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Fondamentale nella regolazione del ritmo sonno-veglia, la melatonina è un ormone prodotto nella ghiandola pineale (epifisi) che si trova al centro del cervello. La produzione e il rilascio di questo ormone dipendono da vari fattori. Il primo è l’illuminazione: la luce, per esempio quella del giorno, ne riduce la disponibilità che aumenta al buio, favorendo così il sonno. Non stupisce quindi l’andamento stagionale della sua produzione, che aumenta d’inverno e cala con la stagione primaverile, visto che si allungano le ore di luce. D’altro canto, una fonte di luce notturna, bloccando la produzione dell’ormone, può causare disturbi del sonno. Anche gli anni riducono la concentrazione di melatonina, i cui ridotti livelli notturni contribuiscono al presentarsi dei disturbi del sonno e il risveglio precoce tipici delle persone anziane.

Quando la produzione di melatonina non è sufficiente per garantire un sonno soddisfacente o è importante ristabilire il corretto equilibrio tra il sonno e la veglia, anche per recuperare il fuso orario (jet lag) in viaggi intercontinentali, la melatonina potrebbe aiutare a recuperare il ritmo perduto e ridurre i fastidiosi periodi di stanchezza, di scarsa memoria e concentrazione sul lavoro, dovuti a un sonno non adeguato.

La melatonina ha, inoltre, effetti sull’immunità: è considerata antagonista di un altro ormone importante, il cortisolo (ormone dello stress) che ha funzione immunosoppressiva. Al mattino, con l’arrivo della luce il corpo rallenta la produzione di melatonina e accelera quella di cortisolo, per mantenere l’organismo vigile per affrontare la giornata. La melatonina agisce dunque in maniera inversa rispetto al cortisolo. Alti livelli di cortisolo si possono verificare anche in momenti particolarmente stressanti, inficiando il ciclo sonno-veglia.

Fonti e impieghi della melatonina

Esistono varie preparazioni, integratori – pastiglie, gocce - a base di melatonina, ma questa sostanza si trova anche in alcuni alimenti quali banane, arance, ananas, olio extravergine di oliva e riso. A differenza di molti farmaci utilizzati per l'insonnia, difficilmente questa sostanza può dare dipendenza, ma la melatonina non è un sonnifero: serve più tempo perché faccia effetto, circa 30 minuti. È inoltre preferibile assumere melatonina pura, cioè non mescolata ad altre vitamine o sostanze rilassanti.

La melatonina si può acquistare senza ricetta al supermercato, o in erboristeria, in dose non superiore a 1 mg, oppure in farmacia su prescrizione medica, con un dosaggio di 2 mg. Bisogna sempre evitare il fai-da-te per non esagerare con le dosi e se assumiamo altri farmaci, ed è solo il medico che può consigliare il prodotto più sicuro.

La melatonina viene utilizzata soprattutto per i disturbi del sonno:

  • difficoltà ad addormentarsi e risvegliarsi: riduce (di poco) il tempo necessario di addormentamento
  • difficoltà nel rimanere addormentati (insonnia): migliora leggermente la qualità del sonno
  • jet lag: migliora i sintomi causati dalla variazione di fuso orario, come la difficoltà di mantenere vigile l'attenzione
  • turni di lavoro notturno: migliora la durata e la qualità del sonno durante il giorno nelle persone che lavorano di notte
  • persone cieche: mancando della vista, non hanno l'ausilio della luce per orientare l'orologio biologico
  • nei bambini con disabilità: può esserci una non adeguata sintesi di melatonina.

Possibili effetti indesiderati

Quando viene assunta per bocca, secondo quanto indicato in etichetta, la melatonina è, generalmente, sicura e ben tollerata. Tuttavia, dovrebbe far considerare l’opportunità di interromperne l’impiego, il presentarsi di alcuni sintomi come: mal di testa, vertigini, nausea e sonnolenza. Proprio per la sonnolenza che può causare durante il giorno, è consigliabile non guidare e non usare macchinari entro cinque ore dall'assunzione della compressa. La melatonina, senza controllo medico, non va assunta in gravidanza e durante l'allattamento, o nel caso in cui si abbiano malattie autoimmuni.

Interazioni con altri farmaci

La melatonina può interferire con alcuni farmaci. In particolare: gli anticoagulanti, di cui potrebbe aumentarne il rischio di sanguinamento ed emorragie; antiepilettici, riducendone l’efficacia; antipertensivi e sedativi, che potrebbero avere effetti potenziati. L’impiego va valutato anche in persone che assumo antidepressivi, immunosoppressori, ma anche contracettivi. Poiché può alterare i livelli di glicemia, va impiegata con cautela anche nelle persone con diabete.

23/08/2022

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