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Che cos’è l’epatite?

L’epatite è un’infiammazione del fegato che ne compromette il corretto funzionamento. Può essere infettiva, ossia provocata da un virus specifico, o non infettiva, causata dall’accumulo di lipidi nel fegato o da un difetto del sistema immunitario.

L’epatite di tipo virale è classificata principalmente in A, B o C, a seconda del virus che infetta le cellule del fegato (rispettivamente HAV, HBV e HCV).

L’epatite A è più comune nelle aree del mondo con scarse norme igieniche,

si trasmette principalmente tramite acqua o cibi contaminati, o entrando in contatto con soggetti infetti; non cronicizza mai.

L’epatite B può essere veicolata da sangue, sperma e liquidi vaginali, e si trasmette con una certa facilità: si calcola che colpisca un quarto della popolazione mondiale. Se diventa cronica, può degenerare in insufficienza epatica, cirrosi e tumore al fegato.

Il virus dell’epatite C si trasmette principalmente tramite il contatto con sangue infetto. È considerata fra le più gravi infezioni al fegato perché è priva di sintomi e può facilmente diventare cronica: un quarto dei tumori al fegato sarebbe causato da epatite C cronicizzata.

Quali sono i sintomi dell’epatite?

L’epatite A ha un periodo di incubazione che varia da due a sei settimane, l’epatite B può manifestarsi dopo tre mesi dall’infezione; l’epatite C può cominciare a fare danni molto prima della manifestazione dei primi sintomi.

I sintomi generali dell’epatite sono: febbre, nausea e vomito, perdita di appetito, diarrea, occhi e pelle ingialliti (ittero), affaticamento, dolori addominali e articolari, urine di colore scuro.

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epatiti

Quali sono le cause dell’epatite?

Il virus dell’epatite A si diffonde per via oro-fecale, tramite cibi manipolati da persone infette o acqua contaminata dal virus; molluschi non cotti abbastanza, in particolare le cozze; rapporti sessuali oro-anali; condivisione dello stesso bagno con un persona contagiosa.

Il virus dell'epatite B si trasmette attraverso rapporti sessuali, scambio di sangue infetto o da madre a figlio durante la gravidanza; può avere una fase acuta o rimanere a lungo latente, danneggiando gradualmente il fegato del soggetto colpito.

L’epatite C si trasmette tramite il contatto diretto con sangue infetto, e ciò accade principalmente attraverso lo scambio di siringhe (specialmente fra tossicodipendenti), tatuaggi e piercing; con meno probabilità tramite contatto sessuale o da madre infetta.  

 

Epatite autoimmune
 

L’epatite autoimmune è una variante dell’epatite che insorge quando le difese immunitarie attaccano per errore il fegato, come per combattere un agente esterno, e ne provocano un’infiammazione progressiva e cronica. Colpisce in particolare le donne sotto i 40 anni.

 

Steatoepatite non alcolica

La steatoepatite non alcolica (NASH) è una malattia epatica cronica caratterizzata dall’accumulo di grassi nel fegato. L’organo si infiamma e i tessuti si necrotizzano, compromettendone le funzioni; può degenerare in cirrosi e insufficienza epatica. L’obesità è il principale fattore di rischio. 

Vaccino
 

Per prevenire l’infezione, esiste il vaccino contro l'epatite A, comunemente somministrato in due dosi, a distanza di circa sei mesi l'una dall'altra. La vaccinazione contro l'epatite B è consigliata nei neonati e, in generale, nei bambini sotto i 12 anni di età. Non è ancora disponibile un vaccino efficace contro l'epatite C.