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È una delle forme più comuni di mal di testa; tuttavia, è ancora troppo trascurata e spesso anche sottovalutata. Stiamo parlando dell’emicrania, una specifica forma di mal di testa sulla quale incidono anche stress, ansia e depressione: disturbi che, a causa della pandemia da Covid-19, sono aumentati e si sono rivelati potenti agenti capaci di scatenare attacchi nei soggetti più suscettibili. Inoltre, durante l’emergenza sanitaria le diagnosi sono diminuite, a causa dei timori e delle difficoltà di accesso alle strutture sanitarie, ma questo non significa affatto che la malattia si sia ridotta.

Convivere con l’emicrania

Può essere frustrante convivere con l’emicrania: spesso gli altri non comprendono l’impatto che la malattia ha sulla vita dei pazienti, stentano a capire la gravità del dolore e dei sintomi che costringono la persona affetta da emicrania a mettere la vita in pausa. Riuscire a spiegarlo agli altri può aumentare la loro capacità di comprensione.

6 milioni di italiani emicranici

Nel nostro Paese – stima la Società italiana di neurologia (Sin) - sono 6 milioni le persone che soffrono di emicrania, ossia il 12% della popolazione. Si tratta di numeri importanti, per i quali una diagnosi precoce può davvero cambiare la progressione della malattia, poiché evita importanti conseguenze quali la cronicizzazione del disturbo e l’abuso di farmaci.

La ricerca

Secondo la ricerca "Vivere con l'emicrania" realizzata dal Censis, a soffrire di emicrania sono soprattutto le donne: quasi l'80% degli emicranici è femmina. I primi segni della malattia si registrano mediamente a 21,4 anni di età nelle donne, a 26,1 negli uomini e nel 42,1% delle pazienti prima dei 18 anni, un esordio precoce che si verifica nel 26% dei pazienti maschi. Solo il 55,9% delle pazienti si rivolge al medico entro un anno dalla comparsa del dolore nella loro vita, contro il 73,2% degli uomini. E il 23,3% delle donne di anni ne fa passare più di cinque prima di consultare un professionista.

Non solo. L'emicrania impatta sensibilmente sulle attività quotidiane. Più per le donne, ancora una volta. L'aspetto più penalizzante è considerato il dolore (per l'81,7% delle femmine e il 72,4% dei maschi), seguito da stanchezza e energie ridotte (rispettivamente per il 50,3% e il 44,1%). Sempre le pazienti lamentano una riduzione delle attività sociali in misura maggiore rispetto ai maschi (il 42,9% contro il 21,3%) e a causa del mal di testa hanno più problemi sul lavoro, il 39,7% delle donne, nello svolgimento dei propri compiti familiari e domestici, il 36,3%, a occuparsi dei figli, il 18,7% (contro rispettivamente il 26,8%, il 18,1% e il 7,9% degli uomini).

Gli attacchi

Oltre al dolore acuto e pulsante su un lato della testa, l’emicrania si presenta con altri sintomi, quali nausea e vomito, ipersensibilità a luci (fotofobia), suoni e odori, vertigini, irritabilità, nervosismo, agitazione, confusione, sudorazione e dolori addominali. Non solo: si manifesta con attacchi ricorrenti, ma con una frequenza molto variabile (da pochi episodi all'anno a 2-3 attacchi alla settimana). Un attacco emicranico può durare da quattro ore a tre giorni.

Gli attacchi di emicrania possono essere preceduti da improvvisi lampi di luce. Questo sintomo indica un’emicrania con aura, che può accompagnarsi ad annebbiamento della vista, formicolio agli arti, rigidità del collo e difficoltà nel parlare.

Monitorare i sintomi è già un passo in avanti per tenere sotto controllo la malattia. Fondamentale innanzitutto descrivere al proprio medico nel modo più chiaro possibile l’emicrania e il suo impatto, senza trascurare il minimo dettaglio: numero di attacchi e di giorni in cui si manifesta l’emicrania; quali e quanti farmaci si assumono (antidolorifici da banco, farmaci specifici per l’emicrania, rimedi anti-nausea o analgesici dietro prescrizione medica) e come l’emicrania influisce sulla propria vita e quotidianità.

Per farlo è consigliabile tenere una sorta di diario sul quale annotare preziose informazioni alle seguenti domande: in un mese quanti giorni si soffre di emicrania? Quante ore prima dell’inizio dell’attacco si avvertono i primi sintomi? Quante ore durano gli attacchi? Quando l’attacco è passato, di quanto tempo si ha bisogno per iniziare a sentirsi di nuovo bene? Durante il mese quante volte si fa ricorso ai farmaci e quanti giorni si è costretti ad assentarsi dal posto di lavoro?

Importante anche sottolineare quali sintomi si manifestano durante un attacco di emicrania, inclusa l’insorgenza improvvisa di dolore su un lato della testa.

29/04/2022

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