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Gli italiani fanno poca attività fisica, soprattutto se giovani. Contrariamente a quanto raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel 2019, il 19% degli over 18 ha svolto attività fisica aerobica nel tempo libero per almeno 150 minuti a settimana, l'11,5% attività di potenziamento muscolare almeno due volte a settimana e solo l'8,1% si è cimentato in entrambe le attività. Sono alcuni dati del rapporto Istat 'Prevenzione e fattori di rischio per la salute in Italia e in Europa', che si riferisce al 2019, prima della crisi pandemica. Quote ancora più basse per bambini e adolescenti: 13,9% per l'attività fisica aerobica (almeno 60 minuti al giorno), 9,5% per esercizi di potenziamento muscolare almeno tre volte a settimana e 3,8% per entrambe le attività.

Le Linee guida dell'Oms sull'attività fisica e il comportamento sedentario, pubblicate nel 2020, forniscono raccomandazioni per bambini, adolescenti, adulti e anziani sui livelli di attività fisica (frequenza, intensità e durata) necessari per avere significativi benefici per la salute. Bambini e adolescenti dovrebbero fare almeno 60 minuti al giorno di attività fisica aerobica da moderata a vigorosa e tre giorni a settimana di potenziamento muscolare. Gli adulti dovrebbero svolgere, su base settimanale, almeno 150-300 minuti di attività fisica di intensità moderata o almeno 75-150 minuti di attività fisica di intensità vigorosa e almeno due giorni a settimana di potenziamento muscolare. Oltre a quanto raccomandato per gli adulti, gli anziani dovrebbero svolgere esercizi fisici che migliorano l’equilibrio, riducendo il rischio di cadute.

In Italia, nella popolazione adulta l'adesione alle raccomandazioni dell'Oms per l'attività aerobica scende con l'età: è massima tra i 18-24 anni (37,0%) e minima tra gli ultra 75enni (6,4%). Gli uomini adulti sono fisicamente più attivi delle donne (23,6% contro 14,9%), sebbene tra queste ultime la pratica dell'attività fisica aerobica sia in aumento rispetto al 2015 (era il 12,8%), soprattutto nella fascia di età 45-64 anni (da 12,5% a 16,0%). Inoltre, per entrambi i sessi l'adesione è maggiore tra le persone più istruite (29,3% con titolo di studio alto contro 10,6% con titolo basso) e aumenta in presenza di un reddito familiare più elevato (24,1% per l'ultimo quinto di reddito e 13,6% per il primo).

L'attitudine a essere fisicamente attivi si differenzia nelle diverse aree geografiche. Il Nord-Est è l'area con la quota più elevata di persone di 18 anni e più che praticano attività fisica per almeno 150 minuti a settimana (25,9% è il tasso standardizzato), seguito dal Nord-Ovest (22,8%) e dal Centro (20,2%). Valori più bassi si rilevano nelle Isole (14,6%) e al Sud (13,3%). Le disuguaglianze territoriali sono più ampie se si considera l'attività fisica di bambini e adolescenti (5-17 anni): nel Sud e nelle Isole solo un minore su 10 (9,3%) fa attività aerobica per ameno 60 minuti al giorno, a fronte di uno su 7 nel Centro (13,4%) e di uno su 5 nel Nord-est (21,6%).

17/12/2021

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