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Per gestire adeguatamente l’asma è importante effettuare una precisa valutazione del suo livello di gravità. Come si differenziano a livello diagnostico questi livelli e cosa implica la classificazione in termini di trattamento?

Come riconoscere l’asma grave

L’asma è una malattia infiammatoria cronica del sistema respiratorio, caratterizzata da dispnea, ovvero fame d’aria, respiro corto, senso di costrizione al torace e tosse. All’interno del percorso diagnostico, viene presa in considerazione l’entità dei sintomi diurni e notturni insieme alla funzione polmonare, misurata attraverso l’esame della spirometria. In questo modo il medico arriva a differenziare diversi livelli di gravità: lieve, moderato e grave.

Come spiega Fulvio Braido, Direttore dell’Unità di Area critica per l’Insufficienza Respiratoria Cronica e i Disturbi Notturni presso l’Ospedale Universitario di Ricerca “San Martino” di Genova, “sono considerati moderati i pazienti che presentano ogni giorno sintomi che limitano alcune attività della vita quotidiana, mentre è detto asma grave e persistente quello in cui i sintomi si manifestano per tutta la giornata e interferiscono con le attività della vita quotidiana in maniera importante”.

Il controllo dell’asma e le riacutizzazioni

Il piano di trattamento è definito solitamente su 5 livelli incrementali, dal più lieve al più significativo: l'entità del trattamento necessaria per portare sotto controllo la malattia (cioè per far sì che il paziente non abbia sintomi, di giorno, di notte, sotto sforzo, di non dover ricorrere a farmaci al bisogno o di avere una funzione respiratoria normale) indica la gravità dell’asma.

Ad esempio, è affetto da asma di grado moderato il paziente che ha asma ben controllato con trattamento di livello 3, secondo le indicazioni GINA.

Per l’asma di tipo grave è necessario, invece, ricorrere a un trattamento di livello 4 o 5 per arrivare al controllo.

Il controllo dell’asma va valutato di solito ogni 3 mesi e in maniera più frequente per chi soffre di asma grave, perché connesso a un maggior rischio di riacutizzazioni gravi, cioè di peggioramento dei sintomi associato a peggioramento della funzione respiratoria. Le riacutizzazioni possono essere determinate da un trattamento inadeguato e sono 3 volte più probabili nei soggetti con asma moderato e grave.

Come si effettua la diagnosi di asma grave o moderato

Per riuscire a diagnosticare un asma grave o moderato “occorre un’accurata anamnesi, cioè la raccolta della storia clinica, - chiarisce Braido - occorre una visita, quindi l’esame obiettivo del paziente, ma occorre anche valutare la funzione polmonare, con gli esami spirometrici”.

Attraverso la spirometria si può identificare un’ostruzione bronchiale, che ne-cessita di ulteriori accertamenti con la broncodilatazione, utile per valutare la risposta dei bronchi.

In caso di spirometria normale, in presenza di sospetto asma, può essere prescritto un test di provocazione bronchiale, in modo da analizzare la reattività dei bronchi.

Può, inoltre, essere richiesta una radiografia del torace, più che altro per escludere la presenza di altre patologie.

Una volta diagnosticato l’asma, possono essere effettuati altri esami per identificarne la causa, come test allergometrici cutanei e la ricerca nel sangue di specifici marcatori.

L’impatto dell’asma sulla qualità della vita

In quanto patologia cronica, l’asma “influenza in modo significativo la vita, il lavoro, la scuola - spiega Braido - Inoltre, ansia e depressione spesso si accompagnano all’asma bronchiale, ne possono peggiorare i sintomi e possono ulteriormente influenzare la qualità della vita”. Per questo motivo diventa fondamentale ottenere una diagnosi precisa non solo della malattia ma anche del suo livello di gravità e seguire in maniera attenta e costante il trattamento che risulta essere più adeguato a mantenere la patologia sotto controllo.

25/05/2022

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