi Lopalco, epidemiologo ed ex assessore alla Sanità della Puglia, "durante le feste natalizie se i nonni sono vaccinati, il rischio rispetto al contatto con i nipotini si riduce di molto. Se papà e mamma sono vaccinati, ancora di più. Se anche i nipoti fossero vaccinati sarebbe il massimo, ma ancora il vaccino per i piccoli non è disponibile. Quest’anno però la cena di Natale in famiglia può essere più serena rispetto allo scorso anno".

02/12/2021

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