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Che cos’è il linfoma?

Il linfoma è un tumore del sistema linfatico che colpisce i linfociti, ossia le cellule contenute nelle ghiandole linfatiche (o linfonodi) che servono a difendere l’organismo dalle infezioni. I linfociti si trovano anche in milza, timo, midollo osseo e tonsille.

Il linfoma può essere di Hodgkin (da Thomas Hodgkin che per primo descrisse la patologia nel 1832) o non Hodgkin; quest’ultimo rappresenta circa il 90% dei casi e comprende a sua volta vari sottotipi.

Epidemiologia

I linfomi possono nascere da tutti i tipi di linfociti (B, T e NK); in Italia, i linfomi più comuni sono quelli che derivano dai linfociti B

Il linfoma non Hodgkin ha un’incidenza di 5 volte maggiore rispetto al linfoma di Hodgkin, e colpisce prevalentemente in età adulta (il 95% dei pazienti colpiti). Questo tipo di tumore può avere molte forme diverse, almeno 30 sono quelle finora identificate. Il linfoma Hodgkin ha una componente genetica ed è maggiormente diffuso nel Nord Europa, negli Stati Uniti e in Canada e meno presente nei Paesi asiatici. Colpisce più gli uomini che le donne.

Quali sono i sintomi più comuni del linfoma?

Il sintomo più comune che può indurre a sospettare la presenza di un linfoma è il gonfiore dei linfonodi (linfoadenopatia) di collo, ascelle o inguine, che può manifestarsi senza dolore. Altri sintomi associabili alla patologia sono febbre e sudorazione notturna, spossatezza, perdita di peso e di appetito, insufficienza respiratoria, prurito.

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linfomi

Quali sono le cause del linfoma?

La malattia si sviluppa quando, per cause tuttora incerte, si altera il ciclo vitale dei linfociti, ossia quando i linfociti malati, invece di morire ed essere sostituiti da cellule più giovani, proliferano andando a colpire gli organi del sistema linfatico.

Per quanto riguarda il linfoma non Hodgkin, il più comune, i fattori che possono aumentare il rischio di contrarre la malattia includono una condizione di immunodepressione come quella conseguente a un trapianto, alcune infezioni virali come HIV ed epatite C, il virus di Epstein-Barr responsabile della mononucleosi infettiva, alcuni agenti chimici come quelli presenti negli insetticidi, e l’età, in particolare sopra i 60 anni.

Diagnosi

Oltre a una prima visita medica volta a verificare la dimensione e la localizzazione dei linfonodi, gli esami necessari per accertare la presenza della malattia sono: esami del sangue e delle urine, biopsia linfonodale, esami radiologici, biopsia osteomidollare.

 

Il linfoma di Burkitt

È un tipo di linfoma non Hodgkin molto aggressivo diffuso in particolar modo nell’Africa centrale, comune tra bambini e giovani. È spesso associato all’infezione da virus di Epstein-Barr e HIV, e si sviuppa rapidamente causando gonfiore a collo e mandibola.