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L’olio di oliva è uno degli ingredienti base della dieta mediterranea e sono note le sue proprietà benefiche, soprattutto se utilizzato nella versione più pregiata: l’olio extra vergine di oliva. Oltre a essere molto buono, questo prodotto offre benefici di vario tipo per la salute dell’organismo, in particolar modo per le persone affette da diabete che devono tenere sotto controllo i picchi di glicemia.

Cos’è l’olio extra vergine di oliva

Con il termine olio extra vergine di oliva (o olio Evo) ci si riferisce al risultato della prima spremitura di sole olive, che deve essere attuata attraverso processi meccanici, senza il ricorso a procedure o sostanze chimiche. Per ottenere un olio di alta qualità, i frutti devono essere interi, sani, freschi e raccolti al giusto grado di maturazione.

Per acquisire la denominazione di olio extra vergine d'oliva, il prodotto finale deve avere un'acidità totale massima pari allo 0,8% (mentre nell’olio di oliva, sempre estratto da prima spremitura, l’acidità può arrivare al 2%) e superare il controllo organolettico attraverso specifici test che valutano alcune caratteristiche essenziali, come l'aroma fruttato e le note amarognole e piccanti.

Gli effetti dell’olio sul diabete

Il rapporto fra assunzione di questo olio e il diabete è stato indagato in maniera specifica all’interno di uno studio italiano apparso su Diabetes Care. I ricercatori, guidati da Gabriele Riccardi e Angela Rivellese, massimi esperti di dieta mediterranea, hanno confrontato la risposta glicemica di un gruppo di pazienti affetti da diabete di tipo 1 dopo aver consumato le portate di due menu, uno con condimenti a base di olio e l’altro a base di burro.
Dallo studio è emerso che la glicemia postprandiale delle persone che avevano mangiato il pasto condito con olio è risultata sempre più bassa rispetto a quelli che avevano consumato piatti con il burro.

Benefici e cause

Aggiungere olio extra vergine di oliva ai pasti diventa quindi estremamente utile per persone diabetiche, soprattutto insieme ad alimenti con alto contenuto glicemico come i carboidrati, perché in grado di ridurre il livello degli zuccheri nel sangue dopo mangiato ed evitare quindi i picchi glicemici, responsabili in larga parte di un cattivo controllo della malattia. Inoltre, anche in persone sane, eccessivi sbalzi glicemici possono favorire lo sviluppo del diabete di tipo 2.

La causa di questa benefica azione sarebbe, secondo diversi studi, l’oleuropeina, una sostanza presente sia nell’olio che nelle foglie di ulivo. Una scoperta che può aiutare a migliorare la gestione del diabete e anche a prevenire complicanze cardiovascolari.

Inoltre, anche l’idrossitirosolo, un polifenolo presente nell’olio di oliva extra vergine, sembra possa aiutare aridurre e prevenire i disturbi vascolari connessi al diabete.

Come assumere l’olio

A causa dell’elevato apporto calorico, l’olio non deve essere assunto in grandi quantità, ma sono sufficienti circa 3 cucchiai al giorno. Per trarne il massimo beneficio, va consumato preferibilmente a crudo, perché con la cottura vengono in parte perse le sue importanti proprietà.

13/04/2022

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