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Il tumore al seno maschile è un fenomeno raro, ma che è utile conoscere e saper identificare in tempo. Proviamo a capire come viene diagnosticato e quali siano le terapie oggi disponibili.

Diffusione e fattori di rischio

Secondo i dati Airtum 2020, vengono individuati ogni anno circa 1,7 tumori alla mammella ogni 100.000 uomini, mentre si arriva a 150 casi ogni 100.000 donne.

I fattori di rischio nell’uomo comprendono diversi elementi, che vanno da sbilanciamenti di tipo ormonale, che si verificano spesso in seguito a patologie relative al testicolo, e alla presenza di alcune malattie come sindrome di Klinefelter e cirrosi epatica. Inoltre, favoriscono la comparsa di cancro al seno anche obesità, esposizione a sostanze contenenti estrogeni, familiarità e presenza di mutazione del gene BRCA2. Colpisce soprattutto uomini al di sopra dei 60 anni.

Come si sviluppa il tumore al seno nell’uomo

Il tessuto mammario si differenzia con la pubertà, quando nell’uomo aumenta il livello dell’ormone del testosterone, bloccando la crescita del seno che invece viene stimolata dagli estrogeni, più elevati nelle donne.

La ridotta struttura del seno maschile comporta che il tumore si sviluppi sempre dai dotti, per rimanere in situ, quindi non genera metastasi diffondendosi in altri tessuti. Il seno maschile può anche essere colpito da una patologia benigna chiamata ginecomastia, che determina ingrossamento di tessuto mammario di natura non tumorale.

Come diagnosticare un tumore al seno maschile

A causa delle dimensioni più piccole della mammella, i segnali di un tumore sono generalmente più evidenti negli uomini rispetto che nelle donne.

I sintomi più frequenti sono:

  • comparsa di un nodulo, di solito al centro del seno e vicino al capezzolo;
  • secrezione dal capezzolo, anche con presenza di sangue (soprattutto in fase avanzata);
  • tensione o retrazione del capezzolo;
  • gonfiore della parete del torace;
  • ingrossamento dei linfonodi sotto l’ascella.

Gli stadi iniziali sono per lo più caratterizzati da assenza di sintomi; per questo motivo nella maggior parte dei casi il paziente consulta un medico quando il tumore è già in fase avanzata.

La diagnosi viene effettuata, come per le donne, effettuando alcuni esami come:

Come viene trattato il tumore al seno maschile

Al momento, il primo passo del percorso terapeutico prevede generalmente l’intervento chirurgico tramite mastectomia radicale, che comporta la rimozione totale della ghiandola mammaria, della cute soprastante e del complesso areola-capezzolo. Si può prendere in considerazione un approccio di tipo conservativo, che risparmi quindi areola e capezzolo, se questi tessuti non presentano cellule tumorali.

In seguito vengono prescritti, a seconda delle necessità, radioterapia, chemioterapia, terapia ormonale o biologica, seguendo gli stessi protocolli del tumore al seno femminile.

Limiti nella conoscenza del tumore al seno nell’uomo

A questo proposito, sta però emergendo la necessità di aumentare la conoscenza specifica del tumore al seno nell’uomo, considerando che le strategie terapeutiche applicate agli uomini si basano principalmente su studi condotti su una casistica composta da donne. Negli ultimi anni gli studi clinici sul tumore del seno, sia in fase precoce che avanzata, includono anche pazienti di sesso maschile, in modo da poter analizzare in maniera più approfondita eventuali reazioni differenti a farmaci e trattamenti e migliorare l’efficacia terapeutica nell’uomo.

La minore conoscenza si riflette, inoltre, sulla mancanza di programmi di prevenzione e su una scarsa consapevolezza nella popolazione in relazione a eventuali rischi e campanelli d’allarme. Anche dal punto di vista psicologico, una diagnosi di tumore al seno nell’uomo genera spesso un forte disagio, in quanto patologia associata nel sentire comune esclusivamente alle donne, che porta il paziente a isolarsi e determina conseguenze sia a livello fisico che mentale peggiori rispetto che nelle donne.

21/07/2022

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