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Che cosa sono le patologie cardiovascolari?

La malattia cardiovascolare è un processo patologico che interessa più comunemente il sistema arterioso e comporta il restringimento progressivo delle arterie, fino alla loro parziale o completa ostruzione, a causa generalmente della formazione di placche all’interno delle arterie, chiamate ateroma o placche aterosclerotiche.

Alla malattia cardiovascolare sono connesse diverse manifestazioni cliniche, che si differenziano a seconda di qual è il distretto arterioso interessato.

Fra le patologie cardiovascolari rientrano anche i difetti congeniti del cuore, le malattie reumatiche ad interessamento miocardico, le varie forme di aritmia, le patologie che interessano le valvole cardiache e l'insufficienza cardiaca.

Le patologie cardiovascolari sono tra le principali cause di malattia, invalidità e mortalità in Italia.

Classificazione delle malattie cardiovascolari

Le malattie cardiovascolari sono patologie a carico del cuore e dei vasi sanguigni. Questa categoria include:

  • le malattie ischemiche cardiache, come l'infarto del miocardio e l'angina pectoris;
  • le malattie cerebrovascolari, come l'ictus ischemico ed emorragico.
Malattie cardiovascolari aterosclerotiche

Quali sono le principali malattie cardiovascolari

Fra le malattie cardiovascolari più diffuse rientrano:

  • aterosclerosi
  • coronaropatia;
  • cardiopatia ischemica;
  • ictus;
  • angina pectoris;
  • aneurisma aortico;
  • insufficienza cardiaca;
  • cardiopatia ischemica cronica;
  • cardiopatia ischemica ipertensiva.

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Epidemiologia delle malattie cardiovascolari tra il 2019 e il 2020

Le malattie cardiovascolari colpiscono circa 471 milioni di persone nel mondo, rappresentando la principale causa di morte al mondo, con circa 17,6 milioni di decessi all’anno. Inoltre, la tendenza dei decessi è di aumentare progressivamente: si stima che possano raggiungere i 24 milioni entro il 2030 (fonte dati Benjamin et al Circulation 2019). In Italia, nel 2017, il 34,8% del totale dei decessi era collegato a malattie cardiovascolari (fonte dati Cortesi P. et al, 2020)

Le malattie che derivano dall’aterosclerosi della parete arteriosa e dalla trombosi sono la principale causa di morbidità e di mortalità cardiovascolare nei paesi industrializzati (dati Townsend N, et al 2015).

Non è un caso che nei paesi sviluppati le malattie aterosclerotiche siano così diffuse: sedentarietà e alimentazione scorretta predispongono a sindrome metabolica e al diabete, strettamente connesso alle patologie cardiovascolari più gravi.

Anche in Italia, le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte. Secondo i dati del Ministero della Salute, queste patologie sono infatti responsabili del 34,8% di tutti i decessi, con il 31,7% negli uomini e il 37,7% nelle donne. Nello specifico, secondo i dati Istat 2018, la cardiopatia ischemica è responsabile del 9,9% di tutte le morti (10,8% negli uomini e 9% nelle donne), mentre gli eventi cerebrovascolari dell'8,8% (7,3% negli uomini e 10,1% nelle donne).

Fattori di rischio e cause delle malattie cardiovascolari

Patologie come ischemie, infarto acuto del miocardio e malattie cerebrovascolari come l'ictus ischemico ed emorragico sono in gran parte prevenibili, in quanto legate anche a fattori di rischio modificabili. Alla base di molte di queste condizioni ci sono spesso:

  • l'aterosclerosi, condizione vascolare cronica e progressiva, si manifesta con placche di grasso nelle arterie che, negli anni, aumentano di dimensioni e subiscono un processo di calcificazione;
  • l’ipercolesterolemia è correlata principalmente a una concentrazione di grassi nel sangue che supera livelli di guardia e che, insieme a uno stile di vita e alimentare scorretto, favorisce lo sviluppo delle malattie cardiovascolari. La dislipidemia è correlata principalmente a valori di colesterolo fuori controllo, ovvero un'alta concentrazione di colesterolo LDL (cosiddetto "cattivo") e di colesterolo HDL ("buono"); di colesterolo HDL ("buono");
  • il fumo di sigaretta: il rischio di malattie cardiovascolari è direttamente proporzionale al numero di sigarette fumate ogni giorno. Più nello specifico, il rischio di attacco cardiaco è tre volte superiore negli uomini e sei volte superiore nelle donne che fumano venti o più sigarette al giorno, rispetto ai non fumatori;
  • l’ipertensione ha un peso notevole: dati di letteratura spiegano che quando la pressione arteriosa supera i 120/80 mm Hg il rischio cresce del 60%;
  • il diabete: i pazienti diabetici hanno un maggiore rischio di contrarre malattie cardiovascolari, soprattutto legate alla presenza di danno d’organo o di polivasculopatia;
  • l’obesità, specie a livello addominale, accresce il rischio di coronaropatie e aumenta la prevalenza degli altri fattori di rischio, come l'ipertensione e il diabete. Questo significa che il peso in eccesso causa danni diretti sulle arterie ma anche indiretti, mediati da altre condizioni che a loro volta favoriscono le malattie cardiovascolari.

Fattori di rischio non modificabili

I fattori di rischio non modificabili sono quelli sui cui non è possibile intervenire in maniera diretta, ma le cui conseguenze possono comunque essere attenuate grazie all’adozione di un corretto stile di vita e a misure di prevenzione.

Fanno parte di questa categoria:

  • l’età (superiore ai 50 anni);
  • sesso: infarto e aterosclerosi sono generalmente più diffuse negli uomini rispetto alle donne, ma con la menopausa il rischio tra uomini e donne tende a equipararsi;
  • familiarità.

Sintomi

Spesso non è la sintomatologia a spingere i pazienti dal medico: generalmente, infatti, le malattie cardiovascolari restano silenti a lungo. Il paziente si allerta solo in presenza di sintomi evidenti, come quando un’arteria si ostruisce a tal punto da dare luogo a dolore al torace.

Possibili altri sintomi sono:

  • difficoltà di respirazione;
  • affaticamento;
  • palpitazioni;
  • vertigini;
  • svenimenti;
  • gonfiore delle gambe, delle caviglie e dei piedi.

Diagnosi

Per ottenere una diagnosi bisogna effettuare una visita cardiologica, con anamnesi medica ed esame obiettivo. Spesso vengono richiesti esami specifici per confermare la diagnosi e determinare la gravità della malattia. Gli approfondimenti possono includere:

  • elettrocardiogramma;
  • test da sforzo;
  • radiografie ed ecografia, tra cui un ecocardiogramma;
  • risonanza magnetica per immagini;
  • tomografia computerizzata;
  • profilo lipidico a digiuno;
  • livelli di glicemia e di emoglobina glicosilata.

Prevenzione e cura

La prevenzione primaria è un elemento essenziale per contrastare le malattie cardiovascolari, perché ha come obiettivo di evitarne l’insorgenza. Per essere più efficace, deve cominciare fin dall’infanzia e proseguire per tutta la vita.

L’attenzione deve essere posta nell’adottare un corretto stile di vita, che tenga conto dei fattori di rischio, oltre al ricorso a eventuali terapie volte a modificare condizioni cliniche patologie. I comportamenti raccomandati sono:

  • alimentazione sana, che favorisca il consumo di cereali integrali, di pesce, di verdura e di frutta, limitando sale, zuccheri e grassi saturi;
  • attività fisica regolare;
  • controllo del peso;
  • evitare il fumo;
  • limitare il consumo di alcol.

La prevenzione secondaria è invece indirizzata a tutti coloro che sono già stati affetti da infarto o altri eventi cardiaci e ha l’obiettivo di raggiungere i livelli target di pressione e colesterolo LDL, attraverso l’attenzione al corretto stile di vita, insieme a eventuali terapie farmacologiche e al monitoraggio dei valori.

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