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Valorizzare l'identità delle professioni sanitarie, in modo che giochino i loro ruoli diversi su un campo comune; sfruttare le potenzialità degli strumenti digitali per connettere tutti gli attori di un sistema che sia sempre più integrato in ottica 'One Health'; promuovere la ricerca; tutelare la funzione dei brevetti; rafforzare la medicina di prossimità; non perdere mai di vista la questione della sostenibilità. Sei strategie globali per il rilancio del sistema salute post-Covid sono state individuate e discusse dai protagonisti di 'Forum Health: il futuro della comunicazione - Ripensare i modelli per creare nuovo valore', evento annuale promosso da 'Fortune Italia' e giunto alla terza edizione. Un appuntamento ospitato a Milano, al Museo della Scienza e della Tecnologia.

Due giorni di lavori, 6 tavole rotonde 'apparecchiate' per oltre 60 relatori rappresentativi del mondo scientifico, sociale, industriale e istituzionale italiano, che hanno fatto il punto sul futuro della nostra salute - chiariscono gli organizzatori - affrontando i temi chiave e le difficoltà emerse durante la fase più grave della pandemia da Covid-19. Criticità che hanno però portato alla luce anche i punti di forza del Paese: dall'assistenza sanitaria universale alla capacità di reagire, rialzarsi e ripartire.

Dal confronto è scaturita la proposta di "soluzioni a portata di mano basate sulla capacità non solo di digitalizzare, ma di rendere compatibili i sistemi piccoli e grandi, dagli studi medici agli Stati. Serve creare una rete digitale - è l'invito che emerge dal dibattito - per muovere un sistema collaborativo e integrato che difenda la ricerca, le sue scoperte, e sia a garanzia del benessere e della salute dei cittadini attraverso strutture territoriali e di prossimità. A costi sostenibili e seguendo il concetto 'One Health, One Future'. È servita infatti una pandemia per chiarire al mondo che la salute umana, quella animale e quella del pianeta sono interconnesse. Questa è una sfida, ma soprattutto una necessità dirompente in un momento storico in cui ci siamo trovati completamente impreparati a combattere un virus in tempi molto più brevi di quanto eravamo abituati finora, facendo 'saltare il banco' dell'economia e quindi a cascata anche tutto il resto, salute compresa". Ora si tratta di ricostruire e le 6 strategie indicano la via.

Ad aprire i lavori Leonardo Donati, Ceo di Fortune Italia, e un messaggio video di Letizia Moratti, vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia. "Covid-19 ha costretto le imprese alla ricerca di una nuova normalità, mettendo a dura prova la tenuta economica e sociale dei Paesi nel loro complesso - dichiara Donato - Uno stress test improvviso e generalizzato che ha impietosamente fatto emergere in tutta la loro evidenza le criticità del sistema Italia, ma che ha anche portato alla luce i suoi non trascurabili punti di forza: primo tra questi l'assistenza sanitaria universale, non meno della capacità di reazione e di ripartire in modo sorprendente nelle realtà industriali e manifatturiere più organizzate. E meglio di molti altri Paesi europei. Quest'anno il Forum, proprio partendo dalle conseguenze della pandemia per il settore, ha focalizzato l'attenzione sull'esigenza di costruire e sostenere una cultura del cambiamento, a livello nazionale e internazionale".

In primo piano c'è la digitalizzazione, che però "non deve essere solo una tecnologia. La Rete deve essere un mezzo e non un fine, perché a contare davvero sono le interconnessioni umane", è uno dei messaggi dall'evento. "È importante anche la capacità di tutti gli attori coinvolti di interagire e collaborare per obiettivi comuni - afferma Americo Cicchetti di Altems, Alta Scuola di economia e management dei sistemi sanitari della Facoltà di Economia dell'università Cattolica - Pazienti e cittadini, medici di famiglia e specialisti, industrie e produttori, distributori e le istituzioni che si occupano di protezione e tutela della salute devono trovare un terreno comune per collaborare su iniziative che incidano sulla sanità di domani e sulla sua sostenibilità, e quindi sulla sua possibilità di essere accessibile a tutti".

“È necessario comprendere che siamo in un grande ecosistema - aggiunge Cicchetti - dove solo la collaborazione tra pubblico e privato ci darà la possibilità di innovare nei prodotti e nei processi in modo tale da risultare sostenibili come sistema. Nelle sperimentazioni cliniche di farmaci e dei dispositivi, così come nella presa in carico dei pazienti cronici, è necessario far convergere competenze ed interessi pubblici e privati per creare quelle sinergie che garantiranno la sostenibilità".

"L'Europa sembra avere finalmente compiuto la scelta di provare a coniugare fino in fondo l'interesse del paziente e la competitività globale del settore farmaceutico, puntando a un'unione sanitaria europea forte e basata sull'accesso equo alle cure per tutti i cittadini - osserva Enrique Hausermann, presidente di Egualia, l'organo di rappresentanza ufficiale dell'industria dei farmaci generici, equivalenti e delle Value Added Medicines - Per questo uno dei 4 pilastri della strategia farmaceutica europea ha come obiettivo la rimozione delle barriere alla competitività, sfruttando al massimo la nuova legislazione sulla proprietà intellettuale. Ma la Commissione ha parlato anche della eliminazione degli ostacoli che ritardano il tempestivo ingresso nel mercato di generici e biosimilari e di procedure di appalto intelligenti e innovative, approfondendo gli aspetti critici delle gare al massimo ribasso con un unico aggiudicatario e migliorando gli aspetti organizzativi correlati, come la condizionalità dei prezzi, la consegna tempestiva, la produzione verde e la sicurezza e continuità della fornitura".

28/09/2021

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