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Curare il Covid a casa è possibile, ma seguendo le linee guida ufficiali e non ciarlatani sui social. "Sulle cure a domicilio si sta creando una polemica strumentale e inutile. Oggi su un giornale leggo di un fisico che parla di cure a casa, mi pare che sia paradossale che non sia un medico a sostenerle. Le cure scritte in quell'articolo non è vero che funzionano, idrossiclorochina e l'ivermectina non funzionano e lo dimostrano studi randomizzati. Chi scrive il contrario scrive balle colossali che fomentano le persone spingendole a non credere nei medici e nel metodo scientifico ma a chi prescrive terapie su Facebook e Instagram senza visitare i malati, dando terapie che costano anche 300 euro. Sono ricette che ho visto con i miei occhi, dove ci sono vitamine e lattoferrina che non servono a nulla". Non usa mezzi termini, Matteo Bassetti, direttore Clinica Malattie infettive de Policlinico San Martino di Genova, commentando all'Adnkronos Salute.

"Come Società scientifica di terapia antinfettiva, di cui sono presidente, e insieme alla Società italiana di pneumologia, abbiamo prodotto 49 pagine di linee guida - rimarca Bassetti - dove noi abbiamo curato la revisione sistematica della letteratura scientifica con 279 voci bibliografiche, abbiamo usato il metodo scientifico e analizzato gli studi sui farmaci verificando i pro e i contro sul Covid. Inoltre ci sono anche le indicazioni su come usare certe molecole, ad esempio con il cortisone oppure quando usare i monoclonali e quando non vanno bene. Io credo quindi che la polemica sia strumentale, se poi - conclude - si vuole colpire il ministro della Salute allora il discorso è diverso".

Ecco alcuni dei 10 punti con cui gli esperti riuniti nel 'Patto Trasversale per la Scienza' insieme all'Associazione Biotecnologi Italiani smontano quelle che definiscono "bufale sulle cure domiciliari". Eparina? "Usarla a domicilio" in caso di Covid "non è raccomandato, specie per pazienti non immobilizzati". I cortisonici con pochi o zero sintomi? Si rischia un autogol a prenderli in modalità preventiva o precoce perché "riducono la risposta immune". Anche nei casi indicati, la somministrazione non deve avvenire prima di 4 giorni dall'insorgenza dei sintomi. E poi non sono tutti uguali: per la terapia è indicato il solo desametasone. Idrossiclorochina: non raccomandata né a scopo terapeutico né preventivo, non esistono prove di efficacia. L'ivermectina tanto chiamata in causa in questi giorni? "Non raccomandata né come terapia né come prevenzione per la sua inutilità contro il coronavirus e l'altro profilo di rischio".
Gli scienziati analizzano una per una quelle terapie definite 'precoci' e da fare a casa, promosse attraverso i social, invitando a diffidare: "Anche se vengono presentate come miracolose, non lo sono e costituiscono un rischio per i malati", avvertono, ricordando alcuni casi eclatanti del passato, di trattamenti proposti con lo stesso copione, da Stamina alla cura Di Bella.

"Le cure domiciliari, serie, in Italia esistono e sono quelle regolamentate e basate su evidenze scientifiche", puntualizzano gli esperti che chiedono anche "agli organi competenti" di intervenire, dal ministero all'Istituto superiore di sanità (Iss), dall'Aifa al Consiglio superiore di sanità (Css) e al Garante per la privacy, ma anche gli Ordini professionali e le Società scientifiche. Viene chiesto loro "di adempiere al proprio ruolo e di verificare ed intervenire rispetto a comportamenti che mettono potenzialmente a rischio la vita delle persone".

E per fare chiarezza su quello che non torna in alcune proposte che circolano in rete gli esperti condividono "almeno 10 cose che sappiamo sulla gestione domiciliare della Covid-19". Oltre a quelle già ricordate viene affrontato il capitolo antibiotici: non sono raccomandati, a meno che dopo visita medica si sospetti un'importante infezione batterica. Anche gli antivirali non sono raccomandati, con qualche eccezione per uso ospedaliero, in quanto si sono dimostrati inefficaci.

In relazione a Covid, ha cominciato a circolare anche il nome di "un generico immunostimolatore registrato in Brasile, ma non in Italia, come coadiuvante per il trattamento dell'acne, ma non è raccomandato per la sua inutilità contro Sars-CoV-2". Non esistono prove, viene ripetuto nuovamente. Così come "l'utilizzo di vitamina D, lattoferrina, quercetina ed altri integratori alimentari non è raccomandato per inefficacia terapeutica e di profilassi".

Viene anche spiegato il senso di uno dei concetti più osteggiati dai promotori delle ‘cure domiciliari subito e in abbondanza’: la vigile attesa. Gli esperti, che invitano a non assumere "farmaci inutili e potenzialmente dannosi", chiariscono che "l'85% di chi entra in contatto col virus Sars-CoV-2 resta asintomatico o paucisintomatico. Questo è il dato che giustifica la 'vigile attesa', perché nella maggior parte dei casi il nostro sistema immunitario è in grado di gestire autonomamente l'infezione, ed è sufficiente il semplice ausilio di paracetamolo e antinfiammatori in presenza di febbre, dolori articolari o muscolari. La terapia farmacologica è indicata solo in particolari casi ed esistono protocolli" precisi per la gestione dei pazienti domiciliari.

16/09/2021

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