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Afa e ondate di calore estremo da metà maggio mettono a dura prova la salute del cuore. Le temperature elevate possono 'disturbarlo'. Per questo motivo se si hanno patologie come ipertensione, scompenso, aritmie o coronaropatie, serve qualche precauzione in più, perché in base alla meta le criticità possono cambiare. Il cuore è infatti sensibile sia alle variazioni climatiche che alle altitudini. Che sia mare o montagna, conoscere le regole per mantenerlo in forma anche d’estate è fondamentale.

Con i giusti accorgimenti, non si deve rinunciare a nessuna meta. Quindi sì alle destinazioni balneari o all’aria di montagna, ma non a quote superiori a 1200 metri. Sono consigliate anche la collina, il lago o la campagna.

Vacanze in montagna

Le vacanze fanno bene al cuore ma per viverle in sicurezza, se non si è in perfetta forma, serve qualche precauzione.

È bene sapere, ad esempio, che la montagna nei cardiopatici determina una riduzione dell’ossigenazione del sangue. In un’eventuale vacanza montana, raccomandano gli esperti della Siprec (Società italiana per la prevenzione cardiovascolare) "è bene arrivare a un’altitudine di non oltre 1000-1200 metri, andare in progressione, con una sosta di qualche ora ogni 500-600 metri ed evitare attività fisica nei primi giorni per permettere al sistema emopoietico e a quello circolatorio di adattarsi all’altitudine".

Tra gli altri accorgimenti: fare passeggiate e, in generale, attività fisica in modo proporzionale al proprio allenamento: in montagna ci sono salite e discese, quindi muoversi può essere più faticoso anche perché quando si pratica sport in quota il fabbisogno di ossigeno dell’organismo aumenta. Meglio abituarsi gradualmente al clima per i primi 3 giorni, praticando un’attività fisica leggera.

La pressione arteriosa in montagna spesso non è prevedibile e a volte tende ad aumentare. Per questo, gli ipertesi e i soggetti con scompenso cardiaco debbono portare un manometro elettrico per controllare pressione e battito cardiaco.

Non è tutto. L’organismo può faticare un po’ ad adattarsi alla minor quantità di ossigeno nell’aria: malessere, difficoltà a dormire e pressione più alta sono i segni del disagio. Il “mal di montagna” è molto più comune di quanto si pensi ma prevenirlo è semplice, basta consultare il medico prima della partenza per sapere che cosa fare e quali medicinali portare. Se si sale velocemente oltre 3mila metri c’è addirittura il pericolo di edema polmonare o cerebrale.

Relax al mare

Non ci sono problemi particolari, invece, se si sceglie di trascorrere le vacanze in una località di mare. I soggetti a rischio devono, però, stare attenti ai colpi di calore specie evitando di esporsi al sole nelle ore più calde e proteggendosi sempre la testa indossando un cappello ed evitare bruschi sbalzi di temperatura.

Fondamentale l’idratazione: non bere solo quando si avverte la sete, ma costantemente nel corso di tutta la giornata almeno 1,5 litro al giorno e consumare 5 porzioni di verdura e frutta fresca.

Evitare di fare il bagno a stomaco vuoto. Le malattie cardiache favoriscono il rallentamento della digestione. Per questo motivo occorre fare attenzione anche alla temperatura dell’acqua: non deve essere troppo fredda.

Si può tranquillamente fare attività fisica – indicate passeggiata in riva al mare o una nuotata - ma sempre tenendo conto del proprio livello di allenamento. Preferibili lunghe passeggiate nelle ore più fresche.

Naturalmente un paziente con scompenso e chi ha avuto un infarto recente deve essere molto più prudente. Prima dell’inizio di qualsiasi attività fisica, il consiglio è sottoporsi sempre ad una valutazione cardiologica.

Le persone con fibrillazione atriale, prima di partire deve controllare i dati ematochimici e in particolare verificare che il sodio e il potassio siano nella norma perché una loro carenza facilita l’aritmia. Se nel corso della vacanza si avvertono stanchezza e palpitazione è bene assumere un integratore di potassio.

L’ideale: la collina

Per chi ha problemi cardiovascolari l’ideale sarebbe una vacanza a mezza collina – osservano dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco). Più fresca del mare, con pochi sbalzi di temperatura e una “normale” quantità di ossigeno nell’aria, è perfetta anche per i cardiopatici in condizioni più gravi. Al mare, invece, il caldo aumenta la frequenza cardiaca e favorisce la disidratazione, che a sua volta peggiora gli scambi di ossigeno a livello polmonare e dei vasi periferici”.

Pazienti con scompenso cardiaco

Nello scompenso cardiaco è importante il bilancio idrico giornaliero: “Questi pazienti seguono una terapia con diuretici: è fondamentale dosare il farmaco sulla base del tipo di vacanza” spiega Alessandra Pecoraro, cardiologa dell’unità di Cardiologia Clinica Irccs Policlinico San Donato.

Le temperature elevate espongono a stati di disidratazione che, associati all’utilizzo di terapia diuretica, possono determinare casi di importante, e quindi pericolosa, ipovolemia, ovvero la riduzione del volume del sangue circolante nell'organismo.

Non è comunque consigliabile sospendere la terapia diuretica durante le vacanze al mare, anzi. “I pazienti con scompenso – ancora Pecoraro - hanno bisogno di uno stretto bilancio volemico per evitare di incorrere in rischiose conseguenze come il sovraccarico polmonare o l’edema polmonare. È meno probabile che il fenomeno della disidratazione si verifichi in montagna per via delle temperature più basse”.

Pazienti ipertesi

Anche nei pazienti ipertesi, in trattamento farmacologico, è importante modulare il dosaggio dei farmaci durante i mesi estivi.

Durante le vacanze al mare, a causa delle alte temperature esterne, potrebbero incorrere in episodi di cali di pressione del sangue (ipotensione), causati dai farmaci piuttosto che dalla disidratazione dovuta al caldo.

In montagna, al contrario, la pressione potrebbe tendenzialmente alzarsi per effetto delle temperature più basse. Sarebbe opportuno consultare preventivamente il medico di riferimento, per capire come modulare la terapia antipertensiva.

La giusta alimentazione

La salute cardiovascolare passa anche dalla tavola. L’alimentazione più indicata per il benessere del cuore è la dieta mediterranea perché – secondo gli esperti - contribuisce alla prevenzione di ipertensione, diabete, infarto, obesità e sindrome metabolica e può ridurre fino al 20% anche il rischio ictus, che rappresenta la terza causa di morte in Italia.

Via libera, dunque, a frutta e verdura. Ma è prezioso per il sistema cardiovascolare anche l’olio di oliva extravergine. Meglio ridurre il consumo di sodio, alcol e grassi saturi perché aumentano il rischio vascolare, mentre hanno un effetto protettivo omega3, fibre, vitamina B6 e B12, così come l’assunzione di calcio e potassio.

04/08/2022

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