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La maratona mangereccia delle festività, con pranzi e cenoni impegnativi tutti concentrati nell’arco di una manciata di giorni, mettono a dura prova soprattutto stomaco e intestino. Spesso, infatti, dopo pasti abbondanti e ricchi di preparazioni grasse e strutturate, ci si ritrova a dover fare i conti con reflusso esofageo caratterizzato da pesantezza, difficoltà a digerire e acidità di stomaco. Accanto infatti all’alcol, nemico della dinamica digestiva, visto che favorisce reflusso gastroesofageo, acidità, bruciore e dolore retrosternale, possono peggiorare il quadro l’ansia e lo stress per i preparativi che, non a caso, somatizzano sul sistema digerente, definito anche il secondo cervello. Una situazione simile si può verificare anche quando, al di là di particolari ricorrenze, si mangia velocemente o in modo vorace, senza masticare accuratamente o si consumano molti pasti fuori casa in modo irregolare.
Particolarmente a rischio di problemi digestivi sono le persone che già hanno un’alimentazione scorretta, sono in sovrappeso, fanno poco movimento, fumano, bevono molti alcolici e caffè. Massima attenzione dovrebbe essere presa in considerazione soprattutto da chi già soffre di disbiosi, cioè alterazione della flora intestinale, gonfiori addominali e difficoltà digestive post-prandiali, che in questo periodo possono incontrare un peggioramento dei sintomi.

Come prevenire i disturbi di reflusso

Ci sono alcune buone regole che possono essere utili nel prevenire o evitare il peggioramento dei disturbi digestivi.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, è meglio evitare i digiuni pre-festivi per arrivare “leggeri” a tavola perché, una volta a tavola, stimolano l’abbuffata, preludio di cattiva digestione.

A colazione, ma anche a pranzo, preferire alimenti ricchi di fibre, che servono a mantenere in attività il sistema digestivo evitando contrazioni “a vuoto” che possano causare dolore addominale, stimolare gonfiore o, se mancano dalla dieta, dare stitichezza.

Prima di sedersi a tavola, una camminata aiuta ad aumentare l’appetito e anche a stimolare il metabolismo.

Una volta a tavola basta fare attenzione alla scelta degli alimenti, evitando fritture e cibi particolarmente elaborati o associazioni di fagioli, broccoli, ceci, fave, cavoli, cavolfiori e lenticchie che necessitano di tanto tempo per essere digeriti e ostacolano l’assorbimenti di altri alimenti da parte dell’organismo.
Durante il pasto, bere molta acqua permette di mantenere un buon livello di idratazione, cosa che aiuta l’apparato digerente a lavorare meglio e aiutare a ridurre il senso di appetito velocemente, permettendo così di non eccedere con il cibo.
Tale pratica, se continuata anche dopo il pasto, può favorire la digestione. In alternativa all’acqua, una volta terminata l’abbuffata, può svolgere la stessa funzione una tisana con zenzero e limone che svolgono un’azione benefica su intestino e stomaco.
Con i dolci, anche quelli della tradizione come torrone, panettone, pandoro, panforte, non si dovrebbe eccedere, come anche nel caso di brindisi e bollicine che, insieme, possono creare acidità e aumentare il reflusso gastroesofageo.

Al termine del pasto, si dovrebbe evitare la pigrizia: mai dormire o riposarsi dopo un pasto abbondante. Meglio invece fare una camminata di mezz’ora a ritmo moderato.

I disturbi gastrici possono essere contrastati con antiacidi che, come dice il nome, bloccano l’acidità dello stomaco, antisecretivi che riducono la quota di succhi gastrici e il reflusso gastroesofageo, procinetici che stimolano la mobilità dello stomaco favorendone lo svuotamento, probiotici (fermenti lattici) che regolano gli squilibri della flora intestinale e, infine, antispastici contro coliche, spasmi e crampi.

Passate le festività i disturbi gastrointestinali dovrebbero scomparire o rientrare nei canoni abituali. Ci sono alcuni campanelli di allarme da non sottovalutare in presenza dei quali è bene rivolgersi al medico: dolore persistente o ingravescente nonostante l’uso dei farmaci, presenza di sangue a livello orale o rettale, calo ponderale involontario, senza avere fatto diete specifiche, un repentino cambiamento dei comportamenti intestinali con un peggioramento della stipsi o la comparsa di diarrea.

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