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Dall’ultimo studio effettuato nell’ambito del progetto 'EcoFoodFertility', già presentato a una rivista internazionale e annunciato al 6° Congresso nazionale della Società italiana di riproduzione umana (Siru), emergono dati preoccupanti sulla fertilità maschile giovanile. "Su circa 157 giovani sani in esame nel territorio di Modena, oltre il 45% presenta almeno un parametro dello sperma alterato", evidenzia Luigi Montano, presidente area andrologica Siru.

In particolare, in una delle diverse aree d’Italia dove la 'Rete della salute ambientale e riproduttiva' del progetto EcoFoodFertility sta svolgendo la ricerca, il gruppo di Salvatore Micali, direttore della cattedra di Urologia dell’Università di Modena, ha individuato: 18 casi di oligospermia (ridotta quantità di spermatozoi), 27 di astenospermia (minore mobilità di questi), 62 di teratospermia (quando spermatozoi presentano una forma anomala). Dopo aver svolto una visita andrologica, è inoltre emersa la presenza di alcuni pazienti ipogonadici con ridotti valori di testosterone, 2 casi di tumore al testicolo e numerosi casi di varicocele. "Oltre a diversi ragazzi che durante i colloqui hanno dichiarato di soffrire di disfunzione erettile e disturbi dell’eiaculazione", precisano Montano e Micali.

Un dato in linea con i precedenti studi condotti sempre nell’ambito del progetto nelle zone più inquinate d’Italia dove si rilevava un calo di qualità spermatica superiore al 50% in giovanissimi maschi (19enni), sani, non fumatori, non obesi e con stili di vita corretti. La ricerca "non solo conferma come i dati dell'Organizzazione mondiale di Sanità secondo cui l’infertilità riguarda 1 su 6 persone siano in realtà una sottostima, ma ribadisce ulteriormente la necessità di agire subito e con misure incisive sulle sempre più ridotte capacità riproduttive nei maschi, anche e soprattutto dei giovani", aggiunge il presidente Siru.

Come spiega ancora l’esperto, infatti, le stime globali Oms sono per la stragrande maggioranza basate su studi relativi all’infertilità femminile, pochi sono quelli che riguardano la coppia e ancor meno quelli sull’infertilità maschile, che oggi sembra prevalere rispetto a quella femminile. Inoltra, e lo afferma anche lo stesso rapporto Oms, mancano dati di Paesi molto popolosi e particolarmente compromessi anche a causa dell’intenso sfruttamento ambientale, come sta avvenendo da circa 25 anni in alcune aree dell’africa Centrale, India, Iran, Bangladesh.

"Sempre più ricerche scientifiche confermano, contrariamente a quanto si pensi, che i problemi di infertilità riguardano sempre di più il maschio, con una crescita preoccupante soprattutto tra i più giovani e apparentemente in salute", conclude Montano. "È per questo che è fondamentale agire con un’opera incisiva di prevenzione primaria, attraverso informazione e visite e inevitabilmente i medici di famiglia, presidi di sanità pubblica sul territorio, devono e possono avere un ruolo importante nel contrastare tale fenomeno che ora finalmente comincia ad emergere in tutta la sua drammaticità, peraltro in un paese come l’Italia, fanalino di coda per natalità in Europa".

13/04/2023

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