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Le fioriture della primavera possono creare molti fastidi alle persone allergiche: la colpa è dei pollini, che le piante rilasciano nel loro normale ciclo riproduttivo e che il vento trasporta nell’aria. Il polline contiene degli allergeni, cioè delle particolari proteine che, nelle persone predisposte, scatenano una risposta esagerata del sistema immunitario a livello delle mucose delle prime vie aeree, provocando starnuti, riniti (naso che cola) e malessere (febbre da fieno). I sintomi variano a seconda dell’allergene e delle modalità con cui viene a contatto con l’organismo. Tra i pollini che più spesso causano allergie ci sono: graminacee, parietaria, betulacee e ambrosia. In questi ultimi anni, però, sono aumentate delle forme di allergia dovute ai cosiddetti “pollini minori”, come il cipresso, il nocciolo o l’olivo.

Cambiamenti climatico e durata della stagione delle allergie

I pollini iniziano ad essere presenti nell’aria, a seconda delle temperature e latitudini, nel mese di febbraio per poi raggiungere il picco di concentrazione durante la fioritura primaverile. Le graminacee (la famiglia di erbacea più diffusa a tutte le latitudini), ad esempio, hanno la massima pollinazione tra maggio e luglio. La parietaria, presente soprattutto nel centro e sud Italia, ha il picco di fioritura tra maggio e giugno. Le composite (o asteracee) - 20.000 specie diverse di cui molto nota è l’ambrosia - rilasciano pollini da luglio a settembre.  Tra gennaio e maggio ci sono le betulacee, da maggio a giugno c’è la massima fioritura delle oleacee, mentre il cipresso libera i pollini da febbraio a fine marzo, ma non si escludono possibili anticipi a gennaio e/o prolungamenti fino ad aprile. Le stagioni di pollinazione si sono allungate e risultano essere più precoci a causa dell’innalzamento delle temperature che ha modificato il ciclo vitale delle piante. Uno studio recente ha mostrato che la fioritura della parietaria, pianta diffusa in tutta Italia, si è allungata di 90 giorni l’anno, praticamente dura tre mesi in più di anni fa, con importanti ripercussioni anche a livello clinico.

Covid e allergie

Come hanno evidenziato diversi studi, le persone con allergie sono meno sensibili al Covid -19, ma anche quelle con asma sono meno suscettibili al virus Sars-Cov2. Secondo gli esperti, in generale, i soggetti allergici avrebbero una sorta di protezione dalle altre infezioni respiratorie, di cui fa parte anche il Covid-19, perché il meccanismo che scatena l’allergia – quindi la risposta immunitaria - fa diminuire il numero di recettori per il Sars-Cov2 sulle cellule epiteliali delle mucose respiratorie. Questo si è visto nelle cellule, ma anche in test realizzati stimolando con l’allergene i bronchi di soggetti allergici.

I sintomi dell’allergia

I pollini, o meglio gli allergeni, irritano principalmente le mucose del naso (starnuti, congestione nasale, rinorrea),degli occhi (prurito, arrossamento, lacrimazione e fastidio alla luce) e delle prime vie del sistema respiratorie(tosse secca e stizzosa, difficoltà a respirare, eventuali crisi di tipo asmatico). Altri sintomi possono associarsi a livello fisico: stanchezza, mal di testa, disturbi del sonno e, più raramente, prurito.

Il disagio fisico può avere risvolti anche nel comportamento con la manifestazione di irritabilità e cattivo umore: condizioni che possono limitare le relazioni sociali.

Cosa fare in caso di allergie ai pollini

Quando una persona non sa di essere allergica può gestire la fase acuta dei sintomi che si presentano con quanto consigliato dal farmacista; è però importante rivolgersi, quanto prima, al proprio medico per un corretto percorso di diagnosi e cura con il coinvolgimento dello specialista, cioè l’allergologo, che potrà descrivere una serie di test (prove allergiche).

Ci sono poi alcuni comportamenti che possono limitare gli effetti dell’allergia, limitando il contatto con gli allergeni nel tempo dell’impollinazione:

  • Evitare le attività sportive vicino alle aree verdi,soprattutto nelle ore centrali e nelle giornate secche, ventose e calde, che aumentano la concentrazione dei pollini.
  • Evitare di uscire subito dopo un temporale: l’acqua rompe il polline in frammenti più piccoli che possono più facilmente arrivare nelle vie aeree.
  • Tenere chiusi i finestrini dell’auto, per non fare entrare i pollini in macchina.
  • Indossare occhiali scuri per limitare il fastidio causato dalla luce del sole (fotofobia) in presenza di sintomi agli occhi.
  • Non fumare: il fumo è di per sé un irritante.
  • Usare una mascherina: funziona da filtro.
  • Arieggiare ambienti casa/ufficio al mattino presto o alla sera tardi, quando ci sono meno pollini, e tenere chiuse le finestre durante il giorno.
  • Fare quotidianamente la doccia e lavare i capelli per eliminare i granuli pollinici che, di notte, potrebbero essere trasferiti sul cuscino ed essere così inalati.
  • Lasciare le scarpe fuori casa o in un armadio, per evitare che il polline entri in casa.
  • Lavare spesso il pavimento (non usare l’aspirapolvere che può sollevare gli allergeni). 

03/05/2022

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